[TV] la televisione del passato faceva più paura?



Chiariamo subito: non c'entra l'horror, non c'entrano programmi su misteri e paranormale (QUI la lista completa).
Non c'entrano cose che effettivamente devono far paura o suscitare comunque inquietudine.
Voglio invece parlare di cose normalissime, quotidiane, viste in televisione.
È una riflessione fatta più volte privatamente tra amici, e che ora riporto anche sul blog: la TV del passato era più inquientate rispetto a quella odierna?


Vi capitava mai di restare spaventati da trasmissioni, spot, annunci, voci, musiche, bumpers passati in televisione, che non avrebbero dovuto farvi assolutamente paura?
Parlammo di striscio della questione quando vi chiesi se da bambini eravate rimasti terrorizzati da qualcosa rientrante nel campo della cultura pop (potete leggere la discussione QUI).
Una cosa è certa, a prescindere da tutto: un tempo le cose viste in TV restavano più impresse, anche le pubblicità (ne discutemmo QUI).
Vuoi perché non c'era la frenesia moderna, vuoi perché si riusciva a coniugare ancora una duratura semplicità al fagocitante consumismo che imperversava, si era tutti ancora meravigliati di quella scatola che trasmetteva immagini e suoni: il televisore, la televisione.

 
Eppure, sarà forse che la qualità non era certo l'HD di oggi, i colori non sembravano così splendenti anche se lo erano... si creava un misterioso effetto "doom", inteso come funesto, pauroso, assurdo, austero.
E, tutto ciò, ingiustificato dal punto di vista della logica e della razionalità.
Si entrava quasi in una dimensione diversa, divertente sì, ma con pericoli sempre dietro l'angolo.
Pericoli rappresentati da forme strane, una grafica computerizzata grezza poiché ai suoi albori; sfumature cromatiche e dettagli che contribuivano a restituirci qualcosa che, nell'animo, percepivamo come non del tutto rassicurante.




Poteva essere una reclame, magari. Con voce suadente che annunciava lo slogan.
Poteva essere la sigla di un telefilm o di una soap.
Magari perché roba degli anni '60-'70 ma trasmessa anche venti anni dopo, causando un cortocircuito tra modernità e quel vintage che può essere freddo e lontano.
E, per questo, inquietante il doppio.
Pensate all'Almanacco del Giorno Dopo, con un nome così futuristico e arcaico e quella ballata così legata alle antiche immagini che passavano in rassegna.



Probabilmente un tempo non si badava nemmeno molto alla sensibilità delle persone.
In generale, molto era permesso tranne che nei contenuti di natura sessuale, qualora fossero troppo spinti o di cattivo gusto.
Oggi lo spot de "la droga ti spegne" passerebbe mai in TV?
Ve ne piazzo una, ma se volete rivedere tutte le pubblicità, incluse quelle sull'AIDS, potete cliccare QUI.

 


Dunque, non dovrebbe stupire che sia andato in onda (in America, per fortuna) uno spot così, pur reclamizzando una semplicissima bambola:


Ma ho saputo di persone che avevano paura del pavone che appariva in un bumper Rai, forse perché si colorava dopo un fascio di luce, chissà.

 


 

Probabilmente un'artigianalità rudimentale -che però guardava al futuro prossimo venturo- era la causa di questo senso di inquietudine che poteva colpire qualcuno tra i più sensibile.
Io, per esempio, ricordo che ero terrorizzato (e non ero piccolissimo) da uno spot della Lasonil, che mostrava un ragazzo prendere una storta giocando in spiaggia, il tutto accompagnato da una musica non positiva.

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Cosa captavo? Cosa captavamo?
Perché musiche del tutto innocue come la sigla de I Segreti di Twin Peaks o Chi l'ha visto? o rotocalchi d'approfondimento potevano arrivare a inquietarci?
Cosa percepivamo in queste cose?
Oggi tutto questo non esiste?
Oppure i bambini di oggi si spaventano ingiustificatamente di nuove cose che passano in televisione?

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121 commenti:

  1. Come detto più volte, lo spot "La droga ti spegne" era veramente inquietante.
    Ma sì, era una società diversa: noi bambini fin da piccoli venivamo a conoscenza degli aspetti brutti della vita.
    Anche nei cartoni c'era il concetto di morte (non significava vedere morire i personaggi, ma in certe puntate si affrontava il tema).
    Oggi l'eccesso di politicamente corretto fa sì che in certi casi si "nasconda la polvere sotto il tappeto".
    Invece i bambini devono entrare a conoscenza, con calma, del brutto che c'è nel mondo...

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    1. Vero, ma l'impatto che ne avevamo noi era anche terribile, sotto certi aspetti.
      Poi, al di là degli argomenti comunque brutti, anche tecnicamente c'era un linguaggio televisivo molto più austero, cupo, spettrale... anche nei programmi che dovevano/volevano essere colorati! :O

      Moz-

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  2. L'almanacco del giorno dopo ha una sigla con ballate medievali/rinascimentali nulla di tetro e nefasto anzi decisamente sonore molto dolci e anche allegre senti che note alte nella prima ballata.
    Decisamente nel passato anche non troppo lontano si facevano cose con la doppia faccia e quelle paurose lo erano senza mostrare sangue e violenza diretta come le cose belle lo erano mostrando solo semplicità perché c'era davvero la felicità e lo si percepiva nel vederle. Era il sentimento negativo e positivo usato a incidere sul risultato.
    Penso alla pubblicità della Nike del diavolo che sfida i calciatori del 2000 non la conoscevo l'ho vista e caspita se è inquietante ed è di solo 20 anni fa.
    Adesso i bambini e i ragazzi la violenza la conoscono e provano con il bullismo fisico molto più marcato dalla tenera età e in internet che sono molto peggiori della tv.

    Firma

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    1. Certo, so bene cos'è la musica dell'Almanacco, trattai il tutto in un post apposito.
      Però resta l'inquietudine che trasmetteva ingiustificatamente, ossia proprio dove voglio andare a parare: nulla di tetro, vero, ma sentire una cosa "da nonni" con calendari, effemeridi, santi, semine... in un mondo che guardava al futuro più fantascientifico, era una cosa che inquietava un po'.

      Forse hai ragione che i bambini e ragazzi di oggi ritrovano cose inquietanti in internet, come le creepypasta (vedi Galindo o tutti quelli precedenti).

