[SOCIETÀ] generazioni a confronto: medie contro superiori

 


Periodo di esami per tutti, dagli alunni delle scuole medie a quelli delle superiori.
E se anche nessuno le chiama più così (ormai sono rispettivamente scuola secondaria di primo e secondo grado, per tutti), o nessuno le chiama più scuola media inferiore e scuola media superiore, la sostanza non cambia.
Ma come saranno i ragazzi delle generazioni di queste fasce d'età?


Il post non vuole essere un confronto generazionale tra passato e presente (lo abbiamo comunque già affrontato QUI e QUI), piuttosto vuole mettere a confronto i ragazzi (e le loro età) tra scuole medie e scuole superiori.
Come sapete, lavoro da anni con i più giovani, e ne ho visti a centinaia. Crescere, passare, tornare.
Li ho visti alle medie, li ho visti alle superiori.
E anche tornando indietro negli anni, ai miei anni, apro questa finestra per ricordare quel che osservavo e che vivevo.
E la sostanza non è mutata.


Trovo innanzitutto che si dia sempre troppo risalto alla maturità (oggi, giustamente, chiamata solo Esame di Stato: non si è maturi manco per un kaiser...), che di certo è il primo vero grande & stressante esame della vita, ma sembra che tutto dipenda da quello.
Tirando sempre fuori all'occorrenza la canzone di Venditti, coi telegiornali a fare servizi dentro e fuori la scuola, è un qualcosa che fa notizia ma è anche il simbolo di una parentesi di vita che termina.
Ma appunto: è solo l'inizio.



immagine da CISL Scuola



Gli esami di terza media li si vive con meno peso sociale, nonostante sia richiesto sempre grande impegno (proporzionato, ovviamente, all'età dei discenti).
Ma, negli anni, ho notato sempre grandi differenze tra come sono i ragazzi che stanno per terminare le scuole superiori e quelli che stanno per concludere il ciclo delle medie.
E la genuinità propende in quest'ultima categoria: ancora avvezzi al lato ludico della vita, possono voler sembrare grandi (tra fumo e certi discorsi finanche cringe), ma non diventano mai quell'imitazione forzata dell'adulto in cui ci si trasforma all'ultimo anno del liceo.


Nei ragazzi in età di Esame di Stato noto sempre il nascere di una certa fastidiosa retorica, il volersi far belli; le passioni si affinano ma in sostanza non si conosce niente per davvero, né altrettanto si capisce fino in fondo.
L'errore è alla base: tante generazioni fa, si diventava davvero maturi.
A 19 anni si usciva da scuola per poter affrontare realmente la vita, con un bagaglio umano e culturare (dato dagli istituti) che permetteva di poter essere adulti.
Oggi si diventa adulti dopo la seconda laurea, a voler essere generosi bene.
Quella meta si è allontanata, e lascia spazio solo allo scimmiottamento dell'adulto che fu: si va via di casa, si va all'università, si cerca lavoro ma in sostanza si è ancora ragazzini.
E quel che sai è imbarazzante nella sua forma: la vita vera non è ancora iniziata, anche se ci si sente padroni del mondo.



immagine da Scuolainforma



Sarà che ho vissuto le scuole medie al massimo della potenza (ve ne parlai QUI), ma scorgo molta più coerenza e verità in quella fascia d'età, che pure ha atteggiamenti spesso assurdi.
Si rimane dalla parte giusta della barricata (quella della giovinezza) senza volerla oltrepassare a tutti i costi; si può ancora giocare ed essere stupidi senza dover avere paura di sembrarlo; la società non ti chiede ancora nulla, e non si è costretti a ruoli imbellettati per compiacere i grandi.
Per diventare persi come loro, stronzi come loro, finiti come loro, per sempre.

