[SOCIETÀ] Sailor Moon: il caso Slepoj, oltre venti anni dopo


Se negli anni '80 i bambini si buttavano dal balcone per imitare i robottoni e a metà anni '90 Kenshiro era il responsabile del lancio dei sassi dal cavalcavia, nel 1997 si scoprì che Sailor Moon faceva diventare gay.
Detto così sembra assurdo ma è ciò che i giornalisti dell'epoca facevano rimbalzare coi loro titoloni da acchiappo.
In realtà i concetti espressi dagli esperti erano più articolati, per quanto ovviamente sempre pericolosi, ma specchio dell'Italia che fu.
E, chissà perché, da qualche giorno sui social è ricicciato fuori l'articolo dell'allarme che la psicologa Vera Slepoj lanciò riguardo Sailor Moon.
Ecco come andarono le cose.

Mentre la quinta e ultima serie di Sailor Moon impazzava in tv, raccontando il gran finale delle avventure di Bunny & co. (QUI il riassunto completo), la psicologa Vera Slepoj (direttrice dell'Osservatorio sui bambini e la tv) fece molto parlare di sé a causa di una dichiarazione shock.
Alcuni genitori italiani, infatti, si preoccuparono non poco per via di ciò che stava accadendo ai loro figli maschi: i bambini si atteggiavano come Sailor Moon.
Ne imitavano le pose, volevano essere come la guerriera. Cinque casi in tutto arrivati all'Osservatorio.



Le parole della psicologa Slepoj, che di fatto bocciava l'anime allora trasmesso da Retequattro, furono queste:
"Sailor Moon è una eroina dotata di una grande forza, una donna che comanda. È un personaggio molto ambiguo, con tratti maschili. Tutto ciò crea disturbi nei bambini, li confonde proprio in un'età in cui hanno un grande bisogno di modelli da imitare, soprattutto dal punto di vista sessuale di cui non sanno nulla."

Al di là della cantonata sul "personaggio molto ambiguo" (perché mai? Anzi...) e "con tratti maschili" (cosa assolutamente falsa), si capisce bene dove si va a parare.
Il rischio, infatti, è tutto per i bambini maschi:
"abbiamo avuto alcuni casi di bambini con problemi di femminilizzazione; bambini molto confusi che, addirittura, desideravano indossare gli abiti e portare i gadget di 'Sailor Moon' tutti in vendita.
È importante soprattutto evitare il passaggio ossessivo di un cartone animato come questo in Tv, perché è soprattutto la quantità che porta ad una clonazione della personalità.
"

Parole che all'epoca fecero scalpore, e che formarono presto uno schieramento in difesa del popolare cartoon. Persino Alessandra Valeri Manera, allora responsabile della fascia ragazzi Mediaset (e quindi della trasmissione italiana di Sailor Moon) dovette dire la sua:
"Questo tipo di accuse fa riferimento a modelli maschili e femminili molto invecchiati. Sarebbe come pensare che libri che raccontano le avventure di un gruppo di maschi come I ragazzi della via Pal o Cuore possano creare problemi di identità alle ragazze che li leggono. E poi noi facciamo una grande attenzione a cosa mandiamo in onda. Tanto che lavoriamo spesso con un'équipe di psicologi."

L'anime era tra i primi, dopo tanti anni e dopo Lady Oscar e She-Ra, a mettere in scena le avventure di alcune ragazze combattenti.
Una serie dove c'erano sì i sentimenti, ma anche l'azione di tante battaglie, nemici, mostri e colpi speciali da lanciare.
Insomma, un modello diverso in primis per le bambine e ragazze (sessisticamente per nulla contemplate nell'analisi del caso, tra l'altro), che stavolta potevano finalmente avere protagoniste forti e cazzute come i personaggi maschili apprezzati in precedenza.
Ma un modello diverso anche per i maschietti.
L'azione è azione, e non è certo un segreto che -pur indirizzati di base a un certo pubblico- i cartoons attirino entrambi i sessi.



Il problema forse era tutto lì: stavolta erano delle ragazze a salvare il mondo. Non cavalieri dello zodiaco, non samurai, non artisti marziali postatomici.
Ma liceali in marinaretta che pensavano pure a studiare, giocare a pallavolo, innamorarsi, cantare, divertirsi, cucinare, scampare alle interrogazioni.
Ovviamente, il discorso della Slepoj rimbalzò ovunque, con tanto di titoloni come "Bimbi non guardatela fa diventare femminucce" (ma non era un modello di donna forte e con tratti maschili?), e castronerie assortite "Potere dei Cristalli di Luna" "Sailor Kibusa" di chi ha scritto senza nemmeno documentarsi il minimo.


