[SPECIALE] Masters of the Universe: dall'arrivo in Italia al successo tricolore



Dopo aver festeggiato i 40 anni dei Masters, ripercorrendone i primi passi in patria (QUI), celebriamo un ulteriore quarantennale i He-Man e soci: quello nella nostra nazione.
L'Italia ha sempre amato i Dominatori dell'Universo, tanto che vi sono delle particolarità tutte tricolore riguardanti i guerrieri di Eternia.
A partire dalla reale prima apparizione dei giocattoli, retrodatata a sorpresa al 1982.
Immergiamoci quindi in un mondo molto particolare, tra giocattoli, editoria, televisione e tanto altro!




IL VERO ARRIVO IN ITALIA
Contrariamente a quanto si era sempre pensato, abbiamo scoperto proprio qui sul blog (QUI tutta la ricerca nei dettagli) che i Masters in Italia sono arrivati -non ovunque, e sicuramente in modo particolare- già nel 1982, lo stesso anno in cui debuttarono in America.
Tra l'ottobre e il novembre del 1982, infatti, alcune copie di Topolino (localizzate nell'area nord-ovest italiana) presentavano pubblicità dei Masters con pieghevoli sui quali erano anche stati ridisegnati due dei primi quattro minicomics, quando non presentavano solo foto delle action figures.



1982




Per l'occasione, i disegni di Alcala vennero completamente ricalcati secondo uno stile più "gommoso" e semplificato (ad esempio la figura di Man-at-Arms sparisce completamente da una storia), ricolorato con toni meno cupi.
A gestire questa prima campagna pubblicitaria, forse un test di prova Mattel per una sola zona dello Stivale in occasione del Natale '82, è l'agenzia TBWA.


1982


TBWA
Dopo un'apparizione nel gennaio 1983 sul periodico L'illustrazione dei Piccoli, bisogna attendere l'aprile dello stesso anno per vedere il vero e proprio lancio italiano dei Masters of the Universe.
Due le pubblicazioni che più di tutte si fecero portavoce di questo battage pubblicitario: Topolino e Più e il suo gioco.



la prima quarta di copertina, aprile '83


Le pubblicità cartacee -sempre a opera della TBWA- si standardizzano presto, trovando una linea grafica precisa e studiata per il nostro Paese, facendo sognare per anni tutti i ragazzini.
QUI potete vedere tutte le pubblicità cartacee dei Masters, raccolte in ordine cronologico, anche quelle rarissime.



la prima pubblicità dell'aprile 1983




SPOT TELEVISIVI

Ovviamente, non potevano mancare le pubblicità televisive.
Vennero mantenute quelle americane, prese tra le più "standard", ridoppiate per l'occasione.
Questo è il primo spot, in onda nel 1983:



              


I FUMETTI DELLA WATANABE
Mentre dunque nei negozi sono finalmente disponibili per tutti i primi pupazzetti, i veicoli, il Castello di Grayskull e Battle-Cat, accompagnati dai minicomics tradotti anche per il nostro mercato, sul settimanale Più e il suo gioco della Domus appaiono i primi veri fumetti dedicati al mondo dei Masters: disegnati per noi dalla mangaka Yoshiko Watanabe (un'autrice giapponese residente da anni in Italia) e sceneggiati dal re degli "spaghetti manga" Vincenzo Perrone, hanno il compito di pubblicizzare ancor di più le action figures e i prodotti Mattel, ma anche quello di "fare da guida" a bambini, in un mondo all'epoca ancora incerto ma che si sarebbe rivelato vastissimo.



23 maggio 1983, il primo fumetto Masters della Watanabe, su Più



I fumetti della Watanabe, infatti, sono inizialmente legati alla mitologia primigenia e ancora vaga dei Masters; quindi He-Man è solo un guerriero e Teela una dea maga: sicuramente per tanti resta questa la trama più affascinante, ma in America le cose stavano già cambiando, grazie ai fumetti DC e soprattutto alla serie animata della Filmation.



gli splendidi disegni di Yoshiko Watanabe



IL CARTOON
In onda su Retequattro (prima nel tardo pomeriggio, in seguito nel contenitore Ciao Ciao in lunch-time: vedi QUI la storia del canale), He-Man e i Dominatori dell'Universo arriva da noi nel maggio del 1984.
Nelle prime trasmissioni, gli episodi vengono addirittura divisi in due parti.