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59 commenti:

  1. Bell'articolo! Dici verità nero su bianco.
    Personalmente presi sul serio sia l'esame di terza media che quello di maturità, che per lo meno preparai con uno della mia classe che era del mio stesso paese, e che mi aveva raggiunto dopo aver recuperato un anno tramite scuola privata, il famoso "Istituto Jervolino", quello che se ti diplomi ti regalano la Vespa (almeno così recitava la pubblicità).
    Quando detti l'orare di terza media, ricordo che comprai la Settimana Enigmistica, e mi resi conto già nel pomeriggio che conoscevo pochissimo del mondo! 😅
    Quando detti l'orale di maturità, ero più sicuro di me e delle mie potenzialità, sapevo di dover andare avanti per costruirmi un posto nel mondo (che poi non è stato quello offertomi dalla laurea), ma rimasi male quando uscirono i quadri e c'era stato chi aveva preso più di me avendo esclusivamente scopiazzato (soprattutto dal sottoscritto) per tutto il triennio finale! 😠 Iniziai a credere molto poco nelle valutazioni numeriche, e il concetto cerco oggi di trasmetterlo ai miei studenti, che essendo di fascia 19/29 anni, hanno potenzialmente una maturità tale da capire che bisogna valere sul campo e non sbandierare un numero in centesimi! 💪

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    1. 19/29 anni è comunque una fascia molto ampia, non ci sono solo i ragazzini maturandi che si credono padroni del mondo (me in primis, all'epoca) con un bagaglio culturale invece penoso XD
      È questo che oggi non amo di quell'età... si fa l'impegnato, ci si intende di politica, di musica... ma non si sa niente. Si imita il mondo adulto. Alla fine delle medie per fortuna non è così^^

      Moz-

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  2. Anch'io all'esame di terza media fui particolarmente provat* perché vivevo un'ambiente molto violento a 360° che mi devastò la scuoletta era corrottissima e funzionava a simpatia dovetti elemosinare a voce agli ispettori di non bocciarmi, e stranamente mi ascoltarono e non venni bocciat*.
    (Metto gli asterischi per non fare sapere la mia identità).
    La maturità non l'ho fatta sono arrivat* al quarto anno perché varie grosse questioni non mi hanno permesso di farla quindi non posso fare il paragone.
    Anche se riesco a prenderla non mi cambia nulla è solo un titolo che alla mia età anche se giovane non mi dà nessuna possibilità in più come lo è la laurea tanto il lavoro non c'è e avere più formazione scolastica elevata è quasi inutile oggi.

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    1. Io credo che la questione sia duplice: la scuola non ti dà certo cultura, ma può darti un'ottima base e grandi insegnamenti; dall'altra, scuola/uni ti danno un titolo formale, che può farti lavorare.
      Insomma, io ho studiato per il titolo ma tante cose le ho imparate altrove, fermo restando che la scuola è stata una... scuola comunque :)

      Moz-

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  3. Sì, ci sta. Ma al di là del periodo che abbiamo vissuto, se parliamo in generale io vedo alle medie gente ancora libera e onesta con se stessa, mentre alla fine delle superiori ragazzi che sono già corrotti dalla noiosa serietà dell'epoca adulta.

    Moz-

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  4. Eheh ma infatti, se tuo figlio è stato capace di fare la domanda giusta, è perché lui è bravo e sicuramente dalle scuole ha preso il meglio, ma ci ha anche messo del suo... :)
    L'essenziale per me è vivere, sempre, l'età che si ha. Senza dover sembrare grandi-seri-impegnati per forza.

    Moz-

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  5. Sono scelte sue i miei figli hanno sempre scelto da solo sin da piccoli e se miei scegli università ci sarò e altrimenti ci sarò lo stesso ...