      Moz-

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  3. Non l'ho mai vista in questo modo, ma averla vissuta direttamente dagli anni 70 può aver influito.
    D'altra parte mi ricordo alcune cose tragiche (quelle vere) però allo stesso tempo mi capita non di rado scoprire altri avvenimenti simili e stupirmi che fossero accaduti allora, perchè appunto non ricordo nulla.
    Bisognerebbe vedere come funziona la mente di un bambino nella sua selettività.

    Tra l'altro ricordo ancora che il mio primo contatto con un "horror" (cinematografico)... fu Profondo Rosso (che si è una cosa diversa), ma non vedendolo bensì raccontato da una compagna di classe alla scuola media che l'aveva visto di straforo non so dove, immagino in televisione vista l'età del film.
    E fu un racconto che mi è restato impresso a lungo, stile racconti in torno al fuoco di un campeggio.

    Ripeto, chissà come funziona la mente di un bambino.

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    1. Esatto, potrebbe davvero essere tutto qui: come funziona la mente di un bambino?
      Anche io per anni ho mitizzato Profondo Rosso, prima di poterlo vedere, proprio dai racconti di terzi.
      O L'Esorcista, idem.
      Ma resta da capire perché alcune cose innocue ci fanno paura, una paura appunto ingiustificata.
      Cosa percepiamo? Oppure erano cose fatte apposta?
      Voglio dire: lo spot Lasonil che passava prima di He-Man su Telenorba mi inquietava perché volutamente usava un jingle cupo?

      Moz-

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  4. Io avevo paura della scritta fine che appariva improvvisamente alla fine della sigla di supergulp, prima che venisse sostituita da Giumbolo. Sfondo nero e una scritta fine appariva come se ti venisse lanciata in faccia. Inquietante

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    1. Ciao, benvenuto!^^
      Ecco, ottimo esempio di paura "ingiustificata": perché si provava inquietudine per una cosa simile?
      Non so darmi risposta.

      Moz-

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  5. Quella bambola è chiaramente la versione femminile di Chucky😂😂😂

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  6. Mi rendo conto benissimo che il senso di inquietudine e di paura è soggettivo, ma in alcune cose viste in TV hanno qualcosa che va al di là dell'esperienza personale. Sembrano essere nate apposta per. Ad esempio io da bambino ero sempre turbato da Dj Super X, il disk jockey con la faccia a specchi del Super Classifica Show; per alcuni era simpaticissimo e frizzante, a me terrorizzava a morte. Tra alcuni contenuti weird/creepy della TV ricordo anche: la sigla di Ultimo Minuto, del TG3 e X-Files, il motivetto de Il Pranzo è servito (per alcuni molto disturbante), l'agguato a Cattaneo ne La Piovra (la gente pianse davvero come se fosse successo realmente), la strana espressione del bambino della pubblicità del Gran Turchese, il tristemente noto alone rosa, l'intro della serie voci notturne, e tanti altri..

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    1. Esatto, volevo arrivare a questo: NATE APPOSTA PER.
      Anche secondo me c'era dietro un qualcosa, uno studio o chissà che, per agire subliminalmente e magari far restare impresse certe cose.
      Anche con la paura, ingiustificata certo, quindi non reale paura. Che è un sentimento molto forte.

      Poi è chiaro che si tratta di cose soggettive, che dipendono da come siamo fatti noi: da bambino io rimasti colpito/terrorizzato/estasiato dal quadro con la morte di Marat: lo vidi su un giornale e tempestai mia madre di domande sulla cosa.
      Sono sempre rimasto colpito inoltre dalle forme, quelle che da sinuose si fanno spigolose... mai impaurito davvero per l'horror in sé, ma per queste cose molto pi "profonde".

      Moz-

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  7. Certo adesso che me lo fai notare lo spot "la droga ti spegne" era inquietante ma, al tempo non mi aveva fatto paura. In tv oggi si vedono scene violente e crude, anche ai telegiornali. Oggi ci sono degli spot molto belli, spesso ti commuovono pure.
    Buona giornata Valeria

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    1. a proposito: quelle pubblicità finivano anche su Topolino e sfido chiunque di voi a trovare una copia di seconda mano a cui non venissero disegnate le pupille o che non venissero bucate!

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    2. Su Topolino erano uno shock.
      Ma forse sono servite.
      Io sicuramente non mi sono drogato, ma non per paura di cose reali, ma perché non volevo avere le pupille bianche XD
      Comunque, penso ci siano stati spot commoventi e belli anche in passato, molto emozionali. Oggi forse la TV è cruda di suo o la gente è semplicemente più abituata.

      Moz-

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    3. gli spot anti-droga erano dappertutto, dalle morali dei cartoni del sabato mattina a Topolino! E anche i videogiochi! Chi si ricorda del celebre "winners don't use drugs" che campeggiava nei cabinati?

      Non ho mai capito (essendo di un'altra generazione) se si è trattato di un pericolo reale o solo di un timore avvertito ma comunque contenuto nei numeri...

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    4. @Andrea87
      C'era, c'era il pericolo.

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    5. Esatto, il pericolo c'era davvero... specie negli anni '80.
      Siringe usate, buttate anche ai giardinetti.

      Moz-

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    6. Io son di Pavia, una città dove all'epoca abitualmente non si vedeva succedere mai un tubo (e nemmeno troppo adesso): non ho mai visto in tutta la mia infanzia qualcosa che non fosse quieto vivere TRANNE i drogati ai giardinetti.
      Tanto per rendere l'idea XD

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    7. Io preservato da ogni cosa: morti, malattie, cose del genere... Un incidente era davvero un caso unico, per dire.
      Ci fu solo un episodio, che in effetti è truculento: l'omicidio del padre di una mia amica di classe (elementari). Liti famigliari.

      Pavia? Non succedeva niente? Beh, gli 883 ci hanno fatto almeno cinque album interi su questa cosa XD

      Moz-

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    8. Cinque album sul fatto che a Pavia di brutto non succedeva niente? :D

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    9. Anche di bello, considerato quel che raccontavano XD

      Moz-

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  8. "la rimozione della morte" (o di tutto quello ad essa collegata) è un problema serio, affrontato anche in psicologia e pedagogia.
    In pratica è un qualcosa che va di pari passo con l'evoluzione della medicina e dei tempi: se per i nostri nonni era normale convivere con la morte (essendo vissuti tra l'ultima guerra che l'Europa ricordi, malattie, fame, ampie sacche di mortalità infantile ecc...), con l'andare degli anni la morte è stata apparentemente sconfitta e si cerca di cancellarla dalle nostre esistenze.
    E così generazione dopo generazione si sposta l'asticella sempre più in là, rendendo la vita dei bambini sempre più neutra e priva di (molto improbabili) choc: vedi la cancellazione degli esami di V elementare perché "poverini subivano un livello di stress eccessivo"...