Anche se non venne mai esplicitato, la questione prese a fare inconsciamente leva sulla "paura dell'omosessualità".
Tra l'altro, come se sia necessario atteggiarsi da femmina (o da femmina dominante, o da Sailor Moon) per essere omosessuali.
O peggio, come se si possa diventare tali. Diventare. Guardando pergiunta un cartoon.
È chiaro che invece Sailor Moon possa essere stata una conseguenza, e non certo la causa.
Ossia, il trigger che ha liberato certi atteggiamenti in alcuni bambini, atteggiamenti che erano già innati, già in essere, e che qualsiasi genitore dell'epoca (e immagino anche di oggi, bussare a quelli più ignoranti o limitati) ha ritenuto sconvenienti o spaventosi.
La riprova? Molti altri bambini maschi guardavano Sailor Moon proprio perché eterosessualmente attratti dalla presenza femminile; certuni aspettavano peraltro i momenti della trasformazione, dove si intravedeva qualche accenno di casta nudità.


Conseguenze: siccome proprio nelle puntate in onda in quei giorni c'erano tre guerriere che da maschi diventavano donne, la Mediaset censurò in corsa questo aspetto, per evitare ulteriori polemiche.
Così, a dodici episodi dalla fine, l'adattamento italiano cambiò trama e le tre guerriere divennero "sorelle gemelle" delle controparti maschili.
Creando un'assurda incongruenza nella narrazione.
Noi ci ritrovammo un anime ancora più modificato; la Slepoj oltre alla carriera politica con Alleanza Nazionale e UDC, cattedre universitarie e varie cariche, continua a occuparsi di psicologia.

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84 commenti:

  1. Ma sai che non sapevo del goffo adattamento italiano delle sorelle gemelle? E nemmeno che andasse in onda su Rete 4. Pensavo fosse sempre su Italia 1. Comunque ribadisco il concetto già espresso in un altro commento, e cioè che le guerriere sailor (come un po' tutti i personaggi femminili degli anime) sono un valido motivo per frequentare i raduni cosplay... altroché i deliri di Vera Slepoj😂😂😂

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    1. Sì, praticamente UNA cosa che la Mediaset non aveva censurato, si è vista costretta a farlo! 🤣
      Quindi, tra l'altro, per metà serie le Starlights erano la versione donna dei Three Lighs, mentre per la seconda metà diventarono le sorelle gemelle (anche le repliche poi furono cambiate XD)
      Su Italia 1 si può dire che Sailor Moon andò solo in replica, peraltro tardiva. Le prime due serie sono andate su Canale 5, mentre per le altre tre, complice un successo stratosferico, venne costruito su misura un programma preserale di Rete4, ossia Game Boat 🤓💪

      Moz-

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    2. Io e un amico scherzammo per mesi sulle sorelle gemelle: la sua, come lui, aveva i baffoni da motociclista di una gang e fumava sigari toscani XD
      "Adesso chiamo la mia sorella gemella del cuore" era diventato un tormentone.

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    3. Ahaha! Lei sì che era un modello ambiguo e dai tratti femminili! 🙃

      Moz-

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  2. Certo che non c'è limite alla stupidità... (io ricordo ancora molti anni fa quando il prete venne a benedire casa e, vedendo le figurine dei Pokemon dei miei figli, si lanciò in una filippica sul fatto che i Pokemon erano satanici; non sapevo se mettermi a ridere o mettermi a piangere)

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    1. Che ci siano elementi esoterici dietro le grandi opere lo penso anche io (dietro anche la stessa Sailor Moon: ho linkato un articolo a riguardo alla fine di questo post, se può interessarti), ma da qui a dire che siano addirittura sataniche denota solo una cosa: il problema è tutto della Chiesa, si sentono al centro del mondo come se fossero loro l'unica cosa buona e giusta, in una visione cattocentrica assurda 🤓

      Moz-

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  3. Mamma mia... e io che guardavo l'uomo tigre che cosa sono mai diventata? @_@

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    1. Ahah, appunto: il paradosso è questo, ha ragione la Manera. È quasi un assunto sessista, quello della Slepoj 🤓

      Moz-

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    2. Esperta di wrestling scorretto? :P

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    3. Dai, poi Tiger Mask si redime quasi subito e diventa un face 😏

      Moz-

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    4. Ma una volta in mezzo alla serie, e poi nel finale, torna allo stile Tana delle tigri: panche rotte sulla schiena, campana del match, lampadario...

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    5. Beh, il finale era proprio senza nome e senza regole, forse per me la cosa più violenta passata impunemente in tv! È qualcosa di assurdo :)

      Moz-

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    6. Beh andava in onda su 7 gold (o la7, non ricordo mai) e laggiù censure non ce n'erano XD

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    7. Ed era comunque un canale mediasettiano, sai?
      A parte che L'uomo Tigre è andato in onda sulle reti attualmente mediaset ma prima che fossero di Berlu, poi Italia7 in quel periodo era una rete-satellite di Mediaset, dove sbarcavano cose che non potevano andare su Italia 1 (vedi City Hunter, acquistato nel 1993, preparato nel 1994, annunciato e mai trasmesso su Mediaset fino al 1997, in onda su Italia7).

      Moz-

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    8. Questo non me lo aspettavo... affascinante!