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  6. ...e poi c'è chi ha fatto due esami di maturità consecutivi 😄
    Cioè, il primo al termine del liceo artistico quadriennale, con quel diploma potevo solo fare l'accademia di Belle Arti e dunque dovetti poi fare un altro anno integrativo (di pomeriggio) con altro esame al termine 😧😧😨
    Per fortuna almeno furono entrambi con commissione interna 🙂... non so mai quale dei 2 considerare "maturità", probabilmente nessuno, si diventa maturi dopo e per qualcuno non lo sono nemmeno ora sulla soglia dei 35 😄

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    1. Esatto, ma se maturità deve significare serietà forzata, allora proprio NO.
      Preferisco di gran lunga l'approccio delle medie, dopotutto la virtù sta nel mezzo. Si è ancora liberi.
      Comunque complimenti... doppio esame, due palle!! :O

      Moz-

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  7. Ti è successo di essere stato bullizzato dai tuoi studenti o dai colleghi?

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    1. No ^^;
      Ma poi non c'entra con l'argomento: ho voluto semplicemente fare una "fotografia" di come si è nell'età degli esami delle medie e in quella degli esami di stato...

      Moz-

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  8. Vero, ma entrambe (fortemente) immature 💪😎

    Moz-

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  9. Beh è ovvio alle medie si è ancora piccoli si ha ancora l'anima bambinesca, giocosa e semi innocente.

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  10. Esatto, e non si vuol diventare l'imitazione forzata dell'adulto :)

    Moz-

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  11. non ho un gran ricordo delle medie, periodo bruttarello della mia vita
    mi sono goduto infinitamente di più le superiori (quest'anno fanno 17 anni dal diploma! Mamma mia, pare ieri :( ) e l'università (almeno la triennale), proprio perché più grande e mi apprezzavo così come ero invece di cercare di omologarmi alla massa: alle medie sei ancora un "coglionazzo", quell'età di mezzo in cui non sei più né un bambino né, tantomeno, un adulto

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    1. Esatto, ma sei un coglionazzo giusto, adeguato all'età. Al quinto superiore sei un coglionazzo che si crede pure padrone del mondo, e non sa niente... Io per primo XD
      Scimmiottando la serietà degli adulti, quando invece si ha ancora voglia di divertirsi.
      La maturazione vera si ha solo all'università, almeno sul profilo culturale...

      Moz-

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    2. Ipse dixit

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  12. Penso che dipenda molto anche dalle esperienze personali. Io potrei fare un ritratto al vetriolo di entrambe le "generazioni", ma sarebbe la mia percezione, non la verità oggettiva.
    I ragazzi di oggi sono sicuramente più coinvolti da questioni "astratte" create dai social media, ai miei tempi c'era ancora un maggiore senso pratico, più contatto con la realtà materiale, questo sì.

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    1. No, infatti. Mi sono basato su quello che ho osservato per oltre dieci anni, e posso dire che trovo più genuina la coglionaggine della terza media, rispetto a quella del quinto superiore, dove ci si sente padroni del mondo senza sapere nulla^^

      Moz-

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  13. C'è grande differenza innanzitutto, diverso atteggiamento ed altro, però sono anche le amicizie ad essere diverse, per esempio sempre ed ancora in contatto con i compagni delle superiori, nessuno con quelli delle medie.

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    1. Penso sia una questione di tempistiche: sono gli ultimi che ricordiamo, con cui abbiamo avuto a che fare... Le medie sono una parentesi, poetica.

      Moz-

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    2. Sicuramente ci sono stati lati oscuri... sicuramente.
      Però anche queste cose sono parte di un complesso di crescita, in bene e in male, che ti permette di capire il bello e il brutto del mondo.
      Io alle medie ho capito perfettamente chi fossi, ero me al 100%. Cosa che, dopo, ho traslato nel periodo scout.

      Moz-

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  14. Oggi per fortuna sul lato fumetti e cartoons è meglio, nel senso che nessuno ti dice più niente.
    I ragazzi guardano tutti anime e leggono tutti fumetti, è la normalità come vedere film o telefilm... Insomma, in questo, i tempi sono cambiati in meglio!!

