[CULTURA POP] generazioni a confronto


Vi lascio uno spunto di riflessione che va a collocarsi nel grande quadro delle discussioni sulla cultura nerd/pop.
Stavolta parliamo di generazioni.
Come sapete, per me il tempo è relativo e così mi ritrovo amici che vanno dai 18 ai 99 anni.
Ebbene, una sera stavamo guardando Festivalbar Story con spezzoni musicali dai primissimi anni '80 fino ai primi anni 2000. Con me c'erano anche due amici piuttosto giovani: una ragazza del 1997 e un ragazzo del 1998.
E quando passavano in tv i momenti con Non m'annoio di Jovanotti, o The rhythm is magic della D'Ubaldo, mi chiedevo e chiedevo loro: come vi sentite a guardare delle cose che sono successe solo l'altroieri e che io ho vissuto, ma voi no?
La questione è che comunque loro oggi sono grandi, praticamente adulti: sono io che sto invecchiando. Ma da qui nasce una serie di riflessioni su televisioni, fumetti, generazioni...

Penso che noi più "vecchi" siamo stati fortunati.
Ma prima di passare alla fortuna, è bene riportare le risposte dei due miei amici al mio quesito.
Per loro è normale, non ci vedono nulla di strano -dicono- a guardare cose del, chessò, 1993.
Sì, fa sempre un po' brutto sapere che magari guardi Pulp Fiction, che è comunque un'opera contemporanea, con chi non era neppure nato quando il film uscì nelle sale.
Ma dopotutto, anche noi abbiamo sempre visto film e telefilm dell'epoca precedente, dell'epoca dei nostri genitori.
E da qui mi ricollego al discorso sulla fortuna.

Noi che abbiamo vissuto il boom delle tv, specie quelle private e regionali, ci siamo trovati con ore e ore di programmi vecchi e nuovi.
Library pressoché infinite che pescavano sin dagli anni '50, permettendoci di conoscere, in un unico calderone, prodotti che vennero creati nell'arco di quarant'anni. Senza distinzioni.
Vedevamo il telefilm di Batman del '66 e la serie animata di Batman del 1992.
Le Taratarughe Ninja con Lassie e Furia.
I corti di Tom & Jerry con He-Man.
Sailor Moon e Orange Road con La principessa Zaffiro e Doraemon. Goldrake con Evangelion.
Charlie's Angels e X-Files, Bayside School, A-Team.

Stessa cosa per i fumetti.
Se oggi un fan dei manga (spesso un giappominkia) potrebbe non sapere nemmeno cosa siano Lamù o City Hunter, noi abbiamo avuto tutto e insieme. Fumetti nuovissimi e antichissimi, sullo stesso scaffale in edicola.
Leggevamo il nuovo Inuyasha con Ranma 1/2, Dragon Ball con Arale, Berserk con Ken il guerriero.
Le nostre riviste parlavano di tutto questo, fino ai primi anni 2000.
Le nostre tv trasmettevano tutto questo, fino ai primi anni 2000.
Potrei dire lo stesso anche dei videogames: avevamo la Playstation ma anche ancora le sale giochi con gli arcade del passato. Insieme.



Poi qualcosa è successo, e da lì davvero è cambiato tutto.
Una divisione generazionale.
Che, sì, è come dicono loro: non c'è nulla di strano nel guardare cose vecchie. Ma le cose vecchie non le hanno più sotto gli occhi, sempre.
Oggi i canali tematici hanno creato delle nicchie, non spingono più alla conoscenza a 360° ma a visioni settoriali e mirate.
Le riviste sono sparite quasi del tutto e forse solo i vecchi magazine online tengono ancora fede a quel sentimento.
Insomma, il calderone "senza età" non c'è più.
Il divario generazionale è questo.
Come se ci fosse stato un restart che tende a non far conoscere il passato alle nuove leve.
E per me è inconcepibile. Per fortuna che poi esistono opere aggreganti, dove l'aggregazione è proprio transgenerazionale perché guarda al passato.
Voi cosa mi dite a riguardo?

gli altri articoli sull'argomento:

91 commenti:

  1. Ma ne parlavo ieri con l'amico di mia figlia e gli dicevo proprio che per la mia generazione che ha visto nascere i manga è difficile approcciarsi a quella nuova. Anche solo a livello stilistico, per non parlare poi di quello narrattivo!
    Sono rimasta indietro ben consapevole di rimanere indietro verso la muova generazione di manga.
    È così che si invecchia no?
    Per fortuna mi rifaccio su altro 😅

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    1. Ah! Ieri sera Zariga ero io! 😅

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    2. Uhh Zariga...! Ma coa mi inviavi? Una richiesta di entrare in diretta con me XD
      Comunque: anche io sui manga sono indietro. Solo sui manga.
      Quelli attuali, salvo rari casi, proprio non mi attirano: né come storie, né come stile.

      Moz-

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    3. ho capito dopo che era una richiesta di diretta 🤣 però adesso lo sappiamo 😅

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    4. haha! Comunque non sei stata l'unica :D

      Moz-

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  2. Bell'argomento Miki.
    Sono curiosa di leggere le varie opinioni generazionali.
    Oggi vedo enormi differenze da ieri, nel settore conoscenza e confronto, tra passato e presente.
    Ieri si leggeva tanto di piu. La tv aveva ancora poco da mostrare del passato ed ecco il motivo per cui, forse, si mescolavano rubriche e film per tutte le generazioni e noi (allora giovani) guardavamo ed sssorbivamo di tutto senza differenze.
    Oggi è la volontà è l'intelligenza curiosa del ragazzo che vuole conoscere ad avere la meglio. Saranno forse in pochi ma avranno maggiore crescita per me. Mai si dovrebbe andare solo verso un unico settore d'interesse.
    Finisco qui. Però questo è un argomento dai vari risvolti di pensiero, c'è tanto da dire ma lascio spazio agli altri. Un forte abbraccio e buon Martedì.

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    1. Infatti, forse oggi la gente deve cercarsele le cose.
      Perché la tv non è più tale, in primis.
      Però vedo un netto sbarramento tra passato e presente, infranto solo da poche opere che -guardacaso- hanno successo: vedi Stranger Things :)

      Moz-

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  3. Riflessione interessante, che forse spiega ancora di più perché ho abbandonato la televisione, grazie alla rivoluzione del digitale terrestre (da me ovviamente arrivato ai limiti del tempo massimo, come gas metano e adsl) che ha sconvolto le mie abitudini. Il fisiologico ricambio generazionale dei presentatori ha dato un'altra mano in tale senso...