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    9. Cmq amavo molto anche Judo Boy che la vendetta ce l'aveva nel sangue.
      Magari sotto sotto sono una serial killer.. che ne potete sapere voi! xD

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    10. Thor: anche della questione Italia 7 ne riparleremo presto ;)
      Nyu: ahahah, vero. Che poi lui ce l'aveva con tutti i guerci del Giappone XD

      Moz-

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  4. La Slepoj... la ricordo con un misto di tristezza e risate, manco gli psicologi delle riviste da salotto sono così divertenti e cringe (dicono così, i giovani d'oggi?).
    Ricordo bene la polemica, montata da una che non si sapeva bene chi fosse, prima di Sailor Moon. E ricordo che era in buona compagnia: se non erro, una psicologa di TV sorrisi e canzoni parlò di Rayearth come di "ragazzine con fallici spadoni". Se ogni volta un oggetto lungo e appuntito diventa un simulacro di pene, è meglio stare attenti a posare la penna sulle labbra: la gente mormora!

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    1. Vero, quella di Sorrisi dovrebbe essere Maria Rita Parsi.
      Ma non ci metto la mano sul fuoco.
      Tutte queste cose, peraltro, vennero trattate in modo approfondito nella rubrica Scripta Manent di Man-Ga! (forse la migliore rivista in circolazione...).
      Insomma, si aveva paura di opere con ragazze combattenti, negli anni '90. Sembra assurdo, ma è così.

      Moz-

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  5. "Sailor Moon è una eroina dotata di una grande forza, una donna che comanda. È un personaggio molto ambiguo, con tratti maschili. Tutto ciò crea disturbi nei bambini..."

    E la pagina "Cara, sei maschilista" MUTA! 😂😂😂


    In pratica, se il mondo lo salvano i maschietti, è cosa buona e giusta. Se lo salvano le femminucce, bisogna andare dallo psicologo. Chissà cosa ne avrebbe pensato delle Winx, se fossero esistite all'epoca...
    Ah no wait, le Winx sono italiane, quindi sono "espressione della creatività del made in Italy nel mondo", è tutto ciò che puzza di giapponese che è "la fonte del male"...

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    1. Il problema delle Winx è che passano più tempo a fare shopping che a salvare il multiverso, perciò... forse sarebbero abbastanza "donne" da far perdonare i loro capricci eroici, per la Slepoj di allora.
      Che non so quanto credesse a ciò che diceva, come una Costanza Miriano qualsiasi dei giorni nostri: forse voleva solo salire alla ribalta, è il modo più veloce per farlo è attaccare un prodotto di successo amato dai giovani.

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    2. Ransie: vero. Verissimo. C'è del sessismo impressionante, nella questione.
      Le ragazze non vengono nemmeno contemplate.
      Ti dirò: da bambini, guardavamo Hollye Benji e tutti del palazzo (maschi e femmine) scendevamo subito dopo a giocare a pallone!
      Le Winx? Peccato siano bruttissime, io ricordo la prima serie sembrava un cartoon polacco. Terribili.
      Gracula: non so, sai? Ricordo che lei ci tenne a specificare che mai le sarebbe venuto in mente di parlare di Sailor Moon ma al suo osservatorio furono segnalati questi cinque casi. Cinque, eh. Mica mille XD

      Moz-

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    3. Le Winx sono sempre state una orrenda scopiazzatura di idee altrui (tra le quali quelle di Sailor moon), sono buone solo per il problem solving di base: per sconfiggere l'avversario mi serve entrare nel libro, per entrare nel libro mi serve la chiave, per fare la chiave mi servono tre gemme, per trovare le gemme devo trovare la mappa, per avere la mappa vado in biblioteca, per andare in biblioteca torno a scuola, e per fare tutto ci vuole un fiooooore! 🎶🎶🎶🎶😂😂


      Pure io guardavo Holly e Benji, volevo iscrivermi addirittura a calcio. Però "No, il calcio è per i maschi, per le bambine come te ci vuole la pallavolo!"

      Ivan Zaytsev è esattamente il mio modello di grazia e femminilità infatti. È lui che dà lezioni a Kate Middleton. XD

      Poi quale bambina non vorrebbe giocare a pallavolo, soprattutto dopo aver visto nei cartoni che l'allenatore ti avrebbe preso a pizze in faccia e umiliato psicologicamente, e che ti saresti rotta un braccio a fare le cavolate con la palla medica da kg e le catene ai polsi? Eh già, mi iscrivo subito.

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    4. Ahaha, effettivamente!
      A discolpa degli spokon terribili contro le donne (Mimì in primis, ma anche le pallonate di Daimon sulla faccia di Mila non scherzano) posso dire che pure un vecchissimo anime calcistico maschile proponeva vere e proprie torture, e non allenamenti. Addirittura ai giocatori passavano sulle gambe con una jeep, per rinforzare gli stinchi.
      Solo in Giappone, ma ci piace per questo :)

      Moz-

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    5. Credo che il cartone sul calcio fosse Arrivano i Superboys; una decina di anni fa, hanno ridotto la violenza e hanno aggiunto i poterazzi (se fermi il tempo e superi gli avversari, conta come dribbling) ottenendo Inazuma Eleven.

