[ANIME] Rossana - Il giocattolo dei bambini, la retrospettiva

 

C'è molto più di quel che può sembrare, in questo anime.
Avevamo già ripercorso il successo italiano di Rossana, in un articolo peraltro ricco di dettagli inediti e dietro le quinte (QUI).
Ma Kodomo no omocha, abbreviato in Kodocha e da noi semplicemente Rossana, merita di essere analizzato a fondo.
Immergiamoci allora nel pazzo mondo della serie Il giocattolo dei bambini, che di bambinesco ha tanto e poco al contempo, per un'opera impossibile da non amare.

OGNI GIORNO È SEMPRE PEGGIO CON QUEI RAGAZZACCI...
La sigla italiana dell'anime Rossana è famosa e particolare: descrive -tranne che nel ritornello- solo ciò che accade nei primissimi episodi.
E dunque introduce la storia, il suo punto di partenza: la classe frequentata da Sana (la sesta elementare: in Giappone funziona così) è preda dei giovani scolari maschi.
Capeggiati da Heric (Akito Hayama), hanno in pugno i docenti grazie a una fotografia compromettente.
Toccherà alla protagonista sfidare i ragazzacci e rimettere le cose al loro posto.
Da qui inizia il burrascoso rapporto tra Sana e Heric, che -non è poi così spoiler- sfocerà in amore.



ROSSANA, DAI, PENSACI UN PO' TU!
Amore, che per personaggi di 11-12 anni può sembrare (e anzi è) una cosa troppo grande.
Ma Il giocattolo dei bambini è questo: è lo specchio delle cose adulte negli occhi dei ragazzini.
Contrattempi quotidiani finanche divertenti, ma anche problemi seri che l'anime (dall'omonimo manga di Miho Obana) affronta con estrema delicatezza.
Sana è una iperattiva ragazzina dal carattere solare. Non si arrende davanti a niente, nulla può fermarla.
La sua forza positiva è debordante, tanto da poter risultare anche invadente.



ROSSANA, IL TUO CUORE PALPITA...
Sana e Heric: una coppia che si formerà -come in una soap opera- dopo mille giri e difficoltà.
Quando i protagonisti si comportano da grandi, sono lo scimmiottamento del mondo adulto che li ha generati. Ma è vero pure che quando le difficoltà sono oggettivamente roba da grandi, loro si rendono conto di essere solo dei bambini.
La forza della storia è questa.
Sana è infatuata follemente del suo assistente, l'adulto Robby (Rei): ovviamente non ha alcuna speranza e il suo distorto universo si infrange presto contro la dura realtà.
Ma questa delusione è il primo passo per crescere.
Il giocattolo dei bambini è un percorso: è la strada che da ragazzini porta a una prima maturazione, in un mondo di adulti irresponsabili come ragazzini.



...MA LA TUA PAZIENZA SCALPITA
L'anime Rossana ha un tono più leggero rispetto al manga da cui è tratto: se quest'ultimo si concede persino una saga finale più cupa, l'anime vira sui colori, musiche e follie assortite.
Già: Rossana è divertente e fa ridere, a volte fa anche sganasciare, e altre volte si tinge di dramma con storie veramente spiazzanti.
Tra i temi trattati, molti riguardano il mondo giovanile: si parla di bullismo scolastico, si parla di cattive compagnie, ma anche di depressione, invidia e invisibilità all'interno di un gruppo di coetanei, problemi psicologici.
Storie forti, così come quelle dei grandi, che però collassano sempre sopra quelle dei più piccoli: divorzi e maltrattamenti, abbandoni di neonati, situazioni insostenibili in famiglia, malesseri derivanti dal troppo lavoro.





Emblematica in tal senso è proprio la vicenda personale di Heric, raccontata nei primissimi episodi: odiato dalla sorella maggiore e ignorato dal padre, vive una situazione continua di tensioni e rabbia repressa. Quando Rossana riesce a migliorare quella situazione, il ragazzino potrà cominciare a vivere la sua fanciullezza.
E incanalare la sua energia in cose più costruittive, come l'imparare il karate.
Inutile dire che l'edizione italiana (forse l'ultimo anime, in ordine temporale, ad essere stato pesantemente censurato dalla Mediaset) omette molti dettagli, alleggerendo le situazioni o modificando i risvolti più cupi.
Tuttavia, pur con questo adattamento molto edulcorato, anche la versione nostrana mantiene la forza e la freschezza del titolo: Rossana continua a essere trasmesso, amato anche dalle generazioni più giovani.