    Anche in radio non è più la stessa cosa: fatico a trovare emittenti che alternino brani del momento ad altri degli anni Ottanta e Novanta... Sto però escludendo le radio 50% musica e 50% pubblicità, lì forse è diverso? Non credo.

    Sul fronte fumetti, forse non è tutto come dici: se non si trovano ristampe, ci sono sempre le vie dell'usato per scoprire fumetti dimenticati. Ma, appunto, forse in quanto dimenticati, restano ignorati dalle nuove generazioni.

    C'è un oggetto che misura il mio disagio in questo contesto: l'ennesimo televisore 4:3 a tubo catodico lasciato vicino un bidone della spazzatura. Simbolo di rassegnazione, immemori che gli LCD e i plasma full HD 16:9 furono tirati fuori per offrire un "mondiale come non l'avete visto mai"... E poi, su quegli stessi televisori, nemmeno trasmettere tutte le partite del calendario mondiale. E noi adulti ce ne restiamo a guardare passivi, cosa pretendiamo dalle nuove generazioni, se questo è l'esempio che diamo?
    Spero che Italia Cult trasmetta rigorosamente in 4:3 senza deformare i fotogrammi a 16:9, almeno questo...

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    1. Purtroppo se le produzioni sono state rimasterizzate, alcuni show si vedranno con le "bande nere", vedi la replica di È quasi magia Johnny ora su Italia 1...
      Quanto alla tecnologia, io non sono contrario: le tv di oggi sono uno spettacolo e ci godiamo al massimo anche le robe antiche.
      Ma appunto, basta non dimenticarle, le robe antiche.
      Qualche speranza c'è, visti alcuni sequel ottimi (Cobra Kai) e show in stile (Stranger Things). Ma appunto, bisogna spingere la gente anche a riscoprire il passato.
      Quando è arrivata Disney+ in America, a diventare trend topic è stato Darkwing Duck e non il nuovo telefim su Star Wars. Spero la dica lunga su qualcosa :)

      Moz-

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    2. Le bande nere laterali non mi danno noia, ho sopportato per decine di anni le bande nere orizzontali dei film. 😉

      Un prodotto del passato più di tanto non puoi godertelo perché i fotogrammi originali non sono in alta definizione... Bisogna agire con dei software per ricreare i "pixel mancanti" tra quelli originali, ma a quel punto per me non è più lo stesso film. Oppure si rimasterizzano in 16:9 tagliando le immagini sopra e sotto, ancora peggio!

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    3. Non so come funzioni, ma ho visto la versione restaurata di Johnny ed è motlo fica... credo siano semplicemente i master ripristinati in altissima qualità :)

      Moz-

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    4. Preferisco le bande nere laterali piuttosto che dei crop sopra e sotto all'immagine.
      Sul lavoro di rimasterizzazione dell'immagine posso segnalare un capolavoro che sono i bluray di UFO, la serie di Gerry Anderson papà anche di Spazio 1999.
      Il rapporto è rimasto 4:3, ma con una definizione dei particolari stupefacente per una serie tv anni 70.

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    5. Ecco, iem per la serie Batman del '66, dove finalmente grazie alla definizione... si vedono i baffi di Romero XD

      Moz-

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    6. Tutto l'impegno di quel disgraziato truccatore.... rovinato. Povero XD

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    7. Già quei baffi del bluray di cui avevamo già parlato. Sono i pro e i contro dell' alta definizione. Da una parte aggiunge i particolari, ma dall' altra rivela anche troppo. Come i cavi che reggono le astronavi ne la Guerra Dei Mondi degli anni 50, che ora si vedono benissimo.

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    8. Già, esatto: i pro e i contro.
      Ci vorrebbe sai cosa? Una sorta di modalità tubo catodico anche per i bluray :)

      Moz-

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  4. Un plauso per l'argomento. Sempre al top, Moz!
    Come ho spesso ribadito, io lavoro a stretto contatto con ragazzi di varie fasce d'età perciò mi sono fatto un'idea di base sul concetto di generazione.
    Penso che noi, i millennials, abbiamo vissuto l'era del boom televisivo e dell'invasione nipponica dei palinsesti televisivi per quanto riguarda i cartoni animati. Collezionavamo e giocavamo con pupazzi e costruzioni Lego, c'era chi aveva la PLaystation, chi il Nintendo e chi (come me) una consolle scrausa con 1000 giochi tutti uguali. Era facile farci appassionare a quel mondo e ricevere da quello stesso mondo una base culturale che oggi ci portiamo dietro con orgoglio e malinconia.
    I ragazzi di oggi sono molto diversi da come eravamo noi. Più maturi sotto alcuni aspetti, ma anche molto più infantili sotto altri. Il mondo in cui vivono è veloce, troppo veloce, per potersi appassionare profondamente a qualcosa che appena diventa di moda è già vecchia. Se il leit motiv è la velocità non mi stupisce che si preferiscano gli schermi alla carta stampata, le serie TV con episodi slegati tra loro rispetto a quelle più impegnate: si cerca il risultato senza la fatica per ottenerlo. So che può sembrare una critica aspra ma, fidatevi, non lo è. I ragazzi di oggi muovono la mente in un modo che per molti di noi è assurdo e che spesso porta a pregiudizi esagerati: se noi abbracciavamo un argomento nella sua totalità (cartoni animati, ad esempio) loro sono molto più selettivi(ne scelgono uno o al massimo due).
    Chiudo con un aneddoto.
    Un ragazzino di 13 anni che conosco mi ha consigliato di vedere Il Collegio, Rick & Morty e Bojack Horseman. Conoscevo tutti e tre i prodotti ma non mi avevamo mai attirato più di tanto. Ho dato loro un'occhiata e poi ho chiesto al ragazzino perchè gli piacessero. Mi ha fatto un'analisi dei motivi per cui guarda questi show che io, alla sua età, non sarei mai stato in grado di fare.
    Più che di scontro generazionale a me piace pensare ad arricchimento generazionale. Gli uni dagli altri.

    P.S. Al ragazzino ho consigliato di vedere Siamo Fatti Così per ripassare Scienze.

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    1. Giusto per non escludere la possibilità, hai considerato che l'analisi che ti ha fatto può averla letta su internet ripetendola a pappagallo? E se non lui in particolare, per 100 altri è così.

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    2. Lavoro con i ragazzi da dieci anni e la possibilità l'ho considerata eccome. L'ho esclusa subito perchè dubito che su internet ci siano delle analisi scritte in romanesco stretto, completamente sgrammaticate e piene di giudizi personali fin troppo riconoscibili. Soprattutto dubito che un ragazzino dislessico possa aver letto, compreso e imparato qualsivoglia scritto di natura tecnica.