      Riguardo alle Winx, sono un campionario di scelte narrative discutibili, se non di veri e propri errori feroci, da una serie all'altra.
      E il problem solving da jrpg mi ha fatto ridere assai XD

      (Nota: Moz, ho avuto un problema a commentare, ho riscritto come ricordavo, ma potresti trovarti entrambe le versioni :P)

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    6. Mi esce solo questo commento, Grac!
      Proprio i Superboys, sì :)
      Comunque, le Winx, ricordo, una mia amica americana le vedeva in diretta e mi diceva che erano proprio fuori tempo massimo. Vestite alla Spice con anni di ritardo, tutto era fuori luogo.
      Mi è capitato di vederne qualcosa, di recente, su RaiGulp: davvero è un'animazione italiana che ha fatto passi indietro rispetto al glorioso passato.
      Eppure hanno successo.

      Moz-

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    7. Ormai non è neanche più animazione italiana, è prodotta da Nickelodeon. XD

      Rafforzare le gambe di un calciatore fratturandole con una jeep? Questa idea è stata partorita dall'illustre genio che si taglia l'attributo per fare dispetto alla moglie?

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    8. Le Winx.... mi ricordo che c'era un gruppo di mamme che seguiva dei corsi insieme a me e le definivano, se non ricordo male, le "fatine mignotte" (o era qualcosa di più pesante, ma ci siam capiti): oh, descrizione breve, affossante ma altrettanto azzeccata XD

      Anche se i cartoni sportivi non li ho mai sopportati, Arrivano i Superboys lo conosco. Mi sono rimaste impresse due cose di quel cartone
      1- Le divise pastello neutre, da giocatore del subbuteo.
      2- Fango. Fango ovunque: sul campo, sulla palla, sui calciatori... Ovunque :D

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    9. Ransie: ma davvero? Forse è per questo che sono migliorate e sono assai di moda...! :o
      Ahaha, esatto: tutti devono soffrire, dalla moglie alla jeep :p

      Alex: vero, erano sempre nella melma. Secondo me ci godevano a mostrare la sofferenza nipponica, anche enlla rivalsa sportiva. Le cose sono cambiate dagli anni '80, diciamo.

      Moz-

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    10. Mi pare che Nichelodeon abbia coprodotto due serie, mentre ultimamente dovrebbe averci messo soldi pure Netflix.

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    11. Se vogliamo essere pignoli l'animazione non è mai stata italiana, sono fatte in Corea (come in realtà quasi tutti i cartoni occidentali e in parte anche orientali)

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    12. Eh, ma quindi ora dietro ci sono i colossi che hanno più soldi.
      I colo$$i, diciamo XD

      Moz-

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  6. di questa querelle ne ho sempre sentito parlare, ma all'epoca non la ricordavo, forse perchè lo avevo già abbandonato...

    però è vero che c'era questa idea di Sailor Moon che "ti faceva diventare femmina!" (me lo dissero i miei genitori -persone molto aperte culturalmente, dato che non mi hanno mai vietato niente- ai tempi della prima stagione, addirittura).

    Detto questo, al di là del tam tam mediatico, come al solito gestito da cani in nome del più bieco sensazionalismo (non è cambiato niente...), ADESSO col senno di poi non trovo le osservazioni della Slepoj così sbagliate (ripeto: leggendo le sue effettive parole e non tutto quello che gli è stato ricamato intorno!): checchè se ne dica oggi, credo che i bambini abbiano bisogno di fermi modelli da imitare, cosa che oggi sembra sia andata perduta.

    Non mi ritengo uno di quei boccaloni che gridano al "GIENDEEER! Ci faranno diventare tutti FROSCI!" e mi ritengo anche abbastanza aperto mentalmente, ma a quell'età credo davvero che i maschietti vadano cresciuti da maschi e le femminucce da femmine, per poi, mano a mano che crescono lasciare loro sempre più libertà di espressione.
    Trovo aberrante sentire, per esempio, che la figlia della Jolie abbia iniziato trattamenti per cambiare sesso già in età molto giovane.
    Lo avesse fatto alla maggiore età quando hai un'altra considerazione di cosa significhi maschi e femmina (che poi, anche a 18 non sei sto gran conoscitore del mondo, ma vabbè...), per me sarebbe andato bene, ma un genitore che acconsente certi trattamenti su di un bambino piccolo... boh... sicuramente non lo voterei per "Genitore dell'anno"! ma forse ho divagato...