Il cartoon Filmation è un successo strepisoto, ovunque nel mondo; e più di ogni altra cosa contribuisce a far conoscere i Masters: i giocattoli vendevano già sicuramente molto, ma la presenza della serie animata sulle varie televisioni spinge il prodotto verso orizzonti inimmaginabili.



              



Ora il canone è per tutti solo uno: il principe Adam si trasforma in He-Man e combatte contro Skeletor, cercando di fermare i piani di conquista del Castello di Grayskull.
Anche i fumetti su Più e il suo gioco si rifanno, adesso, a questa nuova conclamata storia.



disegni di Yoshiko Watanabe



L'ALBUM PANINI
Più o meno nello stesso periodo del lancio del cartoon in Italia, la Panini ne propone in edicola la collezione di figurine. L'edizione è la stessa per diversi paesi europei:



immagine web



SUPERMAN
Anche i fan italiani dei supereroi DC hanno modo di conoscere He-Man: la casa editrice Cenisio pubblica infatti Superman presenta Masters, i Dominatori dell'Universo. Siamo nel 1984.
Un albo di 74 pagine, che al prezzo di 1500 lire traduceva il mitico primo incontro/scontro fumettistico tra He-Man e l'Uomo d'Acciaio.



immagine web



EDIGAMMA
Sempre nell'84, la casa editrice Edigamma porta in edicola una serie di spillati con giochi e storie a fumetti.
I Masters tengono banco anche con trasferelli e albi speciali.



immagine web



FORZA O POTERE?

Le due stagioni del cartoon vengono affidate, da noi, a due società di doppiaggio differenti.
Questo fa sì che gli episodi della seconda serie (e quelli di She-Ra, compresi anche il film Il segreto della Spada e lo special natalizio) presentano voci e adattamenti diversi rispetto a quelli della prima tranche di puntate.
Teo Bellia lascia il campo a Mario Cordova per l'interpretazione del protagonista; qualche nome cambia (Sorceress ad esempio diventa la Maga) e anche la formula della trasfomazione passa da un "per la forza di Grayskull!" al più corretto "per il Potere di Grayskull!". Tutti i segmenti finali con la "morale dell'episodio" vengono inoltre inspiegabilmente tagliati.
La serie viene presentata come He-Man e i Padroni dell'Universo:



              



OLEGGIO CASTELLO
Provincia di Novara: qui, fino ai primi anni 2000, vi era la sede italiana della Mattel.
Proprio con la produzione dei Masters, lo stabilimento conobbe un importante incremento del lavoro che portò lo stesso a diventare uno dei centri principali dell'azienda americana.
Il playset del Castello di Grayskull (inizialmente tradotto come Castello del Teschio Grigio) era prodotto in esclusiva per il mercato europeo proprio a Oleggio Castello.
Ma questa sede fu anche l'unica che di fatto, a fine linea, realizzò le ultime action figures dei Masters.
In ogni caso, la produzione italiana ha generato delle varianti particolari su alcuni pupazzi.



schede realizzate e concesse da Travis CJ Wallace



MA QUANTO COSTAVANO I MASTERS?

In Italia l'invasione Masters ha portato ad avere tutte le wave e anche con meno scarto temporale rispetto all'America.
Una macchina produttiva continua riempiva i negozi con figures vecchie e nuovissime.
I prezzi erano abbastanza contenuti: nei primissimi anni, i pupazzetti più semplici erano sotto le diecimila lire.


immagine web



Col passare del tempo, e con le action figures che proponevano sempre particolari oggetti o meccanismi, i prezzi salirono un po', restando comunque molto competitivi in quel panorama affollato che erano i negozi di giocattoli anni Ottanta.



immagine web



IL SUCCESSO CONTINUA
Più e Topolino sono le riviste dove i bambini possono scoprire agevolmente le nuove uscite grazie alle incessanti pubblicità cartacee. I fumetti contribuiscono sempre più a immergere il pubblico in quel "mondo avvolgente" che ha aiutato i Masters a imporsi come cult generazionale.
La serie animata è costantemente in onda, mentre nuovi giocattoli invadono i negozi.
Ma i Masters appaiono ovviamente anche sottoforma di dolciumi, piccoli gadget e sorpresine.