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    3. Quello che volevo far notare, è che per quanto io abbia conosciuto ragazzi e bambini di grande intuito, intelligenza e capacità di introspezione (e ci sono sempre stati), c'è una differenza fra prima ed adesso. La differenza è che le opinioni oggi possono essere molto molto influenzate da quello che dice questo o quello (ad esempio) youtuber. E' la celeberrima situazione dove "se lo dice lui che è sullo schermo, sarà vero" e che poi diventa una specie di verità accettata dalla massa. E la massa non è tutta dotata di grande intuito, intelligenza e capacità di introspezione, tutt'altro (ed è sempre stato così).
      In sostanza quanti hanno veramente ragionato un proprio giudizio personale e quanti invece stanno semplicemente ripetendo l'opinione comune che si è creata e partita da un singolo tizio sul tubo?

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    4. Sollevate una questione interessante.
      Dunque, come saprete, anche io ho a che fare con i giovanissimi (dai 12 in su).
      Ho conosciuto ragazzi davvero profondi, altri davvero sensibili, e altri profondi e sensibili ma che mascherano il loro potenziale dietro una patina di superficialità e cazzeggio.
      Con uno di loro parlo sempre di musica, è patito di gruppi anni '80 e primi '90 (tipo Nirvana ecc) e si vede che va a ricercarsi cose che non gli appartengono, per generazione.
      Altri adorano Stranger Things e, per come me lo descrivono, si vede che è farina del loro sacco.
      Idem due diciottenni che stanno leggendosi Berserk, Batman e Conan il Barbaro.
      Inutile dire che magari proprio questo mondo veloce e (come dice Alex) fatto di youtuber... abbia spinto i ragazzi a essere molto più "smart", a mettersi più in mostra e quindi più in gioco.
      Magari anche solo in forma diversa rispetto a noi... :)

      Moz-

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    5. Alex, sul tema Youtube ti do ragione in pieno. Mi capita spessissimo di veder dimostrato il teorema "se lo dice lui" e io ne faccio una questione di responsabilità. Chi ha decine di centinaia di iscritti diventa automaticamente responsabile delle informazioni che da e del modo in cui le da. Non me la sento di accollare tutto sulle spalle dei ragazzi perchè il loro senso critico è in fase di maturazione. A noi dicevano di non credere a quello che ascoltavamo in TV, oggi il paradigma è mettere in discussione quello che passa in rete.

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    6. @Mick
      Si esattamente. I ragazzi sono influenzabili per definizione (ognuno in varia misura), anche quelli che sono un gradino o due sopra la norma: come giustamente dici sono ancora in maturazione o come dico io, manca ancora loro esperienza di vita necessaria.
      In questo secondo me c'è un bombardamento molto più serrato (sia come mole che come frequenza) rispetto alla TV dei tempi nostri, quindi secondo me bisogna osservare bene e distinguere chi è un "articolo genuino" come il ragazzino che hai citato e chi invece lo sembra e basta solo perchè ha assorbito parole e pareri altrui al posto di produrne di propri.

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    7. Esatto, il dramma per noi era se lo diceva la tv, ma almeno era gente con un minimo di competenza (non sempre, ma...). Oggi il più ritardato degli stolti si apre un canale YT, fa una cazzata, prende followers e parla di grandi opere.

      Moz-

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    8. Ottimo post, Moz, e lo commento da qui perché la discussione aperta da Mick è molto interessante.

      Io sono dell' 86 e, guardando il mondo moderno e ripensando a quello degli anni '90 (visto che degli '80 ne ho vissuti "solo" quattro), penso che la questione principale ricada anche nella velocità e nel distaccamento generazionale.

      Il fatto che divinizzino gli Youtuber e i personaggi famosi di oggi (spesso della loro età ma comunque giovanissimi) è un modo per creare una loro èra, staccandosi dalla "mania degli anni '90".

      Oggi, poi, grazie alla tecnologia i giovani sono realmente più informati e più arguti di noi: avete mai esclamato, vedendo certi ragazzini (minorenni) di oggi «Io alla tua età giocavo ancora con i pupazzi?».
      A volte mi domando se non sia sbagliato anticipare l'età adulta.

      Ricordo quando alle elementari dovetti fare una ricerca sugli aztechi e andai alla biblioteca: firmai, chiesi dei libri, mi misi a leggere, poi scrissi qualcosa e poi feci delle fotocopie. Ma noi leggevamo tutto di quel po' che trovavamo mentre oggi, di tutto ciò che hanno a disposizione, quanto ne leggono?

      E poi gli over40, over50, over60 che, per star al passo dei giovani e non sentirsi più stupidi e meno informati, tentano di accelerare la loro formazione.

      Noi dovremmo accettare che quegli anni sono passati e non torneranno più mentre la nuova generazione dovrebbe capire che è la tecnologia ad esser veloce, non l'essere umano. Non ho tanto a che fare con ragazzini ma mi è parso di intuire che lottino tra di loro in maniera spesso troppo eccessiva: o lottano a chi è più idiota (con azioni violente o pericolose per sè e per gli altri), o a chi è più colto. In quest'ultimo caso mi capitò di leggere guerre verbali su YouTube (e dapprima di G+) dove facevano competizione per chi fosse più informato su un manga, o un anime, e persino sulla vita di uno YouTuber.

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    9. Ciao Dan!
      Quanto hai ragione: la velocità ha portato a lotte di stupidità e a lotte per affermare l'intelligenza.
      Oggi non c'è tempo per niente, nemmeno per leggere.
      Anche io ricordo ore e ore sulle enciclopedie. A fare ricerche, a selezionare cosa scrivere.
      Oggi si fa copia/incolla dal web, e lo so per certo.
      Non si rielabora.

      Moz-

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    10. Credo di poterti rispondere: si, è sbagliato anticipare l'età adulta.
      Lo sviluppo psicologico segue fasi ben precise ed ha i suoi tempi: accellerare è un pò come giocare d'azzardo, non c'è un risultato preciso perchè dipende da individuo ad individuo.

