Nuovo approfondimento su Berserk, il capolavoro dark fantasy di Kentaro Miura (oggi portato avanti dallo staff del Maestro sotto la supervisione del mangaka Koji Mori).
Anche alla luce degli ultimi episodi, il quadro dell'opera si fa più chiaro, e si riaffaccia prepotente l'ipotesi - da me sempre sostenuta - che in Berserk siano state posizionate delle vere e proprie "pedine", come in una grande scacchiera, per il meccanismo finale...
Ho sempre pensato, infatti, che alcuni dei "sopravvissuti" agli eventi più tragici non siano ancora in vita a caso: Miura potrebbe averli lasciati vivere con uno scopo molto preciso, probabilmente per innescare qualcosa che occorrerà nelle ultimissime fasi della storia.
Io le chiamo "pedine", e conoscendo la passione del sensei per Go Nagai, che ha attuato a suo modo questo schema narrativo nel suo Violence Jack, non ho mai escluso appunto l'ipotesi che alcuni personaggi di Berserk - anche presto accantonati - siano in realtà voluti strumenti da usare all'occorrenza.
Partiamo dal principale, che è anche quello "dichiarato" come tale: Rickert.
C'è una scena specifica che indica sia Rickert come pedina del grande sistema berserkiano, sia proprio la presenza effettiva di tali possibili figure: nel dodicesimo volume, quando il ragazzino (scampato al massacro dei Falchi attuato da Lucine, il Conte ed altri) scende dalla carrozza dei saltimbanchi, Puck e l'indovina parlano del suo futuro.
Quest'ultima sbircia nella sfera di cristallo e afferma: "Sta per accadere un maleficio senza pari. Sulla sua strada, numerose stelle maligne formano un vortice intorno a un enorme astro bianco...". E ancora: "È un malaugurio terrificante... Un malefico presagio che potrà coinvolger l'intero paese... anzi, persino tutto il mondo" (anticipando peraltro di molti numeri quello che poi effettivamente accadrà nell'opera).
Puck incalza: "Ma se lo aspetta un futuro così terribile, perché non fermarlo?", e l'anziana replica: "No, non si deve. È profondamente coinvolto in questa adunanza [...]".
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| Berserk vol. 12 |
Un dialogo che, oltre - come detto - ad aver anticipato quello che vedremo venti volumi dopo, sembra proprio delineare il destino di Rickert come personaggio fondamentale, di punta, necessario come uno dei meccanismi di Berserk.
Una pedina, appunto.
E infatti lui salva Guts e Casca portandoli da Godor (vol. 13), poi arriva a Falconia (vol. 37), infine si unisce ai Kushan (vol. 38).
Ma ci sono, nell'opera, altre figure simili?
Certo, forse non così preponderanti come Rickert, ma sì, ci sono.
Una è ad esempio Luka, furba prostituta che ha sempre saputo come gestire la sua vita, sia in tempo di inquisizione sia nella capitale del Falco.
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| Luka con Nina |
Ebbene, Luka è miracolosamente sopravvissuta - assieme alle compagne - alla distruzione di Sant'Albione e alla conseguente invasione Kushan, ritrovandosi a Falconia.
Lei è molto affezionata a Guts e Casca, e questo non è un elemento da sottovalutare, perché potrebbe essere anche la "chiave d'accesso" alla città, visto che peraltro adesso ne gestisce la dogana.
Ma cosa rende Luka così speciale?
Il tutto viene raccontato nei volumi 20: la ragazza si ritrova al cospetto dell'Apostolo-Uovo, che le racconta la sua storia rivelando anche la propria volontà; salvata dal Cavaliere del Teschio (anche lei proprio come Rickert, altra cosa da non sottovalutare!) fa sorgere un dubbio proprio a questo spettrale personaggio, che si domanda se le azioni di Luka siano "il coraggio che deriva dall'ignoranza, oppure...?".
Ecco: oppure cosa? Peccato che il soliloquio venga interrotto dall'apparizione di Zodd.
Ma torniamo al Cavaliere del Teschio, di cui vi ho raccontato tutto QUI: sembra appunto abbia salvato volutamente sia Rickert che Luka.
Perché?
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| Berserk vol. 20 |
Altre pedine possibili sono coloro a cui Guts ha cambiato la vita, in bene e in male.
Il passaggio dello Spadaccino Nero ha portato spesso sconvolgimenti inauditi, a seguito di eventi fuori dalla portata umana.
Theresia, figlia del malvagio Conte, è sopravvissuta persino all'apparizione della Mano di Dio e a un tentativo di sacrificio: è vero che ha giurato di vendicarsi di Guts - assassino di suo padre e reo di averle devastato il mondo (illusorio) in cui viveva - gridandogli: "ti ammazzerò, demonio... un giorno ti ucciderò!" (vol. 3), ma potrebbe davvero tornare?
Io penso di sì.
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| Berserk vol. 3 |
Ora potremmo anche aprire un'ulteriore parentesi che però tratteremo in un altro post, ossia il rapporto di Guts con i bambini, ma ci concentriamo nello specifico su un altro personaggio che, sopravvissuto al proprio inferno (situazione famigliare e distruzione della Valle della Nebbia...), resta in qualche modo legato al guerriero protagonista.
Jill viene invitata da Lucine nel suo antro; la situazione precipita al passaggio di Guts, a caccia di Apostoli. Tutto viene devastato, ma Jill ne esce indenne: potremmo rivederla?
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| Berserk vol. 14 |
Infine, Sonia e Mule.
Pur non avendo mai avuto a che fare direttamente con Guts, i due hanno avuto un incontro con - rispettivamente - Schierke e Isidro, e ciò ne ha creato una sorta di legame.
Sono sempre stati, inconsapevolmente, su fronti opposti, ma cosa potrà succedere quando i due schieramenti (quello di Guts e quello di Griffith) dovranno scontrarsi?
Insomma, di situazioni che potranno incastrarsi ve ne sono diverse: tutto sembra andare in una certa direzione...
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