dal blog Daft Bunziblogger




MINICOMICS MONOLINGUA

La produzione italiana dei Masters ha generato diverse particolarità (di cui i collezionisti vanno a caccia) e qualche mistero.
A volte, le due cose coincidono: è il caso dei minicomics proposti solo in lingua italiana e con all'interno delle pagine pubblicitarie (ne abbiamo parlato QUI).
A cosa erano allegati? Dove si potevano trovare?






IL TEAM DELL'AVVENTURA
Nel 1986, con le linee di giocattoli al massimo della potenza (erano arrivati sia gli Horde che gli Uomini Serpente), la Mondadori lancia "il giornale dei Masters" (così riportava lo strillo sulle pubblicità): si tratta di Masters e il Team dell'Avventura, uno spillato che proponeva storie a fumetti (di He-Man e non solo) e rubriche.



immagine web



I fumetti erano perlopiù di produzione tedesca, firmati Michael Götze, e venivano tradotti da un magazine pubblicato in Germania.
Non mancò qualche episodio made in Italy, firmato Giuliano Piccininno.




Masters e il Team dell'Avventura si fece promotore dell'iniziativa Masters Club: inviando la quota associativa tramite versamento postale, si deventava membri del club italiano, con la possibilità di ricevere omaggi e vincere premi.




CONCORSI
Dopo iniziative con in palio viaggi in America, i Masters conquistarono matite e colori di tutti i bambini con un nuovo concorso: disegnare, inventandolo, il proprio Dominatore.
Per vincere una maglietta esclusiva.





SCUOLA
Ovviamente, i Masters figurarono anche sulle linee scolastiche (zaini, cartelle, astucci, quaderni, diari, raccoglitori..., vedi QUI).




Nel corso degli anni, abbiamo visto anche quaderni con illustrazioni e fumetti originali italiani (firmati Giuliano Piccininno).


fonte Retronika Blog



IL SEGRETO DELLA SPADA
Nel 1985, nei cinema americani arrivò il film che introduceva al pubblico la serie e i personaggi di She-Ra, la Principessa del Potere (in realtà un accorpamento dei primi cinque episodi di questo nuovo cartoon).
Il film arrivò in Italia nel settembre del 1986, finendo disponibile anche per il mercato home video.



In realtà scopriamo proprio dalle pagine di Masters e il Team dell'Avventura (n. 7, ottobre 1986) che del film, in Italia, si tenne anche un'anteprima cinematografica. Alla quale vennero invitati 100 soci del Masters Club.





LA PRINCIPESSA DEL POTERE
La serie She-Ra arriva anche da noi, trasmessa dapprima su Rete 4 e poi finita sulle televisioni locali.
L'opening italiana omette, nella descrizione iniziale, il personaggio di Light Hope: non è mai stato spiegato il motivo di tale scelta.


             



Non tutti gli episodi di She-Ra però sono acquistati e trasmessi: innanzitutto, vengono saltate le prime cinque puntate (perché viste sottoforma di film...); poi, pare che tutta la seconda stagione non sia mai stata doppiata.
Non si sa ancora se qualche episodio di questo lotto sia effettivamente arrivato, stando ai ricordi di qualche appassionato, tanto che il caso è diventato un piccolo mistero (ne abbiamo parlato QUI).
Nei negozi italiani arrivano action figures e playset di She-Ra.



immagine web


ANALISI DI UN SUCCESSO
Negli USA i Masters sbarcano al cinema con un lungometraggio live action (oggi cult, all'epoca un disastro al botteghino).
Il 1987 segna l'apice e il seguente (inizio del) crollo americano per i guerrieri di Eternia, che però erano stati capaci di generare introiti dalle cifre mirabolanti.
Persino Panorama dedicò un ampio dossier al fenomeno, riportando dati e numeri, a ridosso della lavorazione del film di Gary Goddard (vedi QUI l'articolo completo).



