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[PASSIONI] Miki e... i fumetti


Io e il fumetto: una lunga storia d'amore.
Probabilmente comune a moltissimi di voi che leggete il mio blog, che leggete fumetti.
Varie fasi, varie età, da quando si era bambini a oggi.

Questo è come ho vissuto e come vivo il fumetto.

> Miki e... la religione


TASSO DI VOLGARITA': 12%
TASSO DI BLASFEMIA: 79%
TASSO DI CLASSISMO: 47%



Oggi vi parlerò del mio rapporto con la religione.
Insomma, Moz è credente o no?

> Miki e... i Lego

#TOYSFORMOZ


TASSO DI VOLGARITA': 1%
TASSO DI RAZZISMO: 0%
TASSO DI CLASSISMO: 12%


Assieme ai Masters of the Universe sono il mio giocattolo preferito. L'unico a cui -se capita- gioco ancora oggi: i mattoncini Lego, bricks dai mille colori da assemblare come vuoi per dare sfogo alla tua fantasia.


> Miki e... i Masters of the Universe

#TOYSFORBOYS

Una vera posa plastica: ecco He-Man

TASSO DI VOLGARITA': 1%
TASSO DI RAZZISMO: 0%
TASSO DI CLASSISMO: 3%
Assieme ai Lego sono il mio giocattolo preferito; la loro storia è l'unica opera fantasy che riesca ad apprezzare assieme a Berserk e i racconti di Howard.
Parlo dei Dominatori dell'Universo, un cult anni '80 che ha lanciato l'icona He-Man, l'unico guerriero simil-barbaro col caschetto alla Carrà.

La linea di giocattoli fu lanciata alla fine del 1981, seguita dal popolare cartoon del 1983. Poi arrivò la serie su She-Ra nel 1985, quindi il truzzissimo film con Dolph "ti spiezzo in due" Lundgren del 1987 e il sequel futuristico del cartoon (con annessa linea di action figures) Le nuove avventure di He-Man, del 1990.
Passano gli anni e solo nel 2002 He-Man torna alla ribalta in un azzeccato ma sfortunato remake della serie 80's (TRULY OUTRAGEUS!), cancellato durante la seconda stagione. Scompaiono dai negozi anche i relativi toys ma da fine 2008 ancora una volta il cazzotto più tamarro dell'universo torna tra noi grazie alla nuovissima linea di giocattoli Classic, che riprende il design di trent'anni prima aggiungendo nuovi personaggi e definendo una sempre più contorta e vasta trama generale.

> Miki e... le Due Muse



Premetto che questo post nasce da una promessa.
Ogni promessa è debito, e debiti non ne voglio.
Ci mancano solo i debiti, eh!
Da poco più di un anno una persona mi chiede insistentemente di parlare delle Due Muse.
L'appuntamento è stato rimandato più volte, ora per colpa mia (aprile 2011) ora per mancanza effettiva di un'occasione giusta.
Anche perché c'è da dire che comunque non per forza è stata colpa mia.
Le Due Muse non si fanno più vive come una volta.
Adesso occorre fare un passo indietro nel tempo.
Un salto di 5 anni circa.
Quando aprii questo spazio, questo spazio non si chiamava Moz o'Clock.
Era, invece, dedicato a loro. Le Due Muse.
Anche se solo per un breve periodo.

> Miki e... la neve

Non ricordo quando ho visto la neve per la prima volta.
Presumo a pochi mesi, visto che mi è stato detto che nel dicembre dell'anno in cui sono nato ne fece un bel po'. No, non era il 1985. E manco il '56.
Ho visto delle foto, però. Ce n'era tanta. Ma è anche vero che prima ne scendeva molta di più. Sarà un luogo comune, quello del riscaldamento globale e dell'effetto serra e del buco dell'ozono (causato dalle bombolette spray dei graffitari) ma fino a due decadi fa le nevicate copiose erano visibili quasi in ogni inverno.
In ogni caso, adoro la neve.
E la aspetto sempre, ogni inverno, con trepidazione.