I PERSONAGGI

La forza de Il giocattolo dei bambini è tutta nei suoi personaggi.
Sana Smith è una giovanissima idol, bambina prodigio della TV giapponese e star del programma Evviva l'allegria (in originale Il giocattolo dei bambini, che è appunto anche il nome dell'opera).
Heric un ombroso ragazzino dal carattere complesso: è sicuramente il più riuscito tra i protagonisti.
Terence (Tsuyoshi) è il miglior amico di Heric e infatuato di Sana.
Charles (Naozumi) un giovane attore che confonderà non poco i sentimenti di Rossana; Funny (Fuka) un'amica che scompiglierà le carte in tavola.
Tra gli adulti, Catherine è l'eccentrica madre di Sana: scrittrice di successo, gira per casa a bordo di un'auto giocattolo e porta dei copricapi assurdi dove vive lo scoiattolino Maro.
C'è ovviamente la famiglia di Heric, ma anche il perverso professor Sengoku, protagonista dell'ultima, drammatica parte della storia.




LE PUNTATE

L'anime presenta molte situazioni filler, che non provengono dal manga.
Quello che può sembrare un punto debole, ne è invece il punto di forza: facendo leva su uno stile diverso, frizzante, meta-narrativo, la serie animata esplora a fondo personaggi e vicende.
Bab (Babbit) è la mascotte dell'anime, protagonista di brevissimi sketch fuori di testa; Gerard un comico televisivo.
Tanta è la musica così come gli oggetti più assurdi che ricorrono (martelli di gomma, cercapersone, piccoli registratori): nell'anime, Sana stessa può scatenarsi cantando le sue strofe rap o improvvisando bizzarre gag in costume.
È una storia "fuori di testa" ed esagerata, dinamica e divertente.
Ma anche molto, molto seria.


Il giocattolo dei bambini ha questa doppia facciata che non può non catturare lo spettatore.
Intermezzi assurdi si intersecano a storie drammatiche e tematiche importanti; momenti di commedia lasciano il posto ad attimi di tragedia per poi tornare follemente alla ribalta.
E niente di tutto questo stona, anzi: piace e si fa seguire, e non lascia indifferenti.



Rossana è come un giro sulle montagne russe a ogni episodio (102 in tutto), uno zapping frenetico con personaggi che non si possono non amare tutti.
Uno slice of life che cattura, e che offre molto più di quel che può sembrare a uno sguardo superficiale.


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20 commenti:

  1. L'anime non l'ho visto perché al tempo, tra scuola e lavoro, non avevo più il tempo che avevo da bambino e non c'era ancora lo streaming, come adesso, che permette la visione quando si vuole.
    Il manga però ce l'ho e lo iniziai più per curiosità, e per mia naturale propensione a provare i titoli che non conosco, che per grosse aspettative e poi lo continua con piacere, è un titolo valido e più interessante e profondo di quanto, a una prima occhiata, esso potrebbe far pensare.
    Come hai scritto tu, non è una semplicemente una storia scolastica di bambini, ma affronta anche temi e situazioni profondi. Per me fu una bella sorpresa e ne ho un'opinione totalmente positiva.

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    1. Vero!
      Io fui rapito -totalmente a sorpresa- dall'anime. Chi se lo aspettava?
      Eppure le storie di questi ragazzini ti catturano.
      Poi presi anche il manga, che è diverso nel mood (sempre fuori di testa ma ovviamente non nella misura in cui può esserlo il cartoon).
      Ma è altrettanto bello, in un modo diverso, specie dalla seconda parte e nel finale (l'ultimo arco narrativo è molto più cupo, come avrai letto)... 😱🤓
      Insomma, ancora non trovo un nuovo Kodocha, dopo così tanti anni...!

      Moz-

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  2. Un anime che ho adorato tantissimo, nonostante gli orridi tagli e i nomi imbarazzanti, e la lettura del manga è stata una sorpresa ancora più piacevole.