articolo del 1987



MAGIC BOY
Se il 1987 segna l'inizio della crisi del brand Masters, questo vale in America (col flop del film dal vivo) e di certo non in Italia, dove He-Man e soci continuano a vendere tanto e a non passare di moda.
La Mattel italiana lancia un nuovo periodico, Magic Boy, che funge da catalogo pubblicitario proponendo giochi, rubriche e fumetti (disegni di Piccininno, testi di Piccininno prima, Sauro Pennacchioli poi).



fonte Retronika Blog


PRODOTTI IN ITALIA
I Masters, qui, sono ancora sulla cresta dell'onda, mentre in patria già si pensa a come rilanciarli.
La particolarità è che le ultime action figures della linea storica vengono prodotte proprio in Italia, a Oleggio Castello: i due giganti Tytus e Megator escono dallo stabilimento tricolore e sono venduti solo nella nostra nazione.
Una particolarità non da poco, visto che tali enormi action figures dovevano far parte di una linea poi abortita, Powers of Grayskull, di cui molti concept finirono nella lista delle cose mai prodotte (QUI l'elenco completo).






Nel 1988/89, sempre in Italia (e Spagna), e destinati al mercato europeo dove i Masters vendevano ancora bene, vengono prodotti He-Man Spada Luminosa e Skeletor Occhi di Fuoco.
Queste uscite segnano la fine della linea.





NUOVE AVVENTURE
La Mattel sceglie di rilanciare i Masters declinando la storia alla fantascienza: He-Man e Skeletor partono per lo spazio aperto, il fantasy sparisce quasi del tutto e una nuova linea di giocattoli appare nei negozi di tutto il mondo.
Anche in Italia, dove però c'è ancora richiesta dei Masters classici.
Nonostante questo, senza alcuno stacco temporale dalla produzione storica, nel 1989 debutta anche da noi la linea He-Man.






Gli spot si aggiornano, e così anche i fumetti di Magic Boy, che ora raccontano queste nuove storie spaziali.
Co-prodotta da diversi paesi, tra cui l'Italia tramite Fininvest, appare sui teleschermi anche la serie Le nuove avventure di He-Man: un nuovo cartoon che ha il compito di supportare i nuovi giocattoli, ma che non viene apprezzato abbastanza.
Da noi reintitolato He-Man, ebbe l'onore di una sigla inedita; andò in onda su Italia 1 e Italia 7 (e lì più volte replicato, negli anni).



              



Il pubblico italiano era però ancora troppo innamorato dei Masters originali, e questa nuova versione tecnologica e spaziale non entusiasmò granché la platea.
Di fatto, dei Masters non v'era più alcuna traccia (sopravvivevano solo He-Man e Skeletor, peraltro con un look molto diverso da quello arcinoto), e la linea appariva per quel che era: una cosa totalmente nuova e senza legami col passato.
Almeno sui prodotti scolastici italiani, però, tornò il logo originale: un tentativo disperato di amalgamare, almeno psicologicamente, le due realtà?
In ogni caso, senza volerlo, in italia abbiamo anticipato quel che è avvenuto trent'anni dopo negli USA, con l'inglobamento delle New Adventures sotto l'egida e il marchio Masters of the Universe.



quaderno col doppio logo - immagine web




IL FILM DAL VIVO, TRE ANNI DOPO
Nelle sale italiane il film dei Masters arriva inspiegabilmente con tre anni di ritardo rispetto all'uscita americana. Era l'aprile del 1990 quando i muscoli di Dolph Lundgren parlano finalmente anche la nostra lingua, come riporta il quotidiano La Stampa.





Rinonimato I dominatori dell'universo, soffre una distribuzione lacunosa ma presto arriva anche in televisione (su Italia 1) e in VHS.



immagine web



GLI ANNI '90
Durante quasi tutto il decennio, le serie animate Filmation di He-Man e She-Ra (quest'ultima più raramente) sono replicate da Italia 7 o altri canali locali.
Dai negozi i giocattoli spariscono gradualmente, nonostante alcuni rivenditori tengano esposto ancora qualcosa della linea Masters storica.
Non deve stupire quindi l'iniziativa del 1992 con l'album di figurine legato alle bubblegum da bar (QUI per vederne le pagine e saperne di più): testimonianza di come i guerrieri di Eternia fossero ancora amati a dieci anni dal loro debutto.