> Miki e... i videogiochi


Se mi conoscete un poco, saprete sicuramente che non amo i videogames.
Non che li odi, sia chiaro.
Mi sono semplicemente indifferenti.
Ovviamente da piccolo mi piacevano, anche se non c'ho mai buttato le giornate sopra: ho sempre preferito altre tipologie ludiche.
Mi fu acquistato l'Amiga 500, dopo che mi fissai col Commodore64 di mio cugino. Quello a cartucce, con un gioco bellissimo su una sorta di indiano che scagliava le frecce. Ovviamente tutto fatto di pixel 1m x 1m, ma era questo il bello: erano perfetti così, non era innaturale vedere il disegno sulla confezione tutto preciso come un cartone animato, e il gioco invece tutto cubico.
Ho frequentato sempre i bar e le sale giochi, e purtroppo queste ultime sono via via sparite. Il videogioco ha perso il senso di aggregazione, ed è diventato un'attività masturbatoria, per una o pochissime altre persone, comunque tutte "del giro".
Nei bar e nelle sale giochi ovviamente amavo sia SuperMario Bros. che Pac-Mania, la versione "moderna" di Pac-Man.
Quest'ultimo lo avevo per Amiga 500.
E con Pac-Mania anche Cash++, Emerald Mine e diversi altri che adesso ricordo solo vagamente.
Uno aveva una canzoncina che faceva "dundaradundaradundandù" (!)