      Quando ci penso mi viene in mente quando studiavo la vita medievale e c'era un certo parallelismo anche se le cause erano differenti. Il risultato però era più o meno lo stesso: giovani costretti a diventare adulti molto in fretta, indistintamente dalla classe sociale. Il risultato è che si avevano individui magari poco più che ragazzini a dover prendere decisioni da adulti, erano considerati tali e nella posizione di averne il pieno potere: mettereste per esempio un quindicenne al comando di 4000 uomini in armi? Penso proprio di no ma è invece proprio quel che era normale all'epoca che succedesse: vi lascio immaginare tutte le possibili conseguenze, perchè restavano ragazzini, con le loro crisi, con gli ormoni e tutto. Ma si trovavano con più responsabilità di quelle che sarebbero stati pronti a gestire.
      Tutto questo papiro per dire che l'accelerare l'età adulta ha anche il pericolo di far percepire i ragazzi come più responsabili di quel che possono essere e di far dimenticare che sono ancora giovani (non parlo di non responsabilizzarli. Dico di non fare l'errore di considerarli già come adulti solo perchè sembrano più smaliziati)

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    11. La vedo esattamente come te, Alex.
      Terribile il fatto che si cresca prima.
      Anche perché appunto si bruciano tappe necessarie e fondamentali, oppure si mixano con quelle che dovrebbero avvenire in futuro.
      Penso anche alla scoperta della pornografia (e quindi, del sesso). Oggi chiunque a qualunque età ha uno smartphone per andare su YouPorn, con tutto ciò che ne consegue.
      Già eravamo confusi noi a 12-13 anni con le prime riviste... figuriamoci i giovanissimi.

      Moz-

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    12. Condivido pianamente la critica all'anticipare l'età adulta. Io ricordo di aver avuto delle responsabilità a 12 anni ma ero pur sempre un ragazzino e in quanto tale mi si lasciavano commettere degli errori e ne subivo spesso le conseguenze. Oltre a bruciare le tappe, la velocità con cui alcuni pretendono di crescere, toglie loro gran parte della bellezza e degli insegnamenti che derivano da fallimenti, rifiuti, errori, frustrazioni. Ripeto: oggi si cerca il risultato facile, immediato e spesso preconfezionato da qualcun altro.

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    13. Assolutamente.
      Infatti non ho idea di come sarà questa iGeneration (o Generazione Z) nell'immediato futuro.
      Ma secondo me, saremo noi Y a doverci accollare le questioni e risolvere tutto, come veri badass degli anni '80 che spuntano fuori nei momenti critici dei film XD

      Moz-

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    14. Eh si, concordo pienamente con voi.
      Mamma mia Moz, mi hai fatto tornare in mente gli striptease delle tv private di quando ero ragazzino. Non sono solito fare commenti del genere ma... tanta roba XDXDXD

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    15. Comunque mi preparerò allora ad elargire consigli in stile Jack Burton dal vecchio Pork Chop Express (Jack Burton primo podcaster della Storia, tra l'altro XD)

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    16. Ahahaha! :)
      Ma sì, saremo noi poi i saggi, i maestri e anche maestri d'azione :)
      Oh, viva i programmi erotici di quel periodo :)

      Moz-

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    17. Non mi ci vedo tantissimo in versione saggio.... speriamo bene

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    18. Eheh, ci toccherà volenty o nolenty (rigorosamente con la y) :)

      Moz-

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    19. Rileggo dopo un giorno, e fioccano altri commenti con altri argomenti interessanti! :D

      Per Moz
      Il fatto che i giovani di oggi « mixano con quelle che dovrebbero avvenire in futuro » è verissimo: alla fine non sono né adulti, perché non ne hanno la maturità, né ragazzini perché si sentono adulti e se li tratti da ragazzi ti rispondono dietro.

      D'accordissimo sulla pornografia: forse molti non ci fanno caso ma, quando scopri il sesso, perdi "l' innocenza" e inizi già a cambiare certe mentalità. Cambiarla a 8 anni (visto che a quest'età hanno già uno smartphone e già si connettono su internet), mi sembra precoce. Non erano meglio i cataloghi di Postal Market o le Televendite Dimapant? XD

      Alex
      Tu mi hai ricordato "L' Emile" di Rousseau, un pensatore che viene sottovalutato ma che ha anticipato tante cose nei suoi libri. In una parte del libro ricordo parlò del vizio di rendere adulti i bambini. Descrisse i bambini vestiti da adulti e trattati da adulti e li paragonava a frutti acerbi colti prematuramente.

      Pensiamo anche al fatto - non meno importante - che oggi i ragazzini hanno lo scettro del comando in mano: non chiedono, ordinano; non desiderano, vogliono; non sognano, esigono.

      Per Mick: d'accordissimo. I fallimenti e anche i paletti degli adulti servono. C'è una grande differenza dall' ordinare al genitore che esegue al subire un ordine e tirare fuori l'orgoglio per ribellarsi (ma in modo sano) e scoprire il mondo da soli.
      Mi è venuto in mente un paragone che feci tempo fa su tre generazioni, ponendole sul piano scolastico-educativo: i nostri padri/nonni, quando si comportavano da "teppistelli", venivano picchiati dai maestri e, se il genitore veniva a saperlo, gli dava anche il cosiddetto "resto" (il resto delle vecchie 1.000 lire :°D); noi abbiamo dovuto rispettare i maestri e i genitori spesso senza percosse; oggi, invece, sono i genitori, sotto richiesta/supplica dei figli a picchiare i maestri anche se questi hanno ragione.

      Moz
      « Ma secondo me, saremo noi Y a doverci accollare le questioni e risolvere tutto, come veri badass degli anni '80 che spuntano fuori nei momenti critici dei film XD »

      ahahahahah mi sa proprio di sì...

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    20. Idea per Moz: prossimo articolo "Le televendite/riviste "porno" degli anni 90!" XD

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    21. Daniele, sai che le televendite sono state uno dei primissimi post del blog? Proprio tra i primi cinque, l'inizio dell'inizio :)
      Vero, meglio fantasticare coi cataloghi PostalMarket. Oggi invece c'è tutto pronto e perdi anche quel brivido di riportare vhs, riviste e quant'altro a casa, di nascosto...


      Moz-

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    22. Davvero? Linkami l'articolo! Probabile che, quando apristi il blog, neanche ti conoscevo. Magari mi spulcio anche tutti gli altri primissimi post.