    è anche uno dei motivi per cui sentiamo ogni tanto al tiggì, per esempio, "Aggredito il dottore X colpevole della morte del paziente Y" perché ogni morte viene sempre vista come causata da qualcuno e non più intrinseca alla vita. se una persona muore per malattia deve essere per forza colpa di qualcuno e non il naturale (seppur tragico) decorso.

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    1. Praticamente dunque io ero già dentro il mood futuristico anni '80 di un mondo senza cose brutte e cose brutte naturali.
      Perché qualsiasi cosa avesse a che fare con dolore e morte poteva inquietarmi...
      C'è anche da dire che durante tutta l'infanzia sono stato fortunato: mai visto da vicino cose eccessivamente stressanti. Solo un episodio di cronaca nera, che ci sembrò appunto una favola nera, dalla quale comunque eravamo protetti.

      Moz-

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    2. Se si parla di pedagogia è il mio campo, per così dire. Si, non posso che confermare quel che dice Andrea.
      Cancellare le cose brutte è come il revisionismo storico politicamente corretto: è una cazzata monumentale e fa solo danno.

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    3. Ho detto "cancellare" ma sarebbe più appropriato "negare"

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    4. Cosa sinceramente che non ho mai pensato...

      Anche sforzandomi non riesco a trovare nei miei ricordi paure generate dalla tv almeno non nei programmi normali.

      Certamente Notte Horror faceva paura ma come hai detto non ti riferivi a programmi del genere.

      Però ricordo che mi faceva paura la pubblicità di una specie di liquido verde... Non mi riferisco alla Fabbrica dei mostri era qualche altro gioco.

      Insomma io come seguivo al 90% Italia 1 non avevo problemi del genere...
      Inconsciamente direi che la Rai prima della trasmissione dei Digimon era l'emittente televisiva più triste di tutte...

      Come programma triste invece "Brutto anatroccolo" era l'emblema della tristezza...

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    5. @Alex: sì, forse vogliamo sconfiggere la morte negandola.
      @A.J.;ì: vero, al Rai è sempre stata molto austera, comunque TV di Stato e di Servizio, e aveva toni molto seri.
      Anche questo è una causa delle paure televisive.

      Moz-

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    6. Dendoh lo amavo!!
      Ora comunque voglio saperne di più sul liquido verde di A.J.!

      Moz-

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    7. Ipotesi: non sarà stato lo Skifiltor? (o chi per esso: ce ne sono stati diversi)

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    8. Potrebbem visto che anche la confezione era molto horror-style (lo adoravo ed era fosforescente, mi cadde a terra e il gioco finì... XD)

      Moz-

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  9. Be' la riflessione ci sta veramente tutta.

    Ricordo che da piccolo c'erano dei contenuti che vedevo in tv e che mi disturbavano. Non riuscirei a isolare un titolo specifico ma ricordo anche che più del contenuto in sé era il racconto che la società faceva della tv a instillare le paure. Il rischio di programmi diseducativi, di immagini forti e di contenuti non adatti. Ho sempre pensato che dietro ai contenuti ci fossero delle persone e a parte qualche trasmissione brutta o volgare, il problema centrale fosse che a volte si sparava nel mucchio con l'idea di colpire quanto più possibile l'emotività come nel caso dello spot (terribile) sulla droga.
    La cosa curiosa e un po' triste è che questa narrazione oggi coinvolge internet e i social con gli stessi metodi e quasi le stesse paure.
    La Tv non mi ha mai fatto veramente paura perché posso spegnerla quando voglio, le persone e le loro menti ristrette no. E questo fa veramente paura.

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    1. Vero, oggi la cosa si è portata su internet.
      Sarà che abbiamo bisogno di paure moderne?
      Penso alle bufale, che prima coinvolgevano giornali e TV, e oggi sono sui social... fake news, le chiamiamo, ma non sono che storielle e miti sorti attorno a paure moderne.

      Moz-

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    2. Esattamente. Sorgono dalla paura nei confronti di un mondo che non abbiamo le capacità di capire fino in fondo.

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    3. Esatto, o peggio non vogliamo farlo.

      Moz-

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  10. Io da piccolissimo ero terrorizzato da uno spot pubblicitario con Louis Armstrong, che però non aveva niente di sbagliato: il problema qualunque fosse era solo mio :D
    Comunque non ricordo cose particolarmente involontariamente inquietanti: quelle inquietanti è perchè era voluto e c'era uno scopo tipo la solita pubblicità della droga. Era perfetta.
    Poi considera che certe sembravano inquietanti solo perchè la televisione in molti casi era per molti, l'unica fonte alla quali si poteva venire esposti a certi argomenti.

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    1. @MikiMoz

      Però lo spot della bambina (davvero agghiacciante! Concordo è stato fatto apposta!) non è mai andato in onda da noi vero?

      @Alex Doveri

      Oggi Mighty Max e Street Sharks sarebbero "illegali" 😀

      @Andrea87

      Davvero l'hanno tolto per quel motivo? Io sono ancora rattristato di ciò... Una mancanza che svilisce del tutto la scuola elementare :(

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    2. Probabilmente si, anche se essendo io del 78, sono cresciuto con roba tipo Devilman, Bem il Mostro Umano, Fantaman e gli Inhumanoids: Mighty Max che pur ho apprezzato sinceramente per il tentativo, per i miei standard era già abbastanza infantile in paragone.

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    3. Infati, Mighty Max non aveva molto di pauroso, erano mostri molto zuccherati, ormai.
      Le produzioni giapponesi più vecchie, invece, mortacci loro... XD
      C'era anche chi aveva paura de Il fantastico mondo di Paul!!
      Lo spot della bambola no, mai andato in onda: per me è qualcosa alla Joker, nel senso che non mi stupirebbe vederlo usare da un personaggio simile XD

      Alex, che idea ti sei fatto sulla tua paura per lo spot con Armstrong??

      Moz-

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    4. Beh, se dovessi valutare secondo gli standard attualmente in voga, l'idea è che ero un piccolo bambino bianco razzista :D :D :D :D
      Scherzi a parte, come dicevo la pubblicità era normalissima: mi sono spaventato io per qualche motivo personale, probabilmente perchè Armstrong aveva quel vocione molto basso e compariva all'improvviso. Non era colpa dello spot, ecco.