IL REMAKE, GLI ANNI 2000 E OLTRE
Nel 2004 arriva anche nel nostro paese He-Man and the Masters of the Universe: serie remake interessante e ben realizzata (QUI una retrospettiva) prodotta in realtà nel 2002 e all'epoca già cassata.
Le mattine dei sabati e delle domeniche di Italia 1 vedono quindi il ritorno di He-Man, con una sigla ad hoc:


              


Nonostante la chiusura, la Mattel lanciò anche sul nostro mercato la linea di giocattoli 200x, che per qualche tempo riportarono sugli scaffali il mito dei Masters.



              



La proto-retromania (perlopiù girellara) che agli inizi del nuovo millennio esplose da noi come fenomeno di nicchia portò sia la pubblicazione in DVD delle stagioni Filmation (per la Dolmen Video), sia la trasmissione delle stesse su canali come Cultoon (QUI la storia della rete).
Negli anni 2000 si vide sulle reti regionali anche lo speciale natalizio oltre alle serie animate storiche, e su La7 venne mandato in onda Il Segreto della Spada.



immagine web



Dall'aprile del 2014 la RW Lion -che deteneva i diritti dei fumetti DC Comics- porta nelle nostre edicole, e con un certo successo, la serie a fumetti moderna.
La stessa casa editrice fa uscire la traduzione italiana del volume The art of He-Man and the Masters of the Universe, a cui seguiranno alcuni albi che scorporano il libro sui minicomics.
Le nuove serie animate sono disponibili su Netflix, tuttavia la Mattel sembra dimenticare i fan italiani: i nuovi giocattoli nei negozi si trovano raramente e con difficoltà; gli Origins non vengono gestiti a dovere pur essendo richiestissimi, e solo qualcosa della serie in CGI per bambini ha modo di vedere la luce. Anche come Uovo di Pasqua del 2022.



immagine web



Nonostante questo, l'Italia è ancora qui ad amare He-Man, She-Ra, Skeletor e tutti gli altri Dominatori.
Lo fa con la passione di sempre, quella che dal 1982/83 ci immerse in un mondo magico, barbarico, tecnologico impossibile da dimenticare, e che anzi per tantissimi appassionati rappresenta un punto fermo nella vita, un'estetica precisa sempre presente, un mood meraviglioso.
Auguri, Masters, per i vostri primi 40 anni italiani.

thanks to Alex Nijirain, Guida fumetto italiano, ImagoRecensio, Lorenzo La Torre, Michele Raguso, Retronika, Travis CJ Wallace, Chiara Zoli, Fabio Zorzenon e tutti quelli che negli anni hanno contribuito con il loro materiale e le loro ricerche.

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

37 commenti:

  1. penso di essere l'unico al mondo che non gli piace la serie classica ma ama le nuove avventure di he man nel futuro, serie con molta Continuity e ottimi fumetti scritti da sauro penacchioli su magic boy
    https://www.poochieandotherfriends.it/annatavis.php?idcollezione=13&idannata=17

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao! 💪
      È una serie che si può rivalutare; all'epoca pagò lo scotto di venire dopo un mito, di genere completamente diverso, e di non volere agganci dimenticando tutti i personaggi storici.
      La trama non è male, anzi.
      Oggi, che è stata inglobata con coesione e coerenza all'Interno della storia completa la si apprezza di più perché sai che è collegata bene al mito dei Masters 💥🤓

      Moz-

      Elimina
    2. ciao Oggi, che è stata inglobata con coesione e coerenza all'Interno della storia completa la si apprezza di più perché sai che è collegata bene al mito dei Masters

      non lo sapevo puoi raccontarmi cosa è successo?

