[FUMETTI] Diabolik, In aiuto di Bettina: la recensione (no spoiler)

 


Il 2 maggio del 1966 debuttava, sulle pagine di Diabolik, una sorta di Eva in miniatura: Bettina Ramblè.
Sono passati sessant'anni da allora, e la redazione ha deciso di festeggiare anche questo anniversario, proponendo ai lettori una nuova apparizione dell'amatissimo personaggio nell'albo di maggio 2026 intitolato In aiuto di Bettina.


È rarissimo vedere sulla testata i personaggi ricorrenti della saga, che gravitano attorno ai quattro fissi (Diabolik, Eva, Ginko e Altea).
Bettina è uno di questi, apparsa pochissime volte in sessant'anni ma capace di lasciare il segno.
In realtà, la sua ultima avventura risale solo allo scorso agosto, quindi nemmeno un anno fa, e infatti anche nella finzione narrativa è passato pochissimo tempo da allora. Era l'albo Ricordo di Bettina, quando abbiamo scoperto che il papà della ragazza sta vivendo una situazione delicata per quanto riguarda la sua salute (vedi QUI).
E ripartiamo proprio da questo frangente...




Bettina è una delle poche persone che può contattare direttamente Diabolik ed Eva.
Doverosa precisazione: nonostante la riconoscenza e l'amicizia che lega la ragazza ai due criminali, lei non ha mai approvato la loro condotta, anche se questa tante volte le ha salvato la vita.
Ma adesso, e la forza di In aiuto di Bettina è questa, lei dovrà capire fino a che punto spingersi... eticamente, perché di mezzo c'è la vita di suo padre.






La produzione del farmaco sperimentale è stata sospesa per presunte cause avverse, nonostante il padre di Bettina stia migliorando senza controindicazioni. Cosa succede oltreoceano, presso la casa farmaceutica? La storia è più intricata di quello che sembra, perché qualcuno ha fatto volutamente sparire il medicinale pensando ai propri profitti.
Ma non è finita qui, perché in gioco c'è la vita di altre persone, tra cui un faccendiere senza scrupoli.
E così entrano in gioco diversi personaggi, ma anche Diabolik ed Eva...




C'è modo, in questo albo, per vedere un lato più umano dei due protagonisti: non solo attraverso il rapporto che li lega a Bettina - sin da quando lui se la ritrovò, bimbetta, dentro un suo rifugio -, ma anche parlando di altri amici (ne sono citati altri due su tutti, anche questi personaggi ricorrenti pur giustamente centellinati). La storia è veramente carica di avvenimenti, tra giochi di potere e azione, in una città lontanissima da Clerville dove i nostri dovranno ingegnarsi ancora di più perché oltreoceano (sostanzialmente in America, anche se la geografia diabolika diverge leggermente dalla nostra) non dispongono di tutti i mezzi che hanno "in casa".






L'albo di agosto forniva un veloce e pratico riassunto sulla storia di Bettina, personaggio importante anche perché è l'unico (assieme a un altro soltanto: vedi QUI) che "cresce" all'interno della serie e che quindi determina in qualche modo un realistico scorrere del tempo.
Questo In aiuto di Bettina continua a fare riferimenti a episodi del passato, sempre circostanziati e ben spiegati, senza mai rischiare che il lettore "si perda", anzi impreziosendo con logika il racconto.
La storia, di Mario Gomboli e Andrea Pasini, sceneggiata da Roberto Altariva, è disegnata da Sandro Giordano e Jacopo Brandi (rispettivamente matite e chine); copertina come sempre di Matteo Buffagni, per un compleanno editoriale degnamente festeggiato!

2 commenti:

  1. Risposte
    1. E invece vedi, è la bravura di Buffagni!
      penso che sia per lo sfondo e per la particolare estetica generale (look, abbigliamento...) Peraltro qui il personaggio coincide (nell'albo precedente, non c'era effettiva correlazione tra la quarta di copertina e il personaggio per come appariva nella storia, specie per il naso che era molto pronunciato e nell'arte di Buffagni non figurava così...)

      Moz-

      Elimina

La possibilità di commentare da anonimo va e viene a seconda della mia presenza :)