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    1. Sì, ma il problema in tutto questo non è Sailor Moon o qualsivoglia altro cartone. È la famiglia. La famiglia, i genitori, devono dare dei modelli, dei punti fermi, per quanto già nel 1997 era davvero obsoleto un modello di donna-casalinga o in costante pericolo, da esser salvata dall'eroe di turno.
      Cioè, dove sta scritto che non bisogna ideare storie con donne eroine, altrettanto forti?
      Se questi cinque bambini erano "caduti" nell'imitazione di un cartoon, è perché forse c'erano problemi di fondo. In quei soli cinque bambini.
      Ma possiamo sviluppare ancora di più l'argomento. E se avessero imitato il Red Ranger? Era ancora emulazione? Oppure andava bene, visto che era un modello maschile? ;)

      Moz-

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    2. esatto! il problema non è il cartone o il libro o il film o il videogioco (le solite polemiche ad ogni GTA!)... il problema è lasciare il bambino esposto a tutta quella roba senza la sorveglianza di un adulto!

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    3. Appunto. Quindi una psicologa non può venirmi a dire che non bisogna mandare in onda Sailor Moon ogni giorno perché 5 bambini (non un milione) lasciati a sé dai genitori hanno avuto problemi :D
      Io, che problemi non ne ho, Sailor Moon me lo posso guardare pure h24! XD

      Moz-

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  7. Mi sorprende che non sia partito tutto dal MOIGE 😅
    Sicuramente influenzano gli atteggiamenti dei bambini ma per gioco, non di certo l'orientamento sessuale (se non in quelli già predisposti, che al massimo lo tirava fuori, come dici tu). Ad esempio io usavo quei pennarelli di pochi cm che si agganciavano, come bacchetta magica, influenzato dalle maghette.
    Qualcuno poi ha continuato anche da grande, tipo Paolo Tuci 😝

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    1. Ahaha, mitico Paolo! Lo voglio ospitare qui per una intervista :)
      Esatto: o è per gioco, o comunque influenzavano i bambini predisposti.
      E in ogni caso non ci sarebbe niente di male.
      Uno che NON vuole diventare una drag queen, pur guardando Sailor Moon, non si mette certo a femminilizzarsi. Ci deve già essere, così :)

      Moz-

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  8. Questo articolo mi ha fatto pensare come ogni epoca deve per forza avere il problema opposto della precedente XD mi spiego meglio: all'epoca ci si lamentava che i maschi potessero appassionarsi a cartoni/film/giochi ecc per femmine per paura che gli rendesse effeminati o gli indottrinasse all'omosessualità. Oggi invece si inserisce per forza in ogni prodotto destinato ai maschi del femminismo, delle retoriche LGBT ecc per indottrinare i maschi ad essere meno mascolini, meno "eterocentristi", qualsiasi ritratto positivo dei maschi vecchio stile viene indicato come "toxic masculinity" e considerato pericoloso e fascista. Ma una buon vecchia via di mezzo no eh?

    Personalmente quando ero piccolo non conoscevo nessuno a cui piacesse Sailor Moon, io e i miei amici giocavamo a Dragon Ball, Uomo Tigre, Ken, Rambo, Terminator, Rocky... però se conta ad Halloween mi vestivo sempre da Milord così potevo baciare le bambine che si vestivano da Bunny. Sono sempre stato un bambino astuto XD

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    1. Diciamo che la guerra, oggi, è tra fazioni.
      Perché c'è sempre chi pensa che inserire personaggi "diversi" sia controproducente e distrugge concetti arcaici di famiglia e via dicendo.
      Insomma, la via di mezzo per me è tornare agli anni '80 e '90, senza imposizioni assurde da una parte e dall'altra.
      Era tutto più naturale, sparate dei soliti psicologi a parte :p
      Ahaha, e bravo il nostro Milord cercabaci! :)

      Moz-

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    2. Vecchio furbone.... ahahahah :D
      Io da bambino, a parte i cartoni sportivi che non ho mai sopportato, guardavo tutto e non ho mai avuto problemi. C'è chi guardavo solo quelli prettamente maschili e non ha mai avuto problemi. C'è chi guardava solo quelli prettamente femminili e non ha mai avuto problemi.
      L'importante è che ci fossero entrambi, poi uno individualmente si gestiva da solo e vaffanculo :D

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    3. Che poi, diciamocelo, la Mediaset trasmetteva solo cartoon "tranquilli", e la tranquillità spesso portava al fatto che fossero in buona parte anime neutri o femminili :)

      Moz-

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    4. Esatto. Infatti quando non c'era solo Mediaset ma anche tutte le emittenti private, avevamo un equilibrio molto solido.

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    5. Ma comunque, voglio dire, ognuno vede quel che vuole... anche senza equilibrio :)

      Moz-

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    6. Beh no Moz, aspetta: se mi metti 10 cartoni neutri e femminili contro solo 2 più cazzuti, dove sta la possibilità di scelta? XD
      Ognuno vede quel che vuole se c'è un buon equilibrio fra le possibilità di scelta.