      Elimina
    3. Nel 2008, con l'uscita della linea Classics, le storie dei Masters sono state raccontante cercando di inglobare tutte le loro diverse "anime", con una coesione unica che ha creato un canone narrativo unificato e filologico.
      Ho scritto io stesso un riassunto in tre parti (la prima è qui, poi ci sono i link interni per proseguire:
      https://mikimoz.blogspot.com/2017/10/la-storia-di-he-man-and-the-masters-of-the-universe.html) dove puoi vedere come si arriva alla questione spaziale.
      Peraltro, il riassunto lo sto riscrivendo totalmente, per farne un super-post davvero dettagliato e ancora più preciso, ma ci vorrà tempo.
      Se intanto ami la parte Nuove Avventure, ti lascio le storie di tutti i protagonisti, secondo le biografie attuali aggiornate:
      BUONI: https://mikimoz.blogspot.com/2020/04/storia-completa-he-man-le-nuove-avventure.html
      CATTIVI: https://mikimoz.blogspot.com/2020/05/skeletor-masters-of-the-universe-storia-completa.html

      Moz-

      Elimina
    4. sei un grande!!

      Elimina
  2. a me fa sempre volare leggere ogni volta della fabbrica italiana in un paesino scognito che riforniva mezzo vecchio continente... sigh!
    Adesso invece c'abbiamo la "decrescita felice", importiamo tutto dalla Cina e lo Stato ti paga per stare sul divano a casa, altrimenti scoppia una bomba sociale... e lo chiamano progresso!
    poi vabbè, leggo che la Sorceress italiana ed in particolare il suo bastone era di una qualità peggiore di quella di Hong Kong e rido tantissimo, perché eravamo davvero i cinesi d'Occidente xD

    Domanda stupida: hai provato a cercare qualcuno che all'epoca c'era? Chiaro, sono passati 40 anni e anche chi era abbastanza giovane (tipo sulla 40ina) adesso chissà se è ancora tra noi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eheh vero, gli anni Ottanta sono stati potenti in questo... sogni veri e propri.
      No, di Oleggio non ho contattato nessuno, mentre sono in contatto con qualcuno della TBWA per le pubblicità :)

      Moz-

      Elimina
    2. "a me fa sempre volare leggere ogni volta della fabbrica italiana in un paesino scognito che riforniva mezzo vecchio continente... sigh!
      Adesso invece c'abbiamo la "decrescita felice", importiamo tutto dalla Cina e lo Stato ti paga per stare sul divano a casa, altrimenti scoppia una bomba sociale... e lo chiamano progresso!"

      Eh già.. ne conoscevo tanti che hanno perso il lavoro con la venuta della globalizzazione e le fabbriche che chiudevano o se ne andavano all'estero.. qualcuno l'ha anche presa piuttosto male..

      "No, di Oleggio non ho contattato nessuno, mentre sono in contatto con qualcuno della TBWA per le pubblicità :)"

      Che figata :D grazie per la condivisione Miki!

      Elimina
    3. Spero di cavare qualcosa da queste ricerche... c'è sempre tutto un mondo, dietro, e sono passati 40 anni.

      Moz-

      Elimina
  3. SApevo già tutto, ma lo stesso complimenti per l'ottimo ed esaustivo articolo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille 🤓🧡👍
      Sì, ho condensato cronologicamente anni e anni di articoli sul blog dando questa forma di racconto tutto italiano!

      Moz-

      Elimina
  4. Insomma, diecimila lire all'epoca, quand'ero piccolo, non erano affatto poche!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Funz! Vero, non erano poche ma rispetto a tanti altri giocattoli nemmeno troppe. 9.900lire erano sotto la soglia delle 10mila, sembrava una cifra più abbordabile 🧡💪

      Moz-

      Elimina
  5. Tutto sta uscendo fuori sui Masters tranne lo spot con Man E Faces che scaccia Screech da Grayskull cambiando faccia. Possibile che lo ricordi soltanto io e nessuno l'abbia caricato su Youtube o altri canali?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ricordo se avevi chiesto la questione nei gruppi FB principali dedicati ai Motu...

      Moz-

      Elimina
    2. Io non ricordo di aver mai militato nei gruppi Facebook dedicati a loro. Quelle poche volte che ho posto domande del genere in qualche gruppo, ho ricevuto risposte poco utili o addirittura nessuna.