    Moz-

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  15. Sì, è sempre una terra di mezzo, come solito, ma trovo i ragazzi un po' più liberi di esprimere le loro emozioni, senza vergogne. Sanno che dopo non si cresce più per forza.

    Moz-

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  16. Vedo che non si fanno problemi a rivelare cose che potrebbero renderli "deboli" agli occhi degli altri, anzi ormai non sono più segni di debolezza.

    Moz-

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  17. Parlare delle debolezze, farsi vedere tristi, anche piangere, esprimere emozioni anche forti senza dover sembrare per forza dei supermen. Anzi, sembra che l'umanità meno robotica paghi di più, li rende più uniti... Ripeto: non hanno più (per fortuna) l'idea che appena dopo devono crescere per forza diventando adulti, sanno che anche le superiori sono da viversi tranquillamente e in modo "bambinesco" 😎💪

    Moz-

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  18. Sai cosa penso?
    Che oggi viene definito "bullismo" un po' tutto. Anche cose che all'epoca non lo erano affatto: episodi singoli, episodi veramente circoscritti e da contestualizzare.
    Attenzione: non sto dicendo che non bisogna tenere conto di questi episodi, analizzarli e affrontarli.
    Ma credo che si raccolga sotto quel termine un po' tutto, anche litigi derivanti chissà da cosa e non sistematiche prevaricazioni effettive. Ci sta, ed è giusto, almeno questi fenomeni si combattono.
    Penso poi che l'avere social e web abbia spalancato le porte a differenti tipologie di bullismo, anche più sottili.
    In ogni caso sì, le dinamiche non sono cambiate tanto, ci sono solo altri tipi di consapevolezze...

    Moz-

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  19. La natura cattiva non muore mai ecco perché.

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  20. Se devo dire la mia, per me le elementari sono state più turbolente delle medie... Intanto le ho fatte in 3 scuole diverse, quindi cambiando più volte compagni... Oltre a questo, è stato alle elementari che ho subìto il bullismo più pesante, fra l'altro proprio nell'ultima scuola dove sono andato, che in teoria avrebbe dovuto essere la migliore....😕

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  21. Per il bullismo mi dispiace molto, ci siamo passati un po' tutti e ovviamente non è mai una cosa piacevole.
    Quanto alle medie vecchio stile, vero: prima c'era una sorta di tabula rasa ma perché era il mondo dove diventavi subito adulto. Oggi i ragazzini sono più smaliziati da un lato, ma non rinunciano a giochi e passioni. Tutti quelli che conosco giocano ancora, leggono fumetti e via dicendo, anzi molti si approcciano a queste cose proprio alle medie.

    Moz-

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  22. Ci stavo pensando in questi giorni.

    Ho avuto la brutta sensazione che alle superiori soprattutto dalla terza in poi i compagni di classe non contano più nulla :( io alle medie avevo un rapporto stupendo con i miei compagni di classe...
    Vedo studenti delle superiori che non gli importa nulla.

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    1. Oddio, solitamente è dal terzo in poi che si solidificano amicizie più strette, no? Ossia ti rendi conto davvero di quale compagno di scuola fa più al caso tuo...

      Moz-

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    2. Da quello che ho vissuto io no ☹️ come se alle superiori non contasse più nulla ☹️.
      Anche perché le superiori sono spesso un continuo cambio di scuola ☹️ mentre alle medie solo in casi eccezionali avviene.
      Nel senso più si va avanti con l'età e più aumentano le cose negative.

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    3. Più che altro, più vai avanti più perdi la magia. E nella magia era incluso anche quel periodo sospeso delle medie, anche elementari, dove tutti eravamo amici.
      Ma considera che io le vere amicizie le ho fatte praticamente dopo l'università, scremando in modo naturale tutto quello che mi era capitato man mano^^

      Moz-

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    4. Grazie per capire sempre cosa intendo quando si parla di queste cose 🌟.