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    23. Ahaha, stai per risalire al secondo giorno di vita del Moz O'Clock: 17 novembre 2006!
      https://mikimoz.blogspot.com/2006/11/con-lo-spalmatore-incluso-nel-prezzo-in.html
      Non credo ci si conoscesse, all'epoca... :)

      Moz-

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  5. Non andrò molto lontano 😲 per cui partirò soltanto dal Medio Evo, periodo in cui l'Italia è cominciata a crescere culturalmente e artisticamente, con la nascita di "geni" in ogni settore. Poi, da allora ai giorni nostri c'è stato un lento e costante declino. Man mano che la tecnologia avanzava, diminuiva la capacità nell'uomo di mostrare una propria identità sociale. Credo sia per questo che ogni generazione guarda e ammira quella precedente. Dobbiamo solo sperare che questa tendenza si inverta al più presto 😁

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    1. Io penso che negli anni '80, al di là del revival anni '50-'60, si ammirava -da veri edonisti- la generazione di quel momento XD

      Moz-

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  6. Ottima riflessione, ho una collega che ogni tanto mi chiede qualche film per la figlia, normalmente roba della Pixar. Diciamo una mamma molto attenta al contenuto dei film, una di quelle da cento domande: ma è violento? Ci sono scene che potrebbero farle paura? Il solito insomma. Qualche settimana fa mi ha chiesto se potevo prestarle “Pulp Fiction” perché la figlia voleva vederlo, al che ho realizzato che la figlia ormai ha 14 anni, che io “Pulp Fiction” l’ho visto quando ero anche più piccolo, ma era un film nuovo, non un titolo conclamato. Mi sono sentito tutte le rughe sulla faccia, non sono gli anni, sono i chilometri (Cit.). Cheers!

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    1. Ahaha, secondo me la signora ti ammazzerà, anche ora che la figlia è grandicella XD
      Ma hai ragione, non sono rughe, sono chilometri.
      A me fa strano pensare che frequento gente non ancora nata all'epoca del primo film di Tarantino... che per me è proprio l'altroieri, una cosa modernissima.

      Moz-

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  7. Moz, io potrei essere tua mamma...mi capita con le canzoni, Miki le trova tristi, io le trovo bellissime...eppure quando le ascoltiamo insieme poi lei le canticchia... Hai ragione le riviste non parlano più della mia generazione...Mi sento vecchia...Ma mi piacerebbe ritornare indietro nel tempo, almeno ai diciotto anni...Ciao Valeria

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    1. Si può sempre fare... c'è tutta una sottocultura retronostalgica in fermento!
      Dai, il dialogo è possibile :)

      Moz-

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  8. Disamina perfetta, oggi non si vuole far conoscere il passato ai giovani e questo modus operandi non è solo applicabile al "tuo settore" ma anche alla realtà tout court. Forse è proprio non dando loro una visione a 360° che viene loro impedito di avere una capacità critica più ampia e meno a compartimenti stagni. Lo so, tu stai parlando di fumetti, serie tv e cartoni, ma è proprio da lì che si parte in questo tipo di operazione. È vero noi abbiamo vissuto un momento storico incredibile, ma i giovani oggi hanno internet e possono (potrebbero) ricercare tutto quello che vogliono avendo molte più chance di noi all'epoca di fruirne liberamente, comodamente e nei momenti a loro preferiti. Il problema è che vengono fatti crescere con un disinteresse verso il passato come se non ci fosse mai stato nulla prima di loro (o almeno nulla che meriti la loro attenzione ed il loro interesse) ed il non conoscere il passato, in ogni campo, anche quello tuo, è negativo e limitativo. Trovare giovani che cmq si interessano senza pregiudizi anche a canzoni, telefilm, cartoni, e tanto altro anche solo di un recente passato, è una rarità.

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    1. "oggi non si vuole far conoscere il passato ai giovani" o lo si vuole riscrivere: c'è anche questo.
      Ottimo commento, sono d'accordo con te.

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    2. Verissimo.
      Ogni tanto succede che delle opere puntano a far conoscere il passato, essendo esse stesse retronostalgiche.
      Non tutto è davvero perduto, per me dopo questa parentesi presente/futuro, peraltro maldestra, si tornerà a una cultura del passato molto più strutturata. In ogni campo.

      Moz-

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  9. E' una cosa che spesso sottolineo come premessa quando parlo degli anni 80, ovvero "sono cresciuto in un periodo dove c'era tutto e da tutti i tempi".
    Ed a conti fatti è la spiegazione con la quale demolisco chi salta su a dirmi le solite balle quando affermo di saper valutare certe cose meglio di un giovane. Io sono cresciuto con vecchio e nuovo insieme, ho assorbito decenni di stili e modi di raccontare, filmare e recitare tutti insieme, quindi eccome se so valutare meglio: il mio bagaglio è estremamente più ampio ed eterogeneo, così come i metri di paragone che posso usare. Quindi le zucche che non posso, anzi... muti ed ascoltate XD

    Conosco un ragazzo che ha da poco fatto i 18. E' molto consapevole ed appassionato di Storia, quindi non è proprio l'adolescente tipico ma va beh... Fra le cose che gli piacciono c'è un coso che si chiama Code Geass e me ne ha parlato spesso, così un paio di anni fa gli ho consigliato Gundam, quello classico di "Peter Rei" dicendogli "se ho capito bene com'è Code Geass, prova a vedere questo, ti piacerà". La settimana dopo mi dice che lo ha visto, è a metà e che non si aspettava che già negli anni 80 facessero roba di quel livello. Ha ammesso che l'animazione è quel che è (ed è vero) ma la storia spacca il culo ai passeri.

    Le "teste" in grado di recepire ed apprezzare ci sono ancora, solo che oggi la tavola culturale e mediatica dalla quale mangiare è apparecchiata veramente male.

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    1. Ti copio quel che avevo scritto parlando di Fantaman, dove ero entrato in un discorso simile parlando di come Fantaman potrebbe apparire datato.
      "La cosa bella di quei tempi è che sulle nostre tv coesistevano cartoni animati creati anche con decenni di distanza l'uno dall'altro, con stili, animazioni e disegni vetusti insieme a quelli più recenti e dettagliati: questo ci faceva snobbare quelli vecchi? No, sticazzi. Per noi erano tutti cartoni che erano lì in quel preciso momento e sebbene saltasse all'occhio che c'erano quelli disegnati meglio ed altri peggio (si era bambini, mica rincoglioniti), non ci sarebbe importato una ceppa conoscerne l'età: le storie erano appassionanti, l'atmosfera buona ed i personaggi catturavano l'immaginazione e questo bastava."

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    2. Vedi? Le vecchie generazioni non sono poi così male.
      Anche io non ho mai trovato ritrosia quando ho consigliato qualcosa.
      Se glielo metti sotto il muso, lo leggono/vedono/ascoltano volentieri.
      Forse -e mi ricollego alla postilla fantamaniana- è che oggi lo standard ha superato quasi del tutto una certa soglia, assestandosi su livelli diversi dal passato (cgi, ma anche sceneggiature e modo di raccontare).
      Ecco perché oggi non coesistono più decenni di prodotti...