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    5. AHAHAHA sapevo che lo avresti detto, sai? XD
      Ecco, comunque... eravamo più impressionabili?
      A me, da bambino, facevano paura pure certi mobili che ho in casa... :)

      Moz-

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    6. LA mia opinione? No, non eravamo più impressionabili.
      Piuttosto direi che sono le generazioni più recenti che essendo così eccessivamente protette ma anche desensitivizzate, non si rendono conto di non essere invulnerabili ed intoccabili: se si impressionano meno (o se sembra così)è per candida stoltezza (ed una ragione sbagliata per non impressionarsi).

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    7. O forse sono troppo abituati?
      Ti ricordo che le generazioni attuali sono quelle che possono vedere ogni sorta di violenza tranquillamente da YT, video scambiati, profili Insta.
      Si iniziò con le decapitazioni a cura dei terroristi post 11-settembre, e da lì è stata una escalation... Noi dovevano accontentarci di vedere cose simili solo nei mondo-movies, spesso anche mockumentary!^^

      Moz-

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    8. "Beh, se dovessi valutare secondo gli standard attualmente in voga, l'idea è che ero un piccolo bambino bianco razzista :D :D :D :D"

      Hai dimenticato omofobo XD

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    9. Eh, è quello che intendevo con "desensitivizzate", però c'è anche dell'altro. Non è questione di abitudine e basta ma è questione che sono veramente cresciuti e convinti che a loro queste cose non possano toccarli: sono cose che succedono "altrove". Non so se riesco a spiegarmi.
      Se io facevo lo stronzo con qualcuno e parlavo troppo, sapevo che rischiavo la possibilità che quello mi riempisse di legnate: ci pensavo su, perchè relativamente parlando se succedeva che qualcuno mi gonfiasse, a patto di non finire al pronto soccorso, erano cazzi miei.
      Oggi no. Per un semplice spintone intervengono genitori, denunce, polizia e magari anche l'Uomo Ragno: non si rendono conto di non essere intoccabili ma lo pensano, perchè gli è stato fatto credere.

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    10. @Thor Odinson
      Così a gratis? Si hai ragione :D :D

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    11. Esatto: anche a scuola purtroppo non ci sono più regole, con docenti che hanno difficoltà nel farsi rispettare dagli stessi -saputi- genitori.
      Un tempo se parlava il maestro era legge, era come un genitore o quasi.
      Inoltre, vero quel che dici: le età si sono fuse, non c'è più barriera.
      Oggi un quattordicenne esce con un venticinquenne e può anche schernirlo... ai tempi erano legnate anche solo se volevi giocare agli arcade!^^

      Moz-

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    12. Esattamente. Quindi se uno è inconsciamente convinto che niente e nessuno potrà mai veramente toccarlo perchè tanto qualcuno lo proteggerà, come fa ad impressionarsi per qualcosa? Mi rendo conto di stare descrivendo un "candido" stolto, ma è esattamente e tristemente così :D

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    13. Esatto, ma è così.
      E poi quando ci prende una tortorata sui denti, fa male il doppio...
      "Superprotetto ed inviolato: la tua vita non ha significato!" (Litfiba)

      Moz-

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    14. Mah...sicuramente non capisco il nesso tra quello che dicono Thor e Alex e il tuo post.
      Si parla di una televisione che non c’è più e che non ritornerà.
      Quella di oggi che piaccia o no è diversa.
      Stai a parlare di un periodo dove non c’era per dirti lo streaming...e noi eravamo più ingenui “incoscienti “ e ci si stupiva per poco.
      Continuare ad apostrofare le nuove generazioni come rammolliti ..manovrabili ecc..iperprotette dai genitori mi trova un po’ in disaccordo.
      Alla fine stiamo comunque parlando di televisione ..da quello che scrivono sembrerebbe che i ragazzini non sappiano difendersi perché non ci sono più i cartoni di una volta che ti insegnano ad aver paura e quindi ad imparare a menare le mani.
      Ti assicuro che lo fanno ancora adesso e senza bisogno della televisione.
      Si parla nel tuo post di una televisione che faceva paura...ma adesso se la riguardi ti fa ridere.
      Bambola compresa...!
      Non sto parlando di pubblicità che affrontano temi importanti come droga e AIDS ...quelle più che far paura o ridere dovrebbero sensibilizzare e se ci riescono con una ragazza dagli occhi bianchi , ben vengano .
      Permettimi di dirti però : prima della tv dovrebbe pensarci la scuola.






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    15. Poi senza voler troppo pisciare fuori dal vaso...se sti genitori son così iperprotettivi nei confronti dei loro ragazzi , il fenomeno del bullismo manco ci sarebbe no?
      Il politicamente corretto vale fino ad un certo punto.
      Se in età prescolare ti guardi Pimpa o Peppa pig ( anzi siamo noi genitori che decidiamo cosa tu possa guardare 🤔), crescendo passi a Sam & Cat perché Remi’ e Heidi ai ragazzini di otto -nove anni fan cagare e Happy days per loro è troppo anacronistico e come genitore manco mi sognerei di proporglielo perché in primis fa cagare a me ( adesso una volta mi piaceva) a undici -dodici anni si guardano Riverdale su Netflix senza essere passati dal via!
      E ci sta dai ...che cazzo vogliamo pretendere?
      Che guardino quello che piaceva a noi anzi no..quello che pensiamo debba per forza piacere a loro perché..perché cosa? Istruttivo?

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    16. Hai ragione: i gusti cambiano.
      Però c'è anche un MA grosso come una casa che affronteremo in un altro post già pronto: parleremo proprio di questo che sottolinei tra vecchie e nuove generazioni.
      Tornando a noi: la scuola deve fare molto di più, e la famiglia idem.
      Però è vero che i giovani di adesso sono meno esposti a cattiverie davvero drammatiche.
      Non che non ci siano, ma sono ormai immuni.
      Noi invece vivevamo con un perenne stato d'angoscia (droga, aids, mafia, rapimenti...)
      Il bullismo, per esempio: come sai per lavoro ho a che fare con ragazzi di varie età. Sai cosa ho sentito dire da certi? "Mi ha bullizzato!", che sta per "mi ha preso in giro, mi ha fatto una battuta antipatica, mi ha tolto qualcosa di mano" XD

      Moz-

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  11. Francamente non mi sembra di essere mai rimasta traumatizzata da cose viste in TV quando ero piccola o molto giovane. Credo che al giorno d'oggi faccia più danno il politicamente corretto XD Scherzi a parte, è naturale che ci siano persone più sensibili di altre che magari s'impressionano per cose che alla maggioranza non fanno nè caldo nè freddo. Penso però che la negazione della morte sia un errore. "Ricordati che devi morire" è una frase che dovremmo tenere tutti in mente, aiuta a vivere meglio ;)

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    1. Ahaha quello poco ma sicuro: il politicamente corretto È il male!^^
      Concordo sulla frase, a patto che non sia detta in programmi televisivi imbecilli... ahah!