      Questo era il bello scuole elementari e medie eravamo tutti amici 😍 il sabato a giocare all'oratorio a calcio o basket, a casa di amici con i videogiochi, le feste dell'ultimo giorno di scuola... I team di studio in biblioteca o a casa di X o Y per le ricerche... Nei primi anni delle superiori c'era ancora quel mondo ma piano piano svaniva sempre di più ☹️ fino all'indifferenza totale 😱 cambi di scuola, chi mollava e andava a lavorare 😭 la mia classe delle superiori già nel secondo semestre della seconda superiore si sfaldò del tutto 😭 i pochi che sono arrivati alla maturità lo hanno fatto in classi completamente diverse 😭 questa reaità era la norma nelle scuole professionali negli anni Novanta e Duemila.

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    5. Sì, perché prima, in quell'epoca specifica, si era tutti "uguali", tutti in una bolla, una dimensione ludica o scolastica che ci accomunava. Poi ognuno cresce e prende giustamente la sua strada...

      Moz-

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  23. Primo giorno dell'esame di terza media mi sono svegliato alla mattina mi sono giusto lavato il viso... Non avevo lo smartphone per fortuna ancora non esisteva... Facebook e YouTube per fortuna di Dio erano ancora di là dal venire... Ho preso la mia indimenticabile bicicletta e sono andato al forno per il classico maritozzo con cioccolata...

    Non c'erano BUFFONI di YouTube che davano consigli!!!

    Era tutto naturale... Tornato dall'esame cartoni su Italia Uno e poi al mare...

    Oggi persino l'esame della terza media è uno spettacolo vergognoso!!!

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    1. Già l'esame di stato sembra essere diventato una laurea, con spumanti fiori vestiti ecc... tra poco succederà anche con quello delle medie, vedrai.

      Moz-

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  24. Ho trovato una cosa sconvolgente!

    Giusto per caso mi stavo informando sugli studenti di oggi

    Ho trovato questo video vomitevole

    https://youtu.be/qgn-MSpW3lo?si=3zZRQvakGmlFqjy2

    Cioè una ragazzina di 14 anni che suggerisce come monetizzare???

    Ma stiamo scherzando???

    I servizi sociali non intervengono???

    Ma i genitori quamto fanno schifo???

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    1. No, anzi spesso queste cose sono enfatizzate o minimizzate dai genitori.

      Moz-

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    2. Che squallore 😱 mi viene da rimettere!

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  25. Comunque esami terza media e esami di maturità sono due periodi completamente diversi della vita.

    Il maturando può guidare, votare, teoricamente anche essere sposato con figli di 1 anno circa.

    Un giovane adulto che può autogestirsi.

    Mentre il ragazzo di terza media si trova ancora nella bolla dell'infanzia o comunque appena lasciata e quindi ancora nel mondo dei sogni.

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    Risposte
    1. Esatto, le differenze sono tante ma proprio perché gli esami di maturità avvengono in quel periodo... sembra come se tutto ruoti attorno a loro, come se fossero uomini fatti e finiti

      Moz-

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    2. Su questo concordo però bisogna vedere la realtà le differenze sono gigantesche.

      Ma proprio questo rende magico il periodo della terza media proprio il fatto che i ragazzi non sono ancora corrosi dalla vita triste degli adulti.

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    3. Esattamente! Ecco perché io come mentalità sono fermo alle scuole medie :p

      Moz-

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    4. Io sono ancora traumatizzato dal cinismo dei giovani adulti di quinta superiore!

      Per darti un ordine di grandezza della differenza abissale.

      Marco Togni classe '85 è andato da solo in Giappone la prima volta dopo l'esame di maturità nel 2004 io in quell'anno avevo finito la terza media e in estate ero in pieno sogno diventare cuoco e sport USA...
      Al massimo giravo da solo per il mio piccolo comune tra spiaggia e casa dei nonni ero completamente libero di organizzare la giornata come preferivo rispettando sempre rigorosamente gli orari di pranzo e cena ancora non avevo preso una linea del bus da solo cosa che avvenne solo a settembre per andare alla scuola superiore assente nel mio piccolo Comune.