      Elimina
  6. Wow! Non avrei mai immaginato che l'Italia fosse stata così coinvolta attivamente nello sviluppo del mito di He-Man e i Dominatori dell'Universo.. addirittura i giocattoli fatti in Italia, alcuni ideati proprio qua! Wow! Ma perché queste cose non sono di pubblico dominio? 🤣 dovremmo vantarcene ai quattro venti!!!
    Leggere i fumetti con gli elementi retrò (He-Man che usa più l'ascia che la spada, Teela conciata come la futura dea serpente e incrociata con la sua futura madre, Man-At-Arms senza baffi etc) fa tanto romantico :) non so perché X4 notare che quando i fumetti si adattarono alla serie animata, lo fece anche lo stile di disegno, molto più cartoonesco del precedente tratto simile allo stile Marvel/DC. Però continuavano a tenere Duncan sbarbato XD
    Per i fumetti made in Italy/Germany, immagino funzionasse come Topolino: artisti locali ma supervisori americani della casa madre giusto? Anche se ormai per Topolino non ci sono più.
    Personalmente io ho sempre preferito il primo doppiaggio della serie Filmation (chissà chi avrebbero scelto per doppiare She-Ra, Hordak e co con quegli studio). Tra l'altro, tempo fa lessi su un libro dei Masters (non ricordo quale, però ricordo che parlava della storia del fenomeno in Italia) che in origine He-Man nella serie animata doveva doppiarlo nientemeno che il mitico Pino Locchi (voce di Terence Hill, Sean Connery, Elvis Presley e tanti altri divi) ma purtroppo nel 1984 iniziò ad ammalarsi e non ce la faceva a fare la voce che avrebbero voluto (infatti proprio da quell'anno smise di doppiare Terence Hill). Però come grido di trasformazione preferisco PER IL POTERE DI GRAYSKULL. E' più accurato e poi "La forza è con me" lo fa sembrare un ripoff di Star Wars XD
    Mi sono sempre chiesto anche io come mai il film dei Masters arrivò così tardi in Italia.. forse perché fece flop in America e pensarono che non ne valesse la pena. Il fatto che abbia un doppiaggio italiano decisamente al risparmio (Lungdren non ha nemmeno il suo doppiatore ufficiale) lo confermerebbe.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più che supervisione americana, la Mattel daba una bibbia da poter seguire, con caratteristiche per ogni personaggio, anche (anzi, quasi sempre) MINIME. Poi ci pensavano gli sceneggiatori locali...
      La Mediaset, nel 2004, fece una scelta che accontentò tutti: PER IL POTERE DI GRAYSKULL, LA FORZA È CON ME! :D
      Però sbagliatissima, perché il senso è I HAVE THE POWER.

      Moz-

      Elimina
    2. "Più che supervisione americana, la Mattel daba una bibbia da poter seguire, con caratteristiche per ogni personaggio, anche (anzi, quasi sempre) MINIME. Poi ci pensavano gli sceneggiatori locali..."

      Mi ricorda molto il modo in cui nacquero i Transformers: sviluppati da fumettisti inglesi della Marvel con la Hasbro/Takara che dava le basi. E con il cartone che poi faceva come gli pare XD

      "La Mediaset, nel 2004, fece una scelta che accontentò tutti: PER IL POTERE DI GRAYSKULL, LA FORZA È CON ME! :D
      Però sbagliatissima, perché il senso è I HAVE THE POWER."

      Lo ricordo bene X4 ma preferisco A ME IL POTERE! che fu usato anche per gli ultimi fumetti della DC. Invece, sebbene sia la traduzione più giusta, IO HO IL POTERE non mi è mai piaciuto, un po' troppo banale.. per fortuna fu usato solo per il film.

      Elimina
    3. Dei Transformers parleremo prossimamente^^
      Vero, "a me il potere" suona meglio rispetto alla traduzione letterale, ma I HAVE THE POWER è un motto vero e proprio, una dichiarazione di onnipotenza.

      Moz-

      Elimina
    4. Non vedo l'ora 👌
      Vero ma suona meglio in inglese. Così come POWER TO ME! suonerebbe peggio effettivamente XD Un po' come AVENGERS ASSEMBLE/VENDICATORI UNITI! Riesci a immaginare "VENDICATORI ASSEMBLATEVI"? 😅

      Elimina
    5. Ahaha sì, ma infatti a volte è necessario adattare.