      Moz-

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    3. Indubbiamente si, lo standard è stato fatto cambiare e non la ritengo una cosa particolarmente positiva visti i risultati (anche perchè se fosse positiva non staremmo nemmeno qui a parlarne, altrimenti XD).
      Lo standard è cambiato, ma in diverse cose non significa che sia migliorato.
      Tuttavia io penso che se avessero continuato a trasmettere roba normalmente tutta insieme la gente l'avrebbe comunque vista. Anche oggi se tu mi metti un cartone americano di merda di adesso e finito quello in palinsesto mi metti.... toh, Getter Robot, lo guardano. Non è che cambiano canale.
      Ecco perchè io non sono troppo entusiasta riguardo i canali tematici: possono andare bene per me che so di e cosa dover cercare, ma per nuove generazioni che non sanno che esistevano certe cose sarebbe meglio come hai ben detto tu, metterglielo sotto il muso in mezzo alla roba moderna.

      Adesso non so se sarebbe possibile una cosa del genere, perchè per esempio ci sono troppi canali, è tutto troppo spalmato, è tutto troppo... uguale. Mi è capitato di riguardare la tv di recente dopo anni e mi sono rotto i coglioni subito: tremila canali e tutti a trasmettere gli stessi quattro o cinque tipi di format.
      L'unica speranza siamo io, te e tutti gli altri che tentano di diffondere questa cosa XD

      Ah, una cosa simile a quella che descrivo la fanno su SuperSix: partono con Inuyasha, poi la Corazzata Yamato nuova ed infine gli Astrorobot. Roba vecchia e nuova ma funziona, non stona XD

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    4. Infatti, non è per forza positiva.
      Però ci sono dei casi in cui le cose hanno funzionato, vedi la Disney che dopo qualche cosa troppo legnosa è andata di capolavori come Coco.
      Sulla tv moderna hai ragionissimo: c'è una scelta infinita eppure pressoché uguale.
      Non c'è un cazzo, effettivamente, da guardare... perché c'è troppo.
      Ci vorrebbero più reti come SuperSix ;)

      Moz-

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  10. Non sono molto ferrato in tema di tv e cartoon, mai stato troppo appassionato del piccolo schermo. Però credo che ci sia un aspetto da considerare: il salto tecnologico. Se quando ero ragazzino io l'animazione contemporanea era pressoché identica a quella di vent'anni o trent'anni prima, oggi non è più così: il digitale ha stravolto un po' tutto e le differenze all'occhio sono molto più evidenti. Quindi ci sta che un cartoon degli anni Ottanta per un ragazzino cresciuto nei 2000/2010 risulti visivamente molto più datato di quanto a noi risultasse uno degli anni Cinquanta.
    Questo senza andare a considerare il montaggio che immagino abbia anch'esso subito dei cambiamenti radicali, ma non conoscendo i prodotti di oggi non ho modo di valutare quanto impatto possa avere avuto.

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    1. Eheh, vedi? Siamo in sintonia: ho appena espresso lo stesso concetto proprio qui sopra.
      Oggi un'amalgama è impossibile. Ai tempi nostri le cose in grafica computerizzata erano futuristiche ma rientravano tutte nella normalità. Oggi non è così, anche per come viene gestita la regia, la sceneggiatura e via dicendo...
      Però ripeto... come si spiega il successo di opere come Stranger Things?

      Moz-

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  11. Proprio qualche settimana fa giravo per una fiera con il solito amico Filippo, che è più grande di me, ma anche assieme ad un fumettista..gli mostravo i vari giocattoli e altro vintage in vendita ma vedevo che certe cose non le coglieva, poi mi sono ricordato che è nato nel 1990!

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    1. E pensare che comunque chi è nato nel 1990 ha vissuto almeno lo strascico della golden age del nerdismo...!

      Moz-

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  12. Ho un collega del 1986 e quando entrò a lavorare mi sorprese il fatto che considerasse tutto quello accaduto prima della sua nascita come poco interessante e noioso. Fortunatamente, col tempo, ha cambiato atteggiamento perché, ti giuro, Moz, era da prendere a scoppole sulla nuca dalla mattina alla sera.

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    1. Eh, avresti dovuto farlo.
      Ci sono delle perle nel passato che oggi non sono manco immaginabili.
      Penso alla musica, dagli anni '50 ai '70... *___*

      Moz-

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  13. Semplicemente penso che più vado avanti, più sia assolutamente utile e necessario conoscere il passato in senso generale, purtroppo questa nuova generazione sembra già essere oltre, forse troppo, in un futuro che non promette benissimo..

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    1. Cazzi loro, mi sa.
      Alla fine noi, generazione sfigatissima, avremo la nostra rivincita su tutto e tutti :)

      Moz-

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  14. Io ho quasi l'età della ragazza del 97 (ho 23 anni) e anch'io non ci vedo nulla di strano a guardare film, programmi del passato (come hai visto sul mio blog, oggi ho pubblicato la recensione di Vacanze Romane del 1953). La nuova generazione sbaglia a focalizzarsi solo sul presente, è molto interessante conoscere il passato anche se alcuni cartoni o film sono un po' datati. 😊

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    1. Ecco, il bello è che noi (intendo noi della mia generazione) non consideravamo nulla davvero datato.
      Tutto era figo, ricordo che guardavo pure i corti di Stalio e Ollio in b/n, oltre che Le simpatiche canaglie sempre in b/n, assieme ai cartoon di Felix, Betty Boop e i Caroselli in b/n. E con loro, tutte le cose contemporanee^^

      Moz-

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  15. Ed aspetta di veder crescere la generazione Tik Tok.
    La tua disamina mi trova d'accordissimo, ma è anche vero che allora la televisione dominava su tutto il resto.
    Oggi non è più così, ed un giovane ha una ben vasta scelta tra streaming, Twich, Youtube, social, videogiochi e quant'altro.
    E' un mondo troppo veloce.
    Molti miei amici hanno figli molto giovani, e credimi in un certo senso mi fanno un po' di tristezza i loro figli, sono ragazzini pieni d'impegni che spesso e volentieri tra scuola ed altre attività hanno anche tutti i pomeriggi pieni, figuriamoci se hanno il tempo di appassionarsi a roba del passato.
    Tra un'occhiata e l'altra al telefono vedono quel che passa il convento su canali tematici e poco più.
    E' di fatto una generazione che fa dell'interattività estetica la loro cultura.
    Programmi come Il Collegio o app come Tik Tok che sono le cose che tirano di più, fanno rabbrividire, il primo poi propone dei messaggi aberranti, per quel che mi riguarda, specie per quei ragazzini che prendono per vere quelle recite.
    Ma d'altronde anche noi della vecchia epoque che guardavamo Ambra e Non è la Rai sguazzavamo nel trash, quindi chissà, magari quando cresceranno potrebbero interessarsi al passato, no?
    Mi pare che nel mondo musicale in genere si parta dalla moda e dallo schifo del momento, e poi in genere ci si avvicina alla storia.