      Io ero un ragazzo di 14 anni Togni un giovane adulto che viaggiava in mondi lontani...

      Oggi 5 anni di differenza sono quasi nulla ma nella fascia del confronto del tuo post sono ordini di distanza misurabili solo in anni luce.

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    5. Ma queste differenze sono per tutti... anche io quando andai a Londra, 21 anni, pensai: qua ci sta gente che vive in una metropoli cosmopolita, io invece in un paesino di montanari ignoranti...

      Moz-

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    6. Io non parlavo di quello che hai detto 😅 ma della differenza abissale tra i ragazzi di 13-14 anni e i giovani adulti di 18-19 anni.

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    7. Bah, guarda... io ho a che fare proprio con questa fascia, sinceramente non sempre ci sono queste differenze. Il mio campo estivo, per esempio, ha una settimana per ragazze e ragazzi 13-18

      Moz-

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    8. Ma hai letto il mio messaggio scritto il 05/05/2026 alle ore 19:02:00?

      Perché non mi sembra proprio 😱

      Certo che possono stare assieme in un campo estivo ma sono due fasi della vita completamente diverse.
      Il fatto che possono giocare insieme e condividere momenti di socialità non toglie minimamente l'immensa differenza strutturale.

      Il diciottenne può fare viaggi intercontinentali da solo, andare a convivere, votare, guidare l'automobile il tredicenne dopo la terza media è appena uscito dall'infanzia 😅

      Anche io a 14 anni giocavo a calcio al mare o in piazza con quelli di 9-10 anni ma eravamo in fasi della vita completamente diverse.

      Il cervello di un ragazzo di 13-14 anni e 18-19 anni vivono e percepiscono il mondo in modo diverso.

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    9. Nella fascia 18-20 anni succede questo

      Si inizia a pensare al futuro, ai progetti universitari o lavorativi, alla proiezione della propria vita tra 5-10 anni.
      Quando non si vive più il presente e l'attenzione si sposta verso l'attesa del futuro il tempo inizia ad accelerare è questa la grande differenza con la fascia 13-15 anni età in cui si vive intensamente il presente e il futuro è qualcosa di lontanissimo.