°Miki e... il fumetto


Non so nemmeno io perchè amo così tanto il fumetto.
Un motivo non esiste, probabilmente. C'è chi ama la tv, chi ama il cinema, chi ama il calcio.
Io amo la tv, il cinema, il fumetto e altre cose, ma non il calcio.
Sono molto legato ai fumetti. Da sempre. Ho imparato a leggere, coi fumetti.
Alcune tra le prime cose a fumetti che mi sono state comprate sono i giornalini PIU' e DOPPIO PIU': all'interno contenevano le storie dei Fabuland Lego e dei Masters, e ricordo che negli spazi bianchi della pubblicazione mio padre mi scriveva delle parole, e me le faceva leggere. Una volta scrisse PURE', io lessi "pure", ma mi disse: c'è questo segno piccolo sulla e, si legge "purè". Me lo ricordo ancora, nonostante siano passati 24 anni, da allora.
Poi vennero i mitici albetti, in 4 idiomi diversi, dentro le confezioni dei Masters. Penso che da lì derivi la mia passione per la traduzione di altre lingue. Da una vignetta, che ancora ricordo bene: Skeletor che gridava "Impossible!", dalla sua Cittadella del Serpente. E in italiano, tradotto, "Impossibile!". Da allora mi divertivo a cercare i corrispettivi delle parole italiane in inglese, quando si assomigliavano un po'.
Crescendo arriviamo al periodo Corriere dei Piccoli, con la Stefi, il Mattamondo, i Ronfi, la Pimpa...
E come non citare Topolino? Chi non l'ha mai letto? Impossibile, anzi... "impossible!" come disse Skeletor.
Le storie col bivio, mitiche! Se vuoi che Indiana Pipps faccia questo, vai a pagina 35; se vuoi che Indiana Pipps faccia quest'altro, vai a pagina 38.
E i topo-gadget? I walkie-talkie, il topobinocolo, la sacchetta verde per la cintura, dove mettere i gettoni della sala giochi!
Arriviamo attorno agli 8-9 anni d'età, perchè qui ci fu il folgorante incontro con il mio fumetto italiano preferito: Diabolik.
Lo trovai in casa di parenti, al mare, anche se lo conoscevo già di fama. Le maschere, i furti, i delitti. Era bellissimo, anche se non potevo ancora capire lo spessore del personaggio, la sua lotta contro un Sistema basato sui soldi, la sua anarchia mortale. Cominciai a comprarlo anche io, ma saltuariamente, fino al 1996, quando, a giugno, decisi di collezionarlo a tutti gli effetti. Cominciai con "Cento Guerrieri D'oro" e non mi sono ancora fermato.
Ma tra Diabolik del 1992 e Diabolik del 1996 ci sono altri avvenimenti: abbandonai dopo molto tempo Topolino, poco dopo il numero 2000, e dalla Disney passai alla Warner Bros: la mia nuova passione divenne Bunny Band, la rivista con le storie a fumetti di Bugs Bunny, Daffy, Wile E. Coyote e i mitici Tiny Toons.
Senza contare Action, un mensile coi fumetti del tamarrissimo Judge Dreed.
E quindi passai a leggere L'Uomo Ragno (tutta la saga del costume nero e di Venom), e anche qualcosa dei Vendicatori. E siccome sugli albi di Spidey c'erano gli spot dei primi manga, presi anche qualche numero di Kappa Magazine, anche se i fumetti presenti erano per un target diverso dal mio, vedi Ghost in the Shell o 3x3 Occhi. Inoltre, mia madre acquistò un libro contenente cinque episodi di Dylan Dog, e vedere gli squartamenti di Golconda, o di Jekill, divenne uno dei miei passatempi preferiti... tanto che quel libro fu fatto sparire per diverso tempo dalle mensole: non volevano un figlio serial-killer, hanno un figlio amante del fumetto.
Ma la ripresa effettiva dell'interesse per Diabolik coincise con la conoscenza del mio fumetto straniero preferito: Berserk. Non vi dico che casino per (non) comprare il primo volumetto. Cominciava con una scopata, ed io mi vergognavo a portalo in casa. Lo lessi in edicola, in pratica, a più riprese: come si fa con giornali porno da camionista tipo Corna Vissute o Mutandine Pazze.
Ora non mi vergogno di niente e cerco di portare il Verbo a più gente possibile, come un fottuto Testimone di Berserk.
L'opera di Miura aprì idealmente il periodo manga, anche se saltuariamente compravo ancora l'Uomo Ragno e leggevo di tanto in tanto Dylan Dog e anche Batman.
Lessi così le prime stagioni de Le Bizarre Avveenture di Jojo, tutto Ken il Guerriero, i Cavalieri dello Zodiaco, Dragon Ball (prima che si sputtanasse per colpa di Italia 1), e ripresi stabilmente Kappa Magazine.
Poi fu la volta di Sailor Moon, e la scoperta dei fumetti cinesi, tra cui uno Street Fighter III pieno di mazzate cafone ed eventi da soap: un capolavoro.
Se Man-ga! (durata troppo poco) era diventata la mia rivista preferita, ripresi anche Batman con la saga Prodigal. Troppo figa.
Contemporaneamente ricordo Il Corvo Presenta, un altro zine glorioso, pieno di storie più adulte.
Wiz e PlayMag mi han proposto la conoscenza di alcune perle (tra cui l'eccelso Kingdom Come), e crescendo capivo che c'erano altri capolavori a quei livelli, impossibili da ignorare. Così, poco a poco, ecco arrivare tutto l'ambaradan del fumetto d'autore, dalla Valentina di Crepax al Corto Maltese di Hugo Pratt; da Giardino a Taniguchi, da Moebius a Moore, da Miller a Tezuka, passando per Altan e Manara. Insomma, opere come V per Vendetta, Batman: anno uno, Black Jack...
E poi lettura di altre opere come Peanuts, X-1999, Evangelion, City Hunter, Rocky, Barbarella, One Piece, Asterix, Preacher... e la passione per il sottobosco italiano fatto di Jacula, Oltretomba, Biancaneve.
Ma anche per il sottobosco estero, come Fritz il Gatto e via discorrendo.
Di fumetti ne ho letti tanti e ne leggerò ancora tanti.
Ma, nonostante il fumetto sia il mio medium preferito, pochissime opere resteranno fisse nel mio cuore.

°Miki e... lo Sport

Il sondaggio ha decretato la vittoria della voce “Miki e… Le Due Muse”.
Perciò parlerò di altro.
E’ stata la musa Leet, la numero 20, quella delle cazzate, a dirmi di fare ciò.
Però lei e Pheeber promettono di tornare a breve qui sul MoC.
Quanto sono cazzaro? :)



Ho un rapporto burrascoso con lo Sport.
Mi piace, non mi piace, lo pratico, non lo pratico.
Non lo so manco io.
Sicuramente faccio del movimento. Ma non so se sia sport.
Il fatto è che mi manca decisamente una cosa: la costanza.
Non ne ho, non riesco mai ad andare in palestra per un anno di fila. O in piscina, che è la cosa che amo di più.
Dall’infanzia a oggi ho praticato diverse discipline. Partiamo dal Kung-Fu. Ora mi piace, ma a quei tempi, siccome me lo avevano proposto i miei genitori, lo facevo controvoglia, forse per sfregio (lo so, ho questo difetto).
Però tra una cosa e un’altra, sono arrivato a prendere quasi la cintura blu. Dico quasi perché ho smesso di andarci proprio il giorno dell’esame per passare di grado, dalla cintura verde alla blu.
Quanto sono cazzaro? :)