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    7. Intendo dire: non è che io devo vedere per forza anche Kenshiro solo perché prima ho guardato Sailor Moon.
      Non ho bisogno di bilanciare.
      Ci può anche stare che un periodo la tv passi solo Ken o Sailor Moon... secondo me non bisogna farsi tanti problemi sul lato intrattenimento: non sono maestri, è la famiglia che deve vigilare (altrimenti semplicemente dovrebbero togliere la possibilità di fare figli così nessuno rompe più il cazzo XD)

      Moz-

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    8. "Intendo dire: non è che io devo vedere per forza anche Kenshiro solo perché prima ho guardato Sailor Moon."
      No Moz, non intendevo questo, non ci eravamo capiti ;)

      Ah guarda, dipendesse da me la possibilità di avere figli diventerebbe qualcosa di regolamentato e possibile solo dopo controlli adeguati, quindi mi sfondi una porta aperta XD

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    9. Ahaha bene. Via con la sterilizzazione... madonna quanto mi piacerebbe attuarla, giuro! XD

      Moz-

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    10. Sì ecco, a furia di sembrare nostalgico dirò sempre che gli anni 80 e 90 erano il periodo migliore, proprio perché appunto c'era spazio per tutti. Per ogni He-Man c'era She-Ra, per ogni Hercules c'era Xena, per ogni Cobra c'era Buffy e così via. E soprattutto: non erano generizzati, chiusi nei loro mondi, potevano e anzi volentieri interagivano. Potevamo vedere personaggi maschili badass in un prodotto femminili e personaggi femminili badass in prodotti maschili, come dovrebbe essere. Tra l'altro facevamo sempre così anche tra di noi, si giocava sempre insieme tra maschi e femmine. Il miglior antidoto al sessismo IMO
      Altro che polemiche inutili sull'omosessualità poi, le eroine femminili semmai insegnano ai bambini ad innamorarsi. Le mie prime cotte sono stati principesse Disney, guerriere magiche giapponesi e beh Cristina D'Avena XD senza contare quelle bellezze che presentavano Go Cart... tra l'altro hai ragione Moz, da piccoli io e miei compari guardavamo più volentieri i cartoni giapponesi perché erano più generosi con noi maschietti (ho scoperto il fanservice molto prima di conoscere la parola 😂 )
      Concordo anche con te Alex, le cose erano molto meglio quando c'erano tanti canali a dividersi i cartoni (Go Cart e Disney Club sulla rai, Gameboat su rete 4, gli anime serali su 7 Gold, Bim Bum Bam su Italia 1, che ricordi)
      "Ah guarda, dipendesse da me la possibilità di avere figli diventerebbe qualcosa di regolamentato e possibile solo dopo controlli adeguati," e non posso che concordare anche su questo

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    11. Io tra le cotte principali da bambino, annovero Pollyanna. Ma come mi faceva in testa? XD
      Poi, crescendo, Sailor Mercury e Sailor Uranus (per quest'ultima, devo dire che il fascino lesbo ha sempre fatto presa su di me).
      Sul lato maschile, proprio ieri dicevo a Alex che He-Man (pupazzo, però) ha sempre esercitato un fascino quasi omosessuale.
      Poi vabbè Sabrina, penso comune a molti, Kimberly dei Power Rangers (lei mi piace ancora oggi), Mighty Max.
      Comunque, c'era un sacco di scelta, verissimo. E tutto era molto naturale, salvo ovviamente certe sparate di chi voleva un po' di notorietà.
      Cioè, per dire, sapevo che Sailor Moon era associato principalmente alle femmine, ma si guardava ugualmente assieme a tante altre cose.

      Moz-

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  9. Guarda Moz, come sai io ho studiato Pedagogia e Psicologia Infantile. Non sono un padreterno al riguardo per carità, ma so riconoscere delle stronzate riguardo i bambini/ragazzi quando le sento/leggo: purtroppo al momento non ho trovato dove leggere il discorso completo della psicologa ma solo articoli giornalistici al riguardo, che non ritengo affatto adeguati a farmi un'idea perchè 9 su 10 il discorso sarà stato riportato mezzo vero e mezzo pasticciato.
    Premesso questo, giudicando SOLO ciò che i giornali dicevano, sono un pò stronzate: all'epoca trasmettevano anche i Gargoyles, Kenshiro (a rullo, porca eva... me lo hanno fatto odiare), a volte l'Uomo Tigre (Uno e Due) e City Hunter. Insomma qualcosa di cazzuto a bilanciare, se ce ne fosse stato bisogno, c'era ancora tranquillamente. Non quanto durante gli anni 80, ma c'era. Ed è quello l'importante, ovvero che a disposizione ci siano equamente entrambi.

    Così a naso sospetto che sia stato tutto molto gonfiato per fare sensazionalismo, ma come ho detto mi piacerebbe leggere le esatte parole non adulterate.

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    1. Le parole riportate da me sono quelle virgolettate, quindi il discorso effettivo. Purtroppo c'è solo quello, e proviene da articoli che ovviamente hanno ingigantito/reimpastato la cosa.
      Diciamo che, in quell'epoca, era Sailor Moon a tenere banco. Appena prima ci furono i Power Rangers (anche loro accusati di qualcosa, eh: erano esempi negativi perché i bambini diventavano violenti e si menavano, con tanto di un caso di bullismo sfociato in omicidio, sempre tra bambini, che uccisero di botte un amico a colpi di arti marziali -non si sa quanto c'entrassero effettivamente i PR, ma furono messi in mezzo-).
      Dopo di SM c'è stato Dragon Ball, anche lui considerato violento, assieme al Wrestling.
      Insomma, la questione è che i genitori pensano che la tv sia un parcheggio, o peggio una insegnante. Ma nonè così.