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    1. Vero, uno degli ultimi cartoon più censurati.
      Però ci ha regalato tante emozioni, ed è vero: il manga molto bello, tanto che lo sto rileggendo 🤓😍

      Moz-

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  3. Me lo ricordo perché l'anno scorso ho fatto il rewatch, complice anche la trasmissione Mediaset: da bambina non mi faceva impazzire, guardandolo con gli occhi di adulta l'ho trovato invecchiato malissimo. Si respira proprio un'aria di tragedia greca per ogni cavolata, qualsiasi situazione viene drammatizzata all'eccesso fino al punto da renderti impossibile empatizzare per i personaggi: hai scritto che sono bambini che scimmiottano il mondo degli adulti, ma sembrano più adulti con dei seri problemi relazionali, che hanno un bisogno urgente di Xanax. ^^"

    Lasciamo da parte Eric, ma vogliamo ricordare Fanny che era stata mollata dal fidanzatino perché all'asilo era stata baciata da un altro bambino? O la famiglia di Charles che sembrava uscita dalla corte asburgica, con tanto di ragazzina vittimista e paranoica? Per non parlare del ragazzetto il cui unico scopo nella vita è essere "Mr. Presenza" a scuola e che va in crisi perché il professore per cui ha una crush non lo riconosce e non sa che gli porta i cancellini... Non so, trovo siano situazioni così eccessivamente caricate da risultare poco credibili, l'unica reazione che mi suscitano è "Vi prego ripigliatevi tutti, anche meno!"

    Paradossalmente, trovo sia invecchiato meglio "Marmalade Boy". Anche se pure Miki era un'altra che faceva delle tragedie pazzesche sulla fuffa.

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    1. I genitori scambisti di Marmalade Boy scioccherebbero tutti...
      Del tutto comprensibile Miki.

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    2. lo vedevo ma non mi ricordo più niente delle tematiche trattate, non avendolo più rivisto da allora... se anche volessi provarci, il commento di @Ransie, che sembra coglierne bene l'essenza, mi fa desistere... comunque preferivo le parti in cui compariva il tizio con gli occhiali da sole, questo me lo ricordo...

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    3. @Ransie: verissimo, è molto esagerato, i giapponesi tendono al dramma o al melodramma ma almeno in Kodocha è tutto così sopra le righe che resta però il nocciolo della questione, spesso davvero tragica.
      Insomma, secondo me è un punto di forza (lo sto riguardando in questi giorni), verissimo comunque... Funny esageratissima però a me sembra che vogliano prendere in giro i drammi dei grandi.

      @AJ: sì, ma alla fine su Mediaset poi si sono visti I Cesaroni che era lo stesso, più o meno... XD

      @Ale: parli di Rei/Robby, personaggio particolare... Io me lo sto rivedendo in questi giorni^^

      Moz-

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  4. Rassana lo guardavo con piacere perché era frizzante ma la storia in generale non l'ho mai troppo amata... infatti devo ancora leggere il manga che è a casa a prendere polvere da anni; non riesce a invogliarmi ma prima o poi lo farò!

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    1. Uhhh come mai?
      Io lo sto rileggendo da ieri... **

      Moz-

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    2. Non so... la storia drammone di fondo non mi piace proprio... per non parlare dei disegni piatti dell'autrice! ^^
      Però lo leggerò prima o poi! xD

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    3. Vero, i disegni sono piatti ma dettagliatissimi: è uno stile veramente strano...

      Moz-

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  5. E' un anime esacerbato, alcune dinamiche sono persino assurde per degli undicenni, ma intratteneva un botto.
    Lo vidi alla sua prima apparizione in Italia ( di pomeriggio su Italia Uno ).
    Qualche giorno fa mi è capitato di vederne qualche frame in Tv durante uno zapping di mio fratello, quindi suppongo che sia in onda da qualche parte.

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    1. Sì, sempre su Italia 1, uno dei pochi anime non anni '70-'80 che continuano a replicare con successo.

      Moz-

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  6. Rossana (l'anime) secondo me ha subìto delle critiche insensate! Ai tempi lo trovavo divertente, la sigla poi è entrata nel cuore di tutti... Il manga non saprei, ricordo solo che lo leggeva una mia compagna del liceo

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    1. Il manga è sempre fuori di testa, ma non può avvalersi di sketch meta-televisivi, canzoni ed effetti... quindi l'anime è veramente ancora più ironico e anche leggero.
      Però nella sua leggerezza nasconde... molto più di quel che può sembrare...

      Moz-

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  7. Il manga non l'ho mai letto ma l'anime mi piaceva tantissimo proprio perchè faceva morire dalle risate ma poi era anche serio e triste in certi momenti!

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    1. Esatto... certe storie erano davvero drammatiche, altre assurde :D

      Moz-

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  8. All'epoca della sua prima trasmissione capitava che lo guardicchiassi. Era sorprendentemente adulto, come situazioni, sicuramente non banale. Ricordo che rimasi colpito dall'episodio in cui veniva raccontata la storia di Robbie.

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    1. Quella del senzatetto, immagino...
      Molto particolare...^^

      Moz-

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