      Moz-

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  12. Inquietante la bambola, sembra proprio la tipica risata che si usa nei film :D
    Per questo e per altro alla tua domanda rispondo quindi sì, era comunque una televisione diversa, perché è inutile sottolineare che tutto cambia nel tempo ;)

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    1. Vero, diversa. Secondo me anche tecnicamente, intendo come frequenze, emittenza, luci e suoni.
      La bambola... non mi stupirei se venisse usata dal Joker XD

      Moz-

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    2. Magari piena di esplosivo stile granata ahahhaha: ce la vedrei proprio :D

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    3. E continua anche a ridere!!

      Moz-

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  13. Da piccolina ero terrorizzata dalla intro di Chi l'ha visto?
    Immaginavo che gli scomparsi apparissero tutti insieme nel mio corridoio per poi riversarsi in salotto in cerca di aiuto.

    Però i film horror non mi disturbavano. Vidi "La notte dei morti viventi" di Romero a 8 anni, perché mio padre me lo fece vedere.

    Ah, e ovviamente la pubblicità dell'AIDS.
    Ci sarà stato altro, ma l'avrò rimosso

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    1. Ciao e benvenuta! :)
      Chi l'ha visto? è terrorizzante proprio per questo, e per i toni dei servizi.
      Un po' come Ultimo Minuto: so cose ovviamente studiate (comunicativamente) per creare un certo mood.
      Paradossalmente, gli horror non mi spaventano.

      Moz-

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  14. Beh diciamocelo, le generazioni odierne si sono rammollite. Ed è perché rispetto al passato vengono coccolati e protetti eccessivamente. Mi ricordo che quando andai a vedere l'ultima versione Disney dello Schiaccianoci al cinema (don't ask XD) c'era una mamma che tappava gli occhi al figlio nelle scene più "spaventose" e lo raccomandava di non guardare e tapparsi le orecchie se aveva paura. Ora, se davvero trovava un tale film (avete presente?) spaventoso che dire dei film e dei cartoni che guardavamo io e i miei amici alla sua età? Vero che noi si guardava anche prodotti che non avremmo dovuto in teoria ma anche quelli per la nostra fascia erano infinitamente più maturi, spaventosi e ricchi di contenuti della roba di adesso. Del resto era l'epoca di maestri come Don Bluth, sempre sia lodato, che diceva che i bambini possono digerire tutto, basta che ci sia un lieto fine.

    Oggi non è più così: oggi hanno vinto le associazioni delle madri, del MOIGE e robaccia varia che se la prendono per tutto. Le mie critiche dei prodotti per l'infanzia oggi già le conosci ma una che mi ero risparmiato è che: non c'è alcun conflitto, non c'è oscurità, sono tutti allegri, coloratissimi, spensierati, non farebbero paura a un coniglio! Per me questo è sbagliatissimo perché tiri su una generazione di fiocchi di neve che non saprà affrontare le proprie paure. Come disse Neil Gaiman "le favole non insegnano ai bambini che i draghi esistono, lo sanno già, le favole insegnano che i draghi si possono sconfiggere!"

    Quindi sì, la televisione di una volta era decisamente più... non so qual è la parola giusta: esplicita, dark, matura, sofisticata. Nessuna di queste rende in pieno ma il punto è che di sicuro non era una sequenza di lecca lecca e arcobaleni colorati XD

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    1. Concordo. Non si protegge qualcuno dai pericoli nascondendoglieli, ma insegnandogli a conoscerli ed a sconfiggerli.

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    2. Thor, io uso il termine DOOM come aggettivo.
      Era più doom. Cupa, austera, inquietante.
      Hai ragione su tutto: quanto era spaventosa la trasformazione della strega di Biancaneve?
      Oggi non so se riuscirebbero a pensare cose così.
      Però ammetto che mi piacerebbe avere l'esperienza di qualche genitore attuale e vedere di cosa -di ingiustificato- hanno paura i loro figli^^

      Moz-

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    3. @ Alex: ben detto!

      @ Moz: Doom è un termine che mi è sempre piaciuto tantissimo e che in italiano non siamo mai riusciti a cogliere pienamente X4 affascinante quindi la tua scelta!
      Biancaneve era spaventosa così come Fantasia, La Bella Addormentata, Il Segreto di Nihm, Charlie Anche i Cani Vanno in Paradiso etc...
      Se potremmo vedere cose così al giorno d'oggi? Nah, non credo proprio. Oggi vige l'ipersensibilizzazione e anche il genere dei Villains come lo conosciamo noi sta scomparendo. Anche tutti sti rifacimenti delle opere del passato tendono ad eliminare o comunque a ridurre fortemente la componente doom delle opere originali, segno che quanto stiamo dicendo è la verità.
      Beh io non ho figli (ancora) ma spero di averne in futuro. Ti informerò nel caso 👌

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    4. Sì, oggi il cattivo è anche lui un vincente, da comprendere, da non uccidere.
      Peccato, comunque. A me il doom piace, perché ti dava quel brivido dell'ignoto, del fuori posto, di qualcosa di strano in un mondo perfetto.

      Moz-

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    5. I cattivi d'oggi o sono poveri incompresi da compatire e abbracciare oppure sono così piatti, insulsi e privi di spessore da essere irrilevanti. Ho la mia personale teoria del perché ma la tengo per me perché rischierei di finire off topic XD
      E' normale comunque sentire la mancanza del Doom. Sempre citando Don Bluth se non mostri l'oscurità non puoi apprezzare la luce. C'è bisogno di questa componente in qualche forma. Senza sfociare per questo nel grimdark spento proprio di certe produzioni.

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    6. Umh, però ora sono curioso... come si fa?? :D
      Esatto, comunque: il bello viene se vedi il brutto, vale così per ogni produzione che si rispetti!!