      A 18-20 anni ormai abituati alla routine il cervello raccoglie meno informazioni

      "Perchè negli adulti il tempo sembra passare più velocemente rispetto ai bambini?
      Vi è mai capitato di guardarvi indietro e chiedersi: “Davvero è già passato un anno intero?” Se la risposta è sì, non siete soli. Con l’avanzare dell’età, il tempo sembra trasformarsi in un treno ad alta velocità: da bambini, un pomeriggio d’inverno sembrava durare un’eternità e l’estate era un’avventura infinita. Oggi? Basta un battito di ciglia e ci ritroviamo a comprare i regali di Natale. La sensazione che il tempo si velocizzi con gli anni non è frutto della nostra immaginazione: c’è una spiegazione scientifica precisa. Gli psicologi hanno scoperto che, crescendo, le esperienze nuove diventano sempre più rare. La routine prende il comando e, all’improvviso, intere settimane scivolano via come sabbia tra le dita. Il meccanismo che regola la nostra percezione del tempo si “inceppa”, per così dire. Alcuni esperti lo definiscono “effetto routine”, altri puntano il dito verso i cambiamenti biologici del cervello. Una cosa è certa: non si tratta di semplice nostalgia. Il cervello di un bambino e quello di un adulto elaborano il tempo in modi radicalmente diversi. È come se, con l’età, una lente invisibile deformasse la nostra linea temporale, comprimendo sempre più gli intervalli tra un evento e l’altro.
      Le neuroscienze hanno svelato un segreto affascinante: il tempo oggettivo dell’orologio e quello che sperimentiamo dentro di noi raramente coincidono. Il nostro cervello costruisce i ricordi come un regista monta un film: più scene memorabili ci sono, più il film ci sembra lungo. Il problema è che, da adulti, tendiamo a vivere seguendo lo stesso copione giorno dopo giorno. Risultato? Una settimana trascorsa tra lavoro, impegni e abitudini consolidate sembra evaporare in un istante. I ricercatori hanno sviluppato quella che chiamano “teoria della novità”: nei primi anni di vita, ogni esperienza è unica e lascia un’impronta profonda nella memoria. Crescendo, però, le novità si riducono drasticamente e il cervello inizia a catalogare gli eventi come “già visti”, archiviandoli senza troppa enfasi.
      Nell’infanzia, ogni giorno porta scoperte che amplificano la percezione del tempo
      Nell’adolescenza, l’esplorazione di sé stessi e del mondo dilata i ricordi
      Nell’età adulta, l’abitudine comprime i ricordi e “velocizza” le giornate
      Il paradosso è sorprendente: più esperienze accumuliamo, più il tempo sembra scorrere velocemente. L’orologio continua a ticchettare al suo ritmo invariabile, ma nella nostra mente le giornate sembrano accorciarsi sempre di più.
      L’età non è l’unico fattore in gioco: le emozioni hanno un ruolo cruciale. Le emozioni intense hanno il potere di dilatare il tempo, rendendolo denso, quasi tangibile. Che si tratti dell’euforia di un nuovo amore, del dolore di una perdita o dell’eccitazione di un viaggio in terre sconosciute, questi momenti sembrano “rallentare” il flusso delle ore. Al contrario, quando la vita si trasforma in una sequenza prevedibile di giorni tutti uguali, la memoria trattiene solo qualche flash, lasciando sfumare tutto il resto."

      Gruppo Meteofaenza Osservatorio Torricelli.

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    10. Sì, avevo capito cosa intendevi per le differenze.
      Ovvio che sia così, inizia una vera e propria fase di vita DIVERSISSIMA.
      Comunque, interessante questa cosa del tempo che passa veloce, le giornate velocizzate e tutto il resto: purtroppo verissimo, ci sfugge di mano e sembra che non abbiamo fatto niente e non ci siamo goduti niente. Ecco perché io vorrei sempre provare cose nuove e belle, anche se mi rendo conto che POCO mi resta impresso, sai?
      Non so come spiegartelo.
      Mi ricordo, di colpo, ad esempio, di aver visto un film magari un mese fa. Non mi resta nulla nella mente. Anche anime ecc (tipo mi sono ricordato oggi di aver visto diversi episodi di una nuova serie di Cutie Honey, solo perché ho dovuto editare un testo di Nagai per lavoro: ecco, è stata una visione che non mi ha lasciato niente, nel momento in cui ho spento la tele è svanita... :o)

      Moz-

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    11. Probabilmente dipende da quello che abbiamo detto.
      Con il passare degli anni le nuove esperienze si riducono drasticamente e quindi il cervello non registra più novità risparmiando energia.
      Da bambini e poi da adolescenti si vivono tante prime volte che rimangono impresse indelebilmente questa densità di emozioni dilata i tempi.

      Se vedo un orologio ormai mi sembra sciogliersi.

      Non si tratta di nostalgia ma di scienza.

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    12. Vero, però ad esempio il karate, novità per me (da due anni) è una cosa fortissima.
      Ci sono storie che ancora mi prendono un sacco, eh. Ma tantissimo altro lo dimentico immediatamente.

      Moz-

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  26. Siamo su livelli completamente diversi anche in proporzione.

    5 anni tra 13 e 18 anni sono un eternità.

    Da adulti non sono quasi più nulla ma tra 13 anni e 18 anni hanno un peso completamente diverso.

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