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    1. Su Tik Tok mo ci sta pure Salvini. Pensa tu XD
      Esatto, io penso che come trash la linea è sempre quella, sempre la stessa.
      Il percorso, intendo. È transgenerazionale.
      Noi il passato lo abbiamo avuto subito e lì, e ci piaceva tutto.
      I nuovi ragazzi devono faticare un po' di più.

      Moz-

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  16. Penso che hai perfettamente ragione e sono come sempre d'accordo con te su queste cose

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  17. La riflessone sulle "nicchie" è più che condivisibile e in certi casi ha anche dei riscontri negativi; credo, però, come dice Vanessa, che ci siano dei grandi classici che ancora trascendono le generazioni. Non mi sarei aspettata di dare lezioni a ragazzi che ancora vanno pazzi per Grease, o di ritrovarmi quest'estate ad un dj set di Gabry Ponte pieno di 13enni... eppure è successo. Ovviamente ci sono classici "veri" ed altri che sono più che altro "tamarrate di costume"...eppure questi ultimi inaspettatamente possono diventare cult.

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    1. Verissimo quel che dici: dipende anche e soprattutto da come viene percepita la cosa del passato.
      Ma forse, non è importante solo che ci sia? :)

      Moz-

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  18. Secondo me dipende molto dal rapporto genitori-figli. Ho amici che hanno trasmesso le proprie passioni ai figli, e quindi conosco ragazzini che sanno di cosa parliamo quando si discute di film, cartoni o programmi della nostra generazione, e altri che vivono su un mondo completamente diverso. Il bello secondo me è avere curiosità reciproca. Non ho figli, ma quando vedo i miei nipoti (sono zia di due ragazzi di 17 e 18 anni) chiedo sempre cosa guardano in tele, quale musica ascoltano, conoscono e seguono cose che io spesso ignoro. Allo stesso modo mi capita di parlare con persone molto più grandi di me che spesso mi dicono "tu non puoi saperlo perché non eri ancora nata" e invece mi accorgo di saperlo eccome, perché se un argomento ti interessa non ti limiti a studiarne il presente, ma ti informi soprattutto sul passato.

    Ps quando da ragazzina guardavo Mai Dire Gol, per esempio, non avrei mai immaginato che a distanza di tanti anni certi sketch sarebbero diventati un cult (quando sento citare i Bulgari da un ragazzino giuro che mi commuovo)

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    1. Ecco, alcune cose diventano cult, ma purtroppo non tutte. Il problema è che forse in molte lo meriterebbero.
      Hai ragione sulla cultura quotidiana e casalinga, serve anche a dare quell'attitudine alla scoperta del passato^^

      Moz-

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  19. Non ci avevo mai riflettuto bene ma in effetti è così.Noi ai nostri tempi conoscevamo e vedevamo sia le cose contemporanee che quelle dei tempi dei nostri genitori,o anche più vecchie.
    Adesso i ragazzi non conoscono quasi niente.Ho un'amica di circa 25 anni che non ha idea di chi sia Elvis Presley!!!!Ma veramente,non ha idea di chi sia,neanche quando le ho fatto vedere una foto,non aveva mai visto ne sentito il nome!Certo dipende anche dalla famiglia in cui sei cresciuto conoscere o meno certe cose,ma non avere neanche la minima idea di chi sia è veramente shoccante per me!
    Trovo molto triste tutto ciò.

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    1. Esatto.
      Ora, è vero che dipende molto dalla cultura generale (ignoranza generale, in questo caso) ma davvero tanti non sanno chi sono i miti del passato.
      Il bello è che per me questo avviene perché il consumismo ha dovuto sostituirli coi miti del presente, che però solo in certi rarissimi casi sono altrettanto validi.

      Moz-

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  20. io sono un ragazzo degli anni 80/90, ho vissuto la mia preadolescenza negli 80 e l’adolescenza nei 90. In pratica mi sono beccato un mix del ventennio. In generale penso che ogni periodo possa avere il suo fascino, però devo essere sincero parecchie volte ad esemio mi è capitato di rivedere Drive In e domandarmi come potevamo ridere di quella roba lì… eppure mi ricordo che prima di andare a dormire con mio fratello lo guardavamo e ridevamo spesso.
    Stessa cosa comunque potrebbe accadere tra qualche anno rispetto a ciò che fa ridere ora.
    Una cosa è certa… l’adolescenza mi manca :-)

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    1. Vero, tante cose che ci piacevano, oggi sono datate.
      Ma per esempio lo stesso cartoon di He-Man io oggi lo apprezzo solo per alcuni motivi oltre all'affezione. Direi motivi tecnici, ma poi sono gli stessi che costituiscono il suo limite, in parte... :)

      Moz-

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    2. Bravo!Ma poi appunto si parla di miti.Non è che pretendo che un ragazzino di adesso conosca chessò Luis Bunuel!!Ma Elvis!!!!!!

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    3. Beh, se parliamo di una certa categoria, io direi che pretendo quasi che Bunuel sia conosciuto.
      Ma per fortuna almeno lo cita Caparezza nelle sue canzoni^^

      Moz-

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  21. Uh che argomento interessante, mi piacerebbe leggere i commenti di tutti.
    Quello che penso è che non sia un caso se i ragazzi siano sempre più concentrati sulla velocità. Che non gli consente di approfondire e di conoscere sul serio. Che poi è quello che in realtà " si vuole" da loro. Il divario generazionale sarà sempre più evidente con il passar del tempo. Sui giovani che conosco, magari sarò sfortunata io, ma non mi viene in mente nessuno con la giusta curiosità per cercare nel passato, per informarsi, per approfondire. Li vedo distaccati e assenti, avvolti nel loro mondo fatto di immagini e input dei social. Sono loro che comandano, che indicano, che motivano.
    Spero in un ritorno alla ragione e alla curiosità.

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    1. Non tutto è perduto.
      Basta farli rallentare un poco. Fermarsi a riflettere. Senza toglier loro nulla (social, telefoni...). Le cose possono coesistere, ne sono convinto.