      Moz-

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    7. Vabbè, te lo dico comunque allora 👌: secondo me si sono resi conto che la gente finiva sempre per apprezzare di più i cattivi in tutte le varie produzioni. Così hanno cominciato a svalorizzarli (facendo appunto che o non ci sono oppure sono così piatti da essere impossibile apprezzarli più dei buoni). E' un ipotesi eh XD
      Sul resto, concordo pienamente con te

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    8. Hanno capito quindi che i cattivi vendono di più.
      E così li hanno umanizzati... vedi Maleficent :)

      Moz-

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  15. Ciao Moz, sono nato quasi dieci anni prima dalla TV italiana, ricordo ancora i programmi dell'epoca, tanto teatro recitato in diretta e la TV dei ragazzi, se ben ricordo dalle ore 17.
    Non sono e non ero un appassionato della TV ma l'ho sempre guardata e nessuna trasmissione o sigla mi ha messo paura.
    Un tempo la TV era una svago serale con programmi, come dire, spesso noiosi ma per tutti, un po come i cinema parrocchiali.
    La TV di oggi mi fa paura per la sua indubbia forza di condizionare il pensiero delle menti deboli che sono la maggioranza dei teledipendenti e forse anche la maggioranza degli italici, considerando quali sono i programmi più seguiti.
    Ciao fulvio

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    1. Secondo me hanno capito, oggi, che possono condizionare la gente... proprio dopo aver studiato gli effetti collaterali che si verificarono in passato XD

      Moz-

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  16. Lo spot della Duracell con quella maledetta batteria che si chiudeva sbattendo con lo stesso rumore della porta dell'inferno. Non piacevole.

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    1. Oddio, vero. Come si si chiude un portone, rimbombando, con un'eco spiacevole.

      Moz-

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  17. L'Almanacco del giorno dopo ha traumatizzato più di qualche fanciullo. Io arrivai a farci una serie di incubi ricorrenti, per fortuna poi passarono quando iniziai a seguire attentamente la trasmissione, diciamo esorcizzando quella sigla...

    Complessivamente sì, la tv del passato era meno attenta a non fare paura.

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    1. Mi faceva uno strano effetto anche la pubblicità del CIF, con il primo piano sul piede della ballerina sul ghiaccio che girava su se stessa... Faticai a capire cosa fosse.

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    2. Ahaha sì! I graffi sul ghiaccio.
      Ecco, cose che stridono. Ma anche quell'atmosfera, quei colori... era cupo.
      Hai ragione, non erano attenti a non fare paura!

      Moz-

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    3. Colori e situazioni che trasmettevano disagio, freddo, tipo un garage sotterraneo ne "Il giustiziere della notte"... Per poi proporre l'oggetto sponsorizzato con sottofondo tipo finale di commedia romantica, colori caldi, gesti morbidi... Perché "Cif Ammoniacal, lui, non graffia."

      E le sigle anni '80 di Tg1 e Tg2, ne vogliamo parlare??!! Musicalmente quella del Tg1 esiste ancora, ma era, assieme alla combo musica/grafica del Tg2, una citazione da "Arancia meccanica".

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    4. Sì! Le sigle dei TG, create per mettere ansia.
      Credo sia proprio voluto: richiamare l'attenzione perché comunque si parlerà di cose brutte al 90%.

      Moz-

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  18. La questione è che quando sei piccolo ti terrorizzano molte più cose, anche quelle apparentemente semplici e banali. Io per esempio sono stato traumatizzato da una scena passata in uno di quei programmi del sabato sera anni Settanta. Ricordo che c'era Raffaella Carrà impegnata in uno dei suoi tipici balletti. Nel balletto c'era un'asse da stiro e Raffaella fingeva di stirare una camicia; ad un certo punto sollevava il ferro dalla camicia e mostrava al pubblico il segno netto delle bruciatura. Ecco, quella bruciatura non mi ha fatto dormire per settimane!!!!

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    1. Caro Obs, ed è qui che voglio arrivare: perché? Perché ci spaventava una bruciatura?
      Perché era qualcosa di "andato male"? Una forma sbagliata, un errore?
      Cosa si turbava così tanto?

      Moz-

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    2. Probabilmente venivamo inconsciamente turbati da qualcosa che percepivamo essere sbagliato, nel senso di qualcosa fuori posto rispetto al contesto. Un po' come come piccola macchia di merda su un cuscino di broccato. La vedi appena ma sai che c'è e ti turba. Il più delle volte erano solo sensazioni impalpabili, di cui non ti accorgevi ma che ti si installavano dentro come dei virus.

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    3. Ti amo.
      Descrizione perfetta e ironica, anche! :D
      Comunque sì, FUORI POSTO, è questo.
      Ed è impossibile che non lo facevano apposta!

      Moz-

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  19. Io non sono mai stato particolarmente traumatizzato o inquietato dai vari spot o signle che vedevo da bambino. Affascinato e rapito sì, ma mai inquietato, appunto. Per me la sigla di Mixer o dell'Almanacco del Giorno Dopo erano sacre. E lo sono ancora. E credo mi siano rimaste così impresse anche perché non c'era l'abbondanza di contenuti che la tv ci passa oggi. Pensa, per esempio, che io ho sempre trovato le sigle iniziali dei primi American Horror Story molto, molto disturbanti. Ma a distanza di qualche anno, già non le ricordo più. Cosa che non sarebbe accaduta, a mio parere, se la stessa sigla l'avessi vista nei periodi di cui parla il tuo post.

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    1. Esatto, ma perché? Età diverse (ossia da adulti le cose ci restano meno impresse) o effettivamente oggi restano meno, qualunque età abbiamo?
      Perché comunque io noto che anche i miei genitori ricordano gli slogan di quando io ero bambino, e quindi loro già adulti, e oggi c'è poco da ricordare...

      Moz-

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    2. Forse è proprio il troppo che ci propongono oggi a non permetterci di ricordare tutto. Ne siamo bombardati -_-

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    3. Esatto, probabilissimo. Peccato, perché va a svantaggio dei brand.

      Moz-

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  20. LA pubblicità della bambola è qualcosa di devastante e non solo per la risata, ma anche per le bambine che girano la testa così velocemente, con montaggio serrato, tanto da fare effetto esorcista!
    Credo che certa grafica di una volta, con effetto artigianale - come hai ben detto - magari non sempre riuscito e che si vede ancora ogni tanto in giro, mi dia la sensazione di qualcosa che proviene da chissà dove, da qualche oscuro giocattolaio, disegnatore, animatore ecc. che opera in qualche casa misteriosa e creepy e dunque questa provenienza dubbia mi dà una sensazione di ansia.

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    1. Sì, la cosa più inquietante sono proprio le bambine che si voltano.
      Mortacci loro.
      Aahha hai descritto tutto tu alla perfezione, e aggiungo: ci hai fatto caso che gli horror di una volta facevano più paura proprio perché imperfetti?
      Non sarà un caso che Lynch ha voluto grafiche computerizzate come fossimo nel 1990, per il suo Twin Peaks 2017.
      Danno un senso di straniamento.