      Moz-

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    2. Si, immaginavo. Il mio discorso era appunto che pur non escludendo niente, non mi sento di scagliarmi contro questa psicologa perchè non so quale fosse il suo pensiero genuino.
      Posso scagliarmi sul pensiero riportato e diffuso dai giornali, perchè è quello che è arrivato alla gente, quello sì.

      Comunque è un evento ciclico fin dagli anni 50: ogni tanto salta fuori qualche psicologo che fa una crociata gettando un'esca facile per ottenere popolarità. Il primo esempio è stato appunto negli anni 50 verso i fumetti di supereroi, che virtualmente morirono a causa di ciò, per resuscitare solo oltre 10 anni più tardi.

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    3. Verissimo.
      Ma diciamoci anche la vertà: queste battaglie fanno comunque bene anche alla vittima. Perché si crea clamore, pubblicità, se ne parla lateralmente.
      Insomma, alimentano tutto il corollario (e mettono automaticamente alla berlina lo psicologo di turno, che accetta la gogna in cambio della popolarità).

      Moz-

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    4. Beh insomma... proprio bene non direi. I fumetti di supereroi sono appunto svaniti per un decennio. I cartoni giapponesi hanno avuto inchiodata sulla schiena una stigma della madonna che è durata per tutta la mia infanzia ed ha iniziato pian piano ad attenuarsi solo quando ero verso la fine della mia adolescenza.
      Poi sono tutte cose già cose celebri, per questo vengono attaccate: di ulteriore pubblicità laterale non ne hanno mai necessitato.
      Inoltre considera anche questo: adesso forse c'è la gogna, ma negli scorsi 50 anni non c'era perchè la gente credeva a questi psicologi, che facevano i bei soldi fra libri, interviste e prestigio nell'ambiente. Oggi la situazione per fortuna è un pò differente perchè internet permette di ribattere a queste "teorie", anche rivolgendosi direttamente allo psicologo di turno e metterlo alla gogna.

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    5. Verissimo quel che dici, per carità.
      Ma guardano a lungo raggio, per esempio i supereroi sono rinati in altre forme (prima kitsch, poi mature e dark); se i cartoons giapponesi non fossero stati demonizzati, non avremmo avuto di che parlare per anni e anni, non ci sarebbero state riviste e approfondimenti che hanno portato comunque a conoscere una cultura diversa, in modo più completo.
      Insomma, dal male qualcosa di buono c'è stato :D

      Moz-

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    6. Può darsi, non lo escludo.
      Però io sono più propenso a pensare che se i cartoni giapponesi non fossero stati demonizzati, ne avrebbero importati molto di più ed accettati come cosa normale.
      Non lo sapremo mai, però mi piacerebbe da dio avere i macchinari dell'Osservatore per sbirciare negli universi paralleli e dare una controllata :D

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    7. Più di quelli che sono arrivati?
      Mi sa che è impossibile: noi, intendo proprio noi italiani, secondo me abbiamo visto più cartoni giapponesi dei giapponesi stessi! XD

      Moz-

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    8. No, ce ne erano ancora tanti all'epoca. Durante gli anni 80 ne hanno prodotti tantissimi che da noi non sono mai arrivati.
      Però penso che comunque anche così siamo il paese che ne ha avuti di più dopo il Giappone stesso Xd

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    9. Sì, infatti! Ma penso sia proprio un dato di fatto.
      Pensa che ad esempio in certe nazioni, di Sailor Moon hanno trasmesso tipo fino alla quarta serie, manco tutto. Noi invece i seguiti, in alcuni casi, ce li siamo pure autoprodotti (come fumetto o come telefilm!)^^

      Moz-

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  10. Mah..ai miei tempi guardavi Heidi e Goldrale , Candy Candy e jeeg , Lady Oscar e Daitarn o Lupen e nessuno mi ha mai detto di non farlo perché sennò perdi in virilità 😀
    E non penso che nessuno sia stato influenzato dai cartoni animati per il suo orientamento sessuale.
    Per certi versi il commento qua sopra di Andrea assomiglia a quello di Gennaro a riguardo del post che hai dedicato al personaggio ambiguo in Duck tales.
    Diciamo che argomentazioni come quella espressa da quella psicologa minchiona non fanno bene ai ragazzini e neppure ai genitori.
    Tutto qua

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    1. Di certo ai genitori no, perché da dichiarazioni simili provenienti dagli psicologi ne esce un quadro devastato. E il bello è che gli psicologi nemmeno volevano arrivare a questo, condannando semplicisticamente il prodotto in tv, ma ragionando sull'accaduto tutto torna alla sola colpa in famiglia :)

      Moz-

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  11. E' come se Occhi di gatto facesse diventare lesbiche le femmine, ma dai! Io lo dico spesso, i psicologici a volte non capiscono niente.