Nel frattempo c’era anche la serie di piscine: la prima, in un hotel marittimo che aveva la vasca (congelata) con una istruttrice che oggi considererei bona. Durata del corso: un giorno. Dovevo imparare a nuotare, ma a nuotare nasci imparato. E non ci andai mai più.
Quanto sono cazzaro? :)

Poi due anni, d’estate, in Puglia, corso di nuoto sempre in una piscina d’albergo. Ma secondo voi è normale pagare qualcuno che ti insegni a stare a galla? Mica intendo imparare i vari stili, eh! Intendo stare a galla, per non affogare. Voglio insegnare alla gente ad andare in bici, allora.
Comunque, ricordo che ero il più bravo (stranamente) e fui l’unico del gruppo che il maestro di nuoto portò nella parte alta. Durata della cosa: un minuto. Non ci andai mai più, dall’anno dopo sono tornato in quella piscina con gli amici: nuotavo e mi tuffavo dal trampolino come niente fosse.
Quanto sono cazzaro? :)

Passiamo agli anni d’oro delle scuole medie. La onda negra del basket americano (i vari Jordan, Shaq O’Neal ecc) spinsero moltissimi a voler replicare le mirabolanti gesta dei giganti dell’ N.B.A., così ci fu l’iscrizione in massa al corso gratuito di basket, tenuto da un signore albanese che aveva giocato nella nazionale del suo Paese prima di sbarcare in Italia. Ricordo solo che, per spiegarci il “terzo tempo” (il “tre tempo”, lo chiamava lui), diceva “sinistra, sidestra, sinistra”. Finita la fissazione per Jordan, Space Jam, le cards Panini, e il rap annesso…,  finì anche la moda del basket.
Ma quanto sono cazzaro? :)

Poi viene la serie: palestre. A casa si erano fissati che avevo la schiena curva, il ginocchio non teso, e un mare di altre puttanate che non esistono, così sono passato dalla ginnastica correttiva per la mia cifosi (ce l’avrò ancora?) alle palestre di body building.
La ginnastica correttiva durò molto poco, ovviamente. Di palestre invece, ai tempi delle scuole superiori, ne ho frequentate due. La prima la ricordo perché l’istruttore era un fissato muscoloso sul modello dei builders anni ’80, e mentre facevamo gli esercizi la radio passava sempre le solite due canzoni: Bittersweet Simphony dei Verve e Coccodrilli di Samuele Bersani.
L’istruttore, lo Swartzy de noantri, disse a mio padre che era inutile continuare a pagare, perché non combinavo niente. Però sia Coccodrilli che Bittersweet Simphony, sono canzoni che adoro.
Quanto sono cazzaro? :)

L’altra palestra invece era gestita da un grandissimo personaggio, un motociclista che era emigrato in Germania tempo addietro e poi era tornato in splendida forma in Puglia. Con le sue moto a tre ruote, rombava in strada prima di alzare la serranda. Raccontava le storie vissute in Germania, tra risse, situazioni hot e aneddoti curiosi. Di me disse che assomigliavo a un ragazzo tedesco “un puttaniere di prima scelta” che frequentava una palestra tedesca solo per acchiappare le donzelle e “se le scopò tutte quante”. Non mi assomiglia poi molto, quindi.
Quanto sono cazzaro? :)

Con l’università ho frequentato la palestra in Abruzzo: ovviamente ci sono sempre andato più per leggermi le ricette di panini strani su Muscle&Fitness, che per fare esercizi veri e propri.
Ma diciamo la verità: CHI va in palestra SOLO per fare esercizi? Nessuno. Lì si va per spettegolare, per abbordare qualche ragazza coi fuseaux attillati, e per fare la cena con tutti gli iscritti.
Quanto siamo cazzari? :)
Poi però sono andato in piscina, e lì ho fatto il serio.
P.s. : avrete notato che manca uno sport in particolare: il calcio.
Beh, io ho giocato a pallavolo, a minigolf, ho fatto anche due tiri con l’arco, un po’ di corsa, salto in lungo, e nascondino… ma il calcio mi manca, se escludiamo i tiri in piazza con le mani in tasca e i tiri nel cortile dopo aver visto Holly&Benji.
Proprio non mi piace: ritengo sciocco correre dietro una palla, e calciarla via. Anzi, ho sempre pensato che questo sia appannaggio di gente frustrata che vuol prendere a calci una sfera, perché ricorda il mondo, quel mondo che siccome non lo si può tenere in mano, va preso a pedate.
Ovviamente, è un concetto cazzaro :)