      Moz-

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  21. Vabbè. io sposto la faccenda a una decina di anni prima. Non voglio citare i "classici" spaventosi che hanno terrorizzato noi piccoli che abbiamo vissuto la tv dei ragazzi anni 70 (su tutti a BELFAGOR) perchè quello di spaventare era il mestiere loro e lo hanno fatto egregiamente. Io vi farò sapere solamente dell'inquietudine di quando si spegneva il televisore in bianco e nero e l'immagine, da una striscia orizzantale si rimpiccioliva in un puntino verde che rimaneva fissato per un poco sullo schermo.
    C'era poi il monoscopio rai che (e non lo dico io da solo) pure ha terrorizzato molti di noi.
    Nello sceneggiato "ciuffettino" molti ancora tremano al pensiero del lupo cattivo che, in realtà, nel telefilm non si vede mai.
    Eravamo più fifoni? Più sugestionabili? Era il bianco e nero? No! solo avevamo l'età della pura e vera immaginazione.

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    1. Ciao e benvenuto! :)
      Vedi? Cosa c'è di inquietante in un televisore che si spegne fino a ridursi a un puntino?
      Immaginazione, certo. Ma anche le forme. Le forme, a volte, fanno paura.
      Quando sono innaturali.
      Quando sono strane, come il monoscopio.

      Moz-

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  22. Neanche io vedo nulla di inquietante nell'Almanacco del Giorno Dopo, ma neanche nelle pubblicità sulla droga. Oggi purtroppo ci si fa limitare da una presunta sensibilità maggiore rispetto al passato, e questo ha creato un appiattimento nella comunicazione, non solo televisiva.
    La televisione con gli anni è peggiorata. Proprio oggi uno su Twitter ci chiedeva se ricordavamo quando i programmi la sera iniziavano alle 20,30 e non un'ora dopo come oggi.
    C'era anche meno TV in passato, e quindi più qualità.
    Da bambino la TV dei ragazzi iniziava alle 16,30 e prima non c'era nulla, solo un'immagine fissa, mi pare.

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    1. Sì, e anche di notte forse c'erano immagini fisse.
      Era meno offerta, ma con più qualità.
      Vero, ci siamo appiattiti, sensibilizzati... ma cosa potrebbe sorprenderci ancora? Chissà... :o

      Moz-

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  23. Vero è che ero più piccolo... ma roba come Belfagor o Il mastino dei Baskerville, gli splatterini/horrorini di oggi possono dimenticarseli.. passavano notti insonni dilaniati dagli incubi dopo una notte al Louvre... adesso si cerca l'horror nelle patatine, si è persa la qualità, la distanza.. tutto esasperato fino ad annullare l'effetto...

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    1. Esatto, oggi non funziona più perché hanno esasperato tutto, o peggio è finita la magia anche nel sognare cose che possono invece essere fatte al pc.

      Moz-

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  24. Credo che la tv spaventi oggi, come spaventava allora, anche se per motivi diversi.
    Oggi a spaventare è la stupidità di certi programmi, il fatto, che molto più di una volta, si cerchi di manipolare la gente attraverso la tv. Mi spaventa anche la censura che sempre più interviene nella trasmissione di film, serie tv e cartoni decontestualizzando e modificando il significato che gli autori avevano dato ai loro prodotti.
    Per quanto riguarda la tv del passato, a livello di spavento/angoscia, la prima cosa che mi viene in mente è lo spot dell'aids, la musica usata (O Superman di Laurie Anderson) mi metteva un forte disagio addosso.
    Poi ho vaghi ricordi di trasmissioni che affrontavano discorsi su spiriti o il passaggio all'aldilà che mi fecero fare diversi incubi, anche se di per se non mostravano nulla di così spaventoso.
    Stessa storia per episodi di alcuni cartoni o telefilm un po' più "oscuri" e qui spesso cambiavo canale...

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    1. Guarda, io penso che anche noi siamo stati in qualche modo manipolati.
      E penso proprio che chi si spaventava all'epoca, era per questo.
      Sì, suona un po' cospirazionista :D
      La censura più brutta l'abbiamo vissuta noi, oggi è sparita dai cartoon.
      La musica mette disagio, vero. A me faceva paura Moments in love degli Art of Noise... :o

      Moz-

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  25. Il pavone pare un essere divino tutto illuminato xD è un personaggio comico altro che spauracchio!

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    1. Eh ma devi vederlo video... non solo illuminato^^

      Moz-

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  26. La pubblicità della bambola sembra venuta dalla mente di Dario Argento.
    Non ti so dire se erano più paurosi o almeno non me li ricordo così, ma guardando il tuo post pare di sì. Ricordo alcuni sceneggiati che creavano un'atmosfera cupa, oppure la pubblicità sull'AIDS (se non mi sbaglio ne avevi parlato in un altro tuo post). E poi fino a poco tempo fa l'occhio della censura era sempre li.

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    1. Esatto, è che comunque si creava un'atmosfera cupa, forse era anche la fotografia usata.
      Insomma, anche le fiction dell'epoca, non drammatiche, avevano sempre quel tocco di ansia.

      Moz-

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  27. Mozzino, ma sei fuori???????????? siamo in epoca di covid, più pauraaaaaaa di cosìììììììììììììììì

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  28. Di sicuro la televisione era diversa e noi che eravamo piccoli la percepivamo in modo più profondo.Adesso ci sono centinaia di canali e programmi e l'attenzione non si concentra su una sola cosa.La sera tutte le famiglie stavano davanti alla tv e non al pc o al cellulare.Comunque io mi ricordo alcune sigle con musiche un pò troppo drammatiche.di certo se avessi visto la pubblicità di quella bambola satanica avrei avuto paura.

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    1. Ahah bambola satanica è la giusta dicitura :D
      Vero, diciamo che prima la TV era più drammatica e austera, in generale.

      Moz-

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  29. Non credo che un tempo la tv fosse più disattenta di oggi a mettere in onda immagini che potevano essere "disturbing".
    Vedo piuttosto il contrario: che adesso si tende a trovare fastidiose persino cose trascurabili (purtroppo la mentalità della "generazione di fighette" sulla quale ironizzava Clint Eastwood è arrivata anche da noi) perciò, nel dubbio, le tv mettono in onda immagini (e linguaggio) quanto più possibile non offensivo. Poi magari su amazon uno si vede "The Boys" con teste che esplodono e sangue come se piovesse, però nella tv visibile a tutti e nelle fasce orarie "protette" guai se si vede un medico che fa un'iniezione a un paziente, qualche povera anima sensibile potrebbe restare turbata...