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    1. Ahaha, in effetti. O ladre, in quel caso! XD

      Moz-

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  12. Ma che storie dietro a ‘ste storie! Ne ero all’oscuro.
    sinforosa

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  13. Ricordo bene il periodo dei lanci dei sassi dai cavalcavia, brutto periodo, anch'io per lavoro utilizzavo spesso le autostrade e quando vedevo un cavalcavia rallentavo per vedere se c'era qualcuno fermo, fu un brutto periodo, ci furono feriti e danni.
    Buona giornata Miki.

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    1. Ci furono anche morti, se è per questo, ma la colpa non era certo di Ken, così come non è di Sailor Moon per quel che concerne la storia della psicologa Slepoj... :)

      Moz-

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    2. In Ken manco c'erano, le autostrade XD se avessero detto che istigava alle molestie perché toccava gli tsubo ai nemici, avrebbe avuto più senso :P

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    3. Valli a capire i giornalisti. E gli psicologi.
      Sanno essere i peggiori, se vogliono XD

      Moz-

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  14. Questa mi è nuova ma è imbarazzante lo stesso. Una eroina forte e determinata potrebbe convincere un ragazzino a diventare una femminuccia? Se solo Bunny avesse imparato a stare un passo indietro...

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    1. Ahahahaha XD
      Eh già... e pensare che comunque Bunny non ha NIENTE di maschile, anzi.
      Peraltro è spesso pavida, frignona, poco seria. Non è certo un modello forte.

      Moz-

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    2. Però è un modello realistico, cosa che la rende più umana, più simpatica e migliore delle pomposissime mary sue che ci vengono propinate in tempi recenti. Dopotutto per citare un vecchio saggio: un uomo non si misura da come cade al tappeto ma da come si rialza.

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    3. Che sia un modello realistico è vero.
      Infatti, e non è un caso, tutti i leader delle opere anni '90 non hanno alcuna caratteristica imponente: sono neutri o addirittura scialbi.
      Jason, il Red ranger, è un karateka che già viene scalzato dall'arrivo di Tommy.
      Bunny è una ritardata mentale in più occasioni, con tutte le debolezze e i "vizi" di una ragazza di quell'età e spesso Chibiusa si dimostra più seria di lei.
      Seiya è il meno interessante tra tutti i cavalieri.
      Insomma, l'eroismo nella credibile mediocrità. Ecco l'arma vincente.
      Ma su questo ho un post pronto da tempo... :)

      Moz-

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    4. Allora non vedo l'ora di leggerlo **

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    5. E allora leggiamolo sto post!

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  15. Conosco un allora bambino che non si perdeva una puntata di Sailor Moon nella speranza che quando si spogliava durante la trasformazione qualcosa andasse storto e si vedessero le tette.

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  16. Io mi sarei spinto oltre: e di tutti quei ragazzi diventati infermieri per aver visto Candy Candy, come la mettiamo? Oggi avrebbero potuto essere dei bravi medici!

    Battute a parte, la cosa è talmente surreale che non saprei nemmeno cosa commentare.
    Che poi ascolti altri psicologici e dicono ai maschietti di essere più sensibili, alle femminucce di essere più decise. Nemmeno tra di loro concordano.

    Comunque sul fatto che l'intrattenimento influenzi il comportamento è un ferro che i benpensanti battono da secoli: la musica rock, i fumetto dell'orrore, i videogiochi, tutte cose che spingono a comportamenti delinquenziali.
    Come se tutto non fosse già dentro al ragazzo, per quanto riguarda gli orientamenti sessuali, e la famiglia e la società non avessero la loro parte di colpa per le devianze comportamentali criminali.

    Che poi tu dici che sono cose di vent'anni fa, e invece ti tocca leggere questo:
    https://www.ilsignordistruggere.com/2017/11/21/temibili-avversari-della-pagina-lomosessualizzatrice-felina/

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    1. Eheh, conoscevo già il caso riportato dal Sig. Distruggere: terribile davvero.
      Ma almeno penso che la sig.ra Stefania con-sorella-poliziotta-elimina è semplicemente ignorante e legata chissà a quali credenze.
      La Slepoj è invece psicologa e laurata.
      Hai ragione, comunque: nessuno ammette mai i doveri della famiglia.

      Moz-

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  17. Rimembro anch'io la polemica che si creò sui giornali... Ma qualcuno ricorda "Ranma 1/2", dove il protagonista assumeva a piacimento i tratti maschili o femminili? Certo, la tematica era trattata in modo innocente e scanzonato, ma proviamo a pensare cosa sarebbe successo oggi: "ecco il cartone GENDER", "dal Giappone la serie che mina alla sessualità dei nostri figli" :D

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    1. Diciamo pure che Ranma non era trasmesso dalla Mediaset ma da canali minori... lo scandalo spesso sta anche lì :)

      Moz-

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grazie per il tuo commento :)