      Moz-

      Elimina
  7. Post molto interessante, peccato che questo fenomeno tutto nostrano sia riscoperto dai pochi volenterosi che hanno a cuore la serie (ed è meglio forse che sia così). Se non ricordo male il documentario su netflix del successo europeo non si concentra per nulla.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I documentari sono americani, quindi non tengono conto della cosa... Pensa a quante altre nazioni possono scrivere cose così: Spagna, i paesi dell'America Latina, Francia, Germania... Coi MOTU ogni Paese ha una grande storia.
      Vero, comunque, quella italiana è molto affascinante, da sviluppare ulteriormente.

      Moz-

      Elimina
  8. Ciao! Ti ho scoperto con la recensione di Anime Cult, visto che ci tieni a essere preciso e dato che evidentemente ti manca questo dato, con la Watanabe facevo anche i Master su Più, nel senso che le sceneggiature erano mie, oltre che tutto il resto sulle riviste degli "spaghetti manga", un saluto! Vincenzo Perrone (ovviamente con la benedizione dei produttori e sempre tramite lo Smack Studio di Andrea Mantelli). Di simile c'era anche Poochie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Vincenzo, grazie mille per il tuo messaggio (e complimenti per Anime Cult!).
      Aggiunto subitissimo questo prezioso dettaglio. E davvero, dunque, grazie per avermi fatto sognare con quelle storie sui Masters...

      Moz-

      Elimina
  9. Articolo meraviglioso di un periodo della mia infanzia fatto di frequenze analigiche imperfette e poco definite proiettate da un tubo catodico ormai ingiallito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille...! Se sono riuscito a farvi provare qualche emozione, come l'ho provata io scrivendo e ricordando... sono contento :)

      Moz-

      Elimina
  10. Ti correggo su un punto : i cartoni dei Master arrivarono a mia memoria su Italia 1 o Canale 5 nel periodo natalizio ( 1983 ?) e solo anni dopo passarono su rete 4 spezzati in due parti all' interno di Ciao Ciao.
    Ti consiglio di cercare sul sito di radiocorriere.it per averne conferma.
    Riguardo Shera, il film da noi arrivò DOPO la serie tv ( forse per questo non trasmisero mai i primi episodi che componevano il film ) e infatti mi sorpresi quando lo vidi, che raccontava le origini di Adora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao! Quella che vedi è la prima pubblicità cartacea del cartoon: era sia su Più (quella che vedi qui) sia sull'album di figurine. E la data è proprio maggio 1983 (quindi appunto prima del Natale 1983).
      Rete quattro è la rete che li trasmise per prima, idem per She-Ra (sì, la serie arrivò prima del film) 💪

      Moz-

      Elimina
    2. Non sono sicuro di quell' orario.
      Ti ripeto di andare a controllare i radiocorriere ( io non ho voglia, scusa) per averne conferma.
      Natale 82 o 83, Canale 5 o Italia 1 .
      ovviamente come ti ho detto altrove, lo spot tv che hai linkato non è il primo spot italiano dei Masters ( al massimo il secondo : il primo mostrava gli 8 personaggi iniziali )

      Elimina
    3. L'orario della trasmissione è riportato nella pubblicità... Non solo su Più ma anche sull'album. Comunque sì, controllerò i palinsesti appena possibile sperando sia segnalato.
      Quello è il primo "disponibile", di certo non viene preso dalla versione americana... Questo l'ho controllato 💪

      Moz-

      Elimina
    4. Ho trovato l'inghippo. La data che avevo riportato aveva un refuso, ora corretto. Quella pubblicità sulla serie animata è del maggio 1984 (su un numero di Più dei primi di maggio '84)

      Moz-

      Elimina
    5. Infatti non poteva andare in onda su Rete 4 nel 1983, visto che il canale fu comprato da Berlusconi solo l 'anno seguente.
      Le basi Moz, le basi :)

      Elimina
    6. Yes era solo un refuso, figurati: su Retequattro ci ho scritto uno specialone che ne ripercorre la storia 😎💪 altro che basi! 😂
      Comunque, maggio 1984 è l'arrivo della serie animata Motu in Italia, pomeriggio ore 17.20 (prese presumibilmente il posto di Il magico mondo di Gigi)

      Moz-

      Elimina