      Moz-

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  22. Risposte
    1. Se intendi che sono un tipo esplosivo, grazie.
      Se intendi che sono un "figlio del boom", beh, non ci sono con l'età... non tutti quelli nati nei primi anni '80 devono per forza sembrare almeno dieci anni più vecchi per darsi un tono XD

      Moz-

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  23. Ma davvero quei programmi che citi hanno convissuto nella stessa tua linea temporale?
    Goldrake ed Evangelion?
    So che i cartoni di Go nagai son stati banditi per un sacco di anni dalla tv per problemi con i diritti d’autore , se non sbaglio.
    A meno che te non parli delle uscite in DVD ?
    Comunque come ormai credo tu abbia capito io non sono un gran nostalgico dei programmi del passato.
    I ragazzi di oggi se vogliono possono avere tutto , grazie al web.
    Certo bisognerebbe che conoscessero il passato...per avere la curiosità di cercarlo .
    Bisognerebbe chiedersi se c’è ne davvero bisogno che lo conoscano , sto passato?
    Ti dirò io che ho conosciuto Goldrake e pure Stanlio e Olio ...( quando le comiche per me allora erano un programma “vecchio”) ...se avessi potuto scegliere allora , avrei fatto benissimo a meno dei secondi -:)
    Qua c’è un problema generazionale...la tv si è evoluta c’è meno spazio per il vecchio e per me è pure giusto.
    Poi qualcuno ha pure detto che mischiare vecchio con il nuovo in termini di audience non paga.
    Cioè puoi fare dei canali tematici ( vedi Rayplay ad esempio) ma non di più secondo me.
    Chiaramente il mio discorso è riferito ad un passato “televisivo “...che se uno vuole davvero lo può recuperare....in qualche maniera.

    Il passato quello storico , che dovrebbero insegnare a scuola è importantissimo.
    Non vorrei essere frainteso.
    Son più contento che un giovane d’oggi sappia del genocidio degli ebrei ad esempio, piuttosto che sappia chi erano Mork e Mindy 😀

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    1. Beh, io sarei più contento ancora se, riguardo gli ebrei, i ragazzi di oggi sapessero delle stronzate che fa questo popolo nei confronti dei Palestinesi, per dire... XD
      Ma, al di là di questo, chiaramente parlavo di "futile" cultura nerd/pop.
      Qualche cartoon di Nagai (Mazinga Z su tutti) continuava a essere trasmesso. Forse non proprio all'epoca di Eva su Mtv, ma c'era quando uscirono le vhs di Eva (1997/98).
      In ogni caso, il fatto di NON avere a portata di mano il passato, è la cosa che ci differenzia.
      Oggi nessuno lo cerca ma non c'è nemmeno... tranne rari casi tipo Stranger Things... che ti spinge a cercarlo (e per fortuna è molto amato dai ragazzini)^^

      Moz-

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  24. Bello spunto, Miki!
    Ci stavo pensando anch'io: l'avvento dell'"era digitale" ha eliminato il televisore come mezzo principale di comunicazione. Non solo: ha dato il colpo di grazia anche ad editoria e industria discografica, che oggi si sono reinventate e sopravvivono solo grazie al web.

    E mentre dagli anni 50 ai 2000 molte generazioni si sono susseguite intorno allo stesso medium, quello televisivo, adesso c'è internet, ci sono i social: un universo tutto nuovo. Troviamo le forme di intrattenimento attuali, ma non certo quello dei nostri padri e dei nostri nonni.

    Un po' quello che successe nel 1954 con l'avvento della televisione: immagino che già allora i più "vecchi" non abbiano trovato gli elementi delle generazioni che li precedevano e ai quali erano abituati. :)

    E succederà anche tra 50 anni, quando il web sparirà sostituito da qualcos'altro di nuovo, e chiunque ci sia cresciuto, tra MEME, FLAME, TROLL, TRAP e INFLUENCER, vedrà l'universo delle ultime due, tre generazioni spazzato via dai "nuovi media".

    Per fortuna noi non ci saremo, e non vedremo cos'altro di più semplice, stupido e immediato esisterà :D o se ci saremo, saremo così vecchi da risalire a ben due epoche prima...

    Come i novantenni nel 2000, che all'avvento di Internet ancora non si erano immedesimati nei meccanismi della televisione

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    1. Sì, la vedo anche io così: anche in passato sarà successa una cosa analoga. Ma ricordiamo che la tv può essere anche aggregante, mentre magari internet è più masturbatorio e fruibile singolarmente.
      Anche questa è una grande differenza.

      Forse, internet è andato avanti troppo veloce in questi ultimi anni.
      Non tanto tempo fa, più o meno fino al 2011/12, la tv era ancora centrale.

      Moz-

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  25. Penso che i tuoi amici giovani, di fronte "a non mi annoio" e a "The rhythm is magic", si siano giustamente inorriditi :D.
    In realtà non è che noi vecchi siamo stati fortunati.
    Noi vecchi abbiamo vissuto questi tempi e abbiamo avuto la fortuna di viverli in modo spensierato.
    Però sì, il salto generazionale è avvenuto con le modalità che hai descritto.
    E i 13enni di oggi sono molto più svegli rispetto a noi, a 13 anni; ma spesso meno fantasiosi e meno creativi.
    Ecco, ci sono i pro e i contro della situazione.
    Alex nel complesso ha ragione a dire che si corre troppo e si anticipa troppo l'età adulta.
    Ma è oramai un processo irreversibile. Forse tra qualche anno daranno veramente il voto ai 16enni e qualche anno dopo i 16enni diventeranno pienamente maggiorenni.

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    1. In realtà no, anzi. La gente sa apprezzare le cose del passato, specie se sono oggettivamente belle (e, dai, pur estive, la canzone della D'Ubaldo era carina).
      Col voto ai sedicenni mi immagino che affonderemo totalmente :D

      Moz-

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  26. Concordo su tutto. Noi siamo la generazione repliche e ci siamo goduti di tutto, dal cinema muto di Chaplin e Stanlio e Onlio alle cose contemporanee. Come dico sempre, spesso sento di avere più di 60 anni proprio per questo e non mi capacito della mia reale età.
    Condivido anche il "disagio" nel parlare di cose con ragazzi che non erano manco nati quando usciva quel prodotto. Mi è capitato un paio di settimane fa con il Piotta, che un ragazzo poco più che ventenne conosceva bene e lo aveva riconosciuto in banca (conosceva anche il vero nome). La cosa mi ha fatto ovviamente piacere ma allo stesso tempo anche strano.

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    1. Beh, però ci sono delle cose "mitologiche" per così dire, che si conoscono a prescindere.
      E direi che molte di queste cose sono proprio quelle sorte tra gli anni '80 e '90, togliendo i miti immortali precedenti^^

      Moz-

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grazie per il tuo commento :)