°Miki e... lo Slime

Ad ottobre 2008, poco dopo che questo spazio divenne Moz o' Clock, elencavo tutte le rubriche che avreste potuto trovare qui.
Diciamo che bene o male le avete viste tutte, ma ne manca ancora una.
Riporto testualmente:
"-miki e... , ovvero Moz contro un argomento preciso, raccontato anche con aneddoti personali ripescati negli annali della memoria."
E' giunta l'ora di attivare anche questa rubrica.
Che nasce ricollegandosi al post precedente, parlando (quasi) dello stesso argomento, come fosse uno spin-off.
Dopo questa breve introduzione, vi lascio ufficialmente, come da titolo, a Miki e... lo Slime!!


Lo Slime è sempre stato uno dei miei giocattoli preferiti.
Solo che non me lo comprarono per diverso tempo.
Volevo a tutti i costi lo Slime Pit (vedi post precedente) che arrivò solo quando ormai dei Masters mi importava poco. Ma aguzzando l'ingegno, feci più volte lo Slime Pit by Moz, con i Lego. E lo Slime lo ricreavo in ben due modi diversi.
Il primo, con una miscela di acqua, sapone e... pane, che chiudevo dentro il contenitore nero con tappo grigio dei rullini fotografici. Questa poltiglia, complice la plastica ove era rinchiusa, puzzava da morire, sembrava il vomito di chi aveva mangiato la parmigiana, sia per consistenza che per odore.
Poi arrivò in casa mia l'Infasil Intimo, quello verde. Fu amore a prima vista. Come colore ci stava, e sembrava l'Ooze delle Tartarughe Ninja.
Fu quello il secondo Slime, che però sporcava lo stesso.
Prima di avere lo Slime originale dello Slime Pit, ho toccato altri tipi di Slime due volte e sfiorato ulteriori tipi altre due.
Toccato:
1) un giocattolo dei Real Ghostbusters regalatomi a un Natale. Era rossiccio e più denso, quasi gelatinoso.
2) lo Skifiltor (da non confondersi con lo Skifidol). Colava come lo Slime MOTU ma durò molto poco perchè mi cadde sul pavimento del forno di mio nonno, inglobando farina, molliche, croste di pane e sporcizia.
Sfiorato:
1) in montagna, un bambino che avevo conosciuto era fan dei Turtles e aveva sia la trappola che faceva colare lo Slime, sia la famosa Catapulta Lancia-Schifezze.
2) sempre in montagna, ma anni dopo, un amico di famiglia comprò a sua figlia un uovo che conteneva un dinosauro minuscolo inglobato in una massa di Slime (il CoccoDino), ma lo svuotò tutto nel lavandino non capendo che il gioco era lo Slime e non il dinosaurino.
Quando infine ebbi lo Slime dello Slime Pit, si seccò quasi subito e fece una specie di cristalli di sale. Lo avvolsi in un panno umido, ma niente.
Ora, dopo la delusione degli Skifidol, ho ricomprato lo Slime in commercio attualmente: lo Slimy the Original.
Ma ho constatato che, sebbene ricordi che uno Slime simile io l'abbia già avuto, questo non cola per niente, e non so se riuscirebbe a funzionare in un ipotetico Slime Pit.
Ricorda più, come ha detto la cara Chiya in un commento al post precedente, a quell'affare giallo che si usa per pulire le tastiere (ma quello... si allunga come nella foto sopra?).
Insomma, aridateme lo Slime vero! Non mi importa se è tossico e se già sono stato avvelenato in passato! Tanto i casini con le centrali nucleari faranno sicuramente di peggio!!
E se vi sembra strano che io abbia lo Slime, alla soglia dei trent'anni, dovete sapere che bisogna essere o degli eterni dodicenni o dei Moz, per averlo.
Oppure entrambe le cose.