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    1. Eh, appunto: oggi la TV non è più come un tempo, il tutto si è spostato nello streaming o su internet :)

      Moz-

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  30. Io ricordo ancora come inquietante la sigla di chi l'ha visto, che tra l'altro dopo 30 anni è ancora la stessa. Intanto a sei anni non comprendevo la trama di quella trasmissione, ma ricordo mia mamma che la guardava, ovviamente di sera, e io dal mio letto sentivo quella musichetta. Credo che fosse un mix di cose: musichetta inquietante, notte, in camera da solo in procinto di addormentarmi.

    Il pavone non lo ricordo, dell'almanacco mi stava sul ca**o la sigla, e le pubblicità sulla droga onestamente non le ricordo nemmeno. Comunque lo spot americano sulla bambola fa un baffo ad Annabelle. XD

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    1. Decisamente molto più inquietante lo spot della bambola che tutti i film horror con le bambole :D
      Vero, è il mix: da solo, al buio, e senti programmi con sigle così. Seri, austeri, drammatici. DOOM.

      Moz-

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  31. Che argomento che hai sfoderato! 🙈
    Pensavo di essere troppo suscettibile io ma ora mi consolo. C'erano delle cose davvero involontariamente creepy in tv, per me rimane imbattibile la sigla di Chi l'ha visto e la voce di Gianloreto Carbone (la voce narrante di alcune storie di cronaca del programma). Da piccola non riuscivo ad addormentarmi da quanto mi terrorizzavano!

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    1. Grande Gianloreto Carboneeee :)
      Sì, io ricordo che da solo, in camera, nonostante la luce proveniente dalla cucina, ero terrorizzato da quelle atmosfere di quei programmi... :o

      Moz-

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  32. È una bella riflessione la tua. Sicuramente c'era meno attenzione alle sensibilità dei vari gruppi di persone a cui ora invece si bada molto di più (e forse stiamo arrivando a degli eccessi: da un eccesso all'altro, direi).
    Più in generale, c'erano anche film horror per ragazzini con effetti speciali molto espliciti che ora sono impensabili, e le stesse commedie per bambini come The Goonies e Young Sherlock Holmes riuscivano ad essere molto più serie e malinconiche (almeno a tratti) delle commedie odierne.

    The times they are a changin'...

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    1. Esatto, il mood era proprio diverso.
      Parlando di cose per ragazzini, forse oggi solo Stranger Things (che si rifà però ai classici...) ha ancora cose un po' dark^^
      Vero, comunque: da un eccesso a un altro.

      Moz-

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  33. A me spaventavano i contesti: gli spot erano troppo brevi per costruire un'atmosfera sufficiente, perciò mi spaventavo facilmente per i film, ma non per le pubblicità.
    Che comunque erano audaci, ai vecchi tempi (oggi le trovo più impressionanti XD forse perché le pubblicità di oggi hanno un tenore diverso e il lato horror delle vecchie era più marcato).
    Per quanto riguarda le musiche, l'almanacco non mi ha mai impressionato, mentre la sigla di Twin Peaks la trovo più sognante che paurosa.

    Riguardo alle reazioni dei bambini di oggi, probabilmente è un po' questione di sensibilità personale e un po' di abitudine: oggi i contenuti sono tendenzialmente più innocui e un tempo c'erano comunque bambini che si spaventavano per un nonnulla, come la pubblicità delle Tabù (ne mangio mille al giorno vuoi sapere perché) XD

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    1. Ma chissà sa dove arrivava quella paura ingiustificata.
      Cosa la scatenava realmente.
      È questo che proprio vorrei spiegarmi...!

      Moz-

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  34. Mia madre a ciclo continuo continua a dirmi che da piccolo ero terrorizzato dal film Navigator. Me l'avrà detto non so più quante volte (e ne ho le palle piene di 'sta storia, che continua a raccontare ogni volta).

    Veniamo alle varie cose da te citate.
    La grafica che definisci "a effetto doom". Qui si può chiamare in causa il das unheimliche: quando qualcosa è familiare ed estraneo allo stesso tempo, lasciando addosso una sensazione di disagio e confusione. Le scritte sono familiari, però sono estranee per l'uso di un tipo di grafica "futurista" (passami il termine"), oltre che per i colori spenti (dovuti ai limiti tecnologici dell'epoca, incapaci di riprodurre tonalità più naturali). Inoltre movimenti a scatti e improvvisi sono estremamente perturbanti, perchè richiamano quelli dei predatori animali. Perciò mette a disagio, perché c'è la reminiscenza di qualcosa associato al pericolo. Però col tempo ci si abitua, e allora perde d'effetto.
    La droga ti spegne. Anche qui das unheimliche. Familiare: la ragazza; estraneo: l'assenza degli occhi (mancanza di occhi = mancanza di emozioni, che sarebbe il messaggio dello spot contro la droga, però mancanza di emozioni = nascondere i propri intenti, in quanto emozioni è comunicazione = pericolo!)
    La bambola. Qui il das unheiliche è fortissimo. Rappresentazione grottesca (sorriso eccessivo) + risata sguaiata. Familiare: riproduce il corpo umano. Estraneo: risata che non riconduci a gioia, ma a malattia mentale (e spesso i malati di mente possono divenire violenti = pericolo!)
    Il pavone. Ricorda subito un qualcosa che in quegli anni era famoso, ma passato ormai nell'inconscio e quasi dimenticato, perché appartenente a un passato che cominciava a essere lontano: un'esplosione atomica.

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    1. Però il ragazzo che mi disse di aver paura del pavone... è più giovane di me, quindi non so se può aver paura dell'esplosione.
      Invece, penso sia davvero come dici per tutto il resto, tipo scatti improvvisi, assenza di colori naturali, disagio generale...
      Beh, perché avevi paura di Navigator??^^

      Moz-

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    2. Ma che ne so, avrò avuto tipo sei o sette anni, neanche me lo ricordo come film.

      Sì, ma il fungo atomico è un qualcosa che è entrato nell'immaginario collettivo, quindi permane fissato nel subconscio, e appena c'è qualcosa che ci si avvicina come immagine, emerge al preconscio: quindi viene a galla, ma il conscio non lo riconosce, e allora scatta il perturbante.

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    3. Può darsi, in effetti quell'attimo di luce abbagliante è stranissimo! **

      Moz-

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  35. La sigla della fine delle trasmissioni RAI andata in onda fino al 1986.

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    1. Ciao Claudio!
      Ricordi che trasmissione è?

      Moz-

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