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[RETROSPOT] Peperlizia cipolline Ponti (1988)

               


Oggi probabilmente uno spot così sarebbe impensabile, ma negli anni '80 si rideva a mente e cuore leggeri e Isaac George (attore nigeriano naturalizzato italiano) interpretava lo stereotipo dell'africano per le cipolline Peperlizia Ponti.
Non certo un ruolo da vucumprà, anzi: è più una sorta di Principe cercamoglie, per dire, e lo spot si inserisce in una lista di pubblicità analoghe messe su dall'azienda di sottaceti (c'era anche quella con l'antico imperatore romano).
Vero che in questo spot Isaac George "parla da negro", del tipo "buoni le cibolline!" "cibolline alla peperlizia pondi!", e infatti lui è stato prima di tutto un caratterista che giocava su questi cliché (dagli sketch del Drive In al ruolo in tantissime commedie all'italiana anni '80 e '90 ma soprattutto come Aziz ne I ragazzi della 3a C).
Oggi ci scandalizzeremmo.
Lui è stato arrestato qualche anno fa per una brutta storia di truffe e abusi, anche se si è sempre dichiarato innocente.
Buoni le cibolline.

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[SOCIETÀ] fermatevi, finché siete in tempo


Fermatevi, finché siete in tempo.
Siete ridicoli e state rovinando il mondo.
Un poveraccio è morto, ucciso da un poliziotto, durante un arresto.
Da lì è partita l'ondata di devastazione e di revisionismo, rivolte, distruzioni e saccheggi.
Fermatevi finché siete in tempo, perché siete pericolosi.
Non è così che si risolvono i problemi, né si rende giustizia a un morto.

[PENSIERI] Ariel cambia: ancora remake inclusivi?


Il nuovo caso dell'estate è l'attrice scelta per interpretare Ariel nel live action basato su La Sirenetta di Walt Disney.
Dal 1989, la versione disneyana della celebre e cruda fiaba di Andersen, ha impresso nella mente l'aspetto della protagonista.
Una sirena dalla coda verde, dalla pelle caucasica, e dai capelli rossi e vaporosi.
Ariel è così, da 30 anni. Così come Flounder è giallo e blu e Sebastian rosso.
E invece l'attrice scelta per interpretare la sirenetta Disney è Halle Bailey che, a parte il cognome alcoolico, non conosco e sulla cui bravura non mi esprimo.
Colpisce però la scelta: la Bailey è nera. Ha pelle nera, capelli neri.
E si è scatenato il finimondo.

[SMF - SIGLE MENO FAMOSE] Fiocchi di cotone per Jeanie (C. D'Avena)


Anime del 1992, arriva da noi nel 1994: la storia è ispirata in parte a un romanzo giapponese, e in parte a una canzone di metà '800.
Per chi pensa, specie tra i girellari convinti, che la D'Avena abbia solo cantato canzonette, beh, con Fiocchi di cotone per Jeanie potrebbe anche ricredersi.
Anche se questo è un argomento che affronteremo tra qualche giorno...

[PENSIERI] stereotipi, offese e limit(azion)i


Non se ne può più. Ancora una volta l'Italia, all'estero, è rappresentata in modo stereotipato (e offensivo).
Dall'Olanda arriva questa copertina per l'albo di Paperino, contenente una storia ambientata nella nostra Penisola, che racconta di un antenato dei paperi a capo di un'associazione a delinquere di stampo mafioso.
Guardate l'immagine, c'è proprio tutto: delinquenti in giacca, cravatta e borsalino; gente impaurita, con la coppola in testa, pronta a pagare il pizzo; panni stesi tra i vicoli del paesello.
Qualcosa che ha superato ogni limite di decenza.
Dove sono le papere procaci affacciate al balcone? Dov'è l'osteria con il piatto di spaghetti? E i fichi d'india? Il mandolino? La pizza?
Ci dovete rappresentare per bene, che diamine!

[PENSIERI] la nuova frontiera del politically correct


Ci risiamo.
I tizi che vedete nella foto qui sopra sono i nuovi Robin Hood e Little John, dove il buon Robin ha una faccia da stronzetto e Little John è... nero?!

Esattamente: nella nuova trasposizione, il capo dell'allegra brigata sarà un mandingo.
Giusto qualche giorno fa parlavamo degli stravolgimenti che avvengono nelle trasposizioni, da un medium all'altro (QUI).

Non avevamo toccato il tasto della nuova frontiera del politically correct: l'inserimento forzato di minoranze etniche, di minoranze sessuali e di figure femminili sempre più forti e protagoniste.
Cosa c'è di male? Nulla, se la storia è originale.
Tutto, se vuoi riscrivermi un classico cambiando razza, sesso e tendenze a situazioni già note e codificate.

[PENSIERI] di Facebook, fascismi e murales


Probabilmente qualcuno di voi conosce già la storia che sto per raccontarvi, anzi la storia con cui inizia questo post.
Perché l'accaduto che vi riassumerò tra poco è salito agli onori delle cronache specie attraverso ricondivisioni sdegnate.
Questo post è il mio pensiero -e la mia esperienza- su social e vita vera, e di come quest'ultima, per qualche ora, possa diventare un vero e proprio post di Facebook. Dove, intanto, sono stato bannato.

[PENSIERI] ironia & -ismi


-ismo, -ismi.
Tutto ciò che finisce in -ismo fa paura. È negativo.
Sessismo, classismo, qualunquismo, razzismo, fascismo, comunismo (sì, pure comunismo), populismo, maschilismo.
Femminismo? Boh, forse femminismo no, è positivo, come animalismo: chissà perché.
C'è qualcosa di cui voglio parlarvi, una volta per tutte.

[spot] pubblicità "razzista" dei Masters of the Universe


Questa famosa pubblicità, apparsa negli anni '80 sulle riviste per ragazzi, oggi sarebbe improponibile.
Protagonisti, due personaggi della celebre linea Masters of the Universe, ossia i giocattoli di He-Man e Skeletor.
L'eroico Clamp Champ e il cattivo Ninjor sono contrapposti e se ne dicono quattro.

Parola tabù - post politicamente corretto


Una sera sono stato al bar, prima di andare a cena fuori
con gli amici.
Abbiamo preso un aperitivo, un Neroni.
A cena ci aspettava carne a volontà, e per accompagnarla
abbiamo optato per un buon vino pugliese, il Neramaro.
Alla fine della cena, caffè e ammazzacaffè.
Ho preso un Montenero, sempre ottimo.
Era ancora presto, così abbiamo deciso
di farci una partita a scopa,
le carte sono sempre loro,
le mitiche Piacentine 109 Plastificate prodotte
dalla Dal Nero di Treviso.
Peccato per la musica di
sottofondo: l’atroce tormentone estivo di Juan,
“Camisa Nera”.
Nel frattempo mi chiedevo
se producono ancora
Cicciobello Angelo Nero.
Chissà.
Un nostro amico doveva andare via, perché
l’indomani lo aspettava il lavoro, e dato che il suo capo
È un neriero schiavista e cattivo, meglio arrivarci riposati,
in fabbrica!!
E allora siamo usciti tutti, per strada abbiamo visto tanti extracomunitari.
L’Italia è piena di gente così. Questi sono tutti pericolosi!
E cattivi!
"Se credi che il diverso
sia da cancellare
tu spera solo di non dover
emigrare
in EuroAfrica"
(Africa, Litfiba 1993)

missili e razzi (smo)

Giusto ieri avevo trovato sul blog
di un professionista che stimo tanto,
un post dove, dopo aver visionato una foto, si esortava
a trovare la differenza in essa contenuta.
La foto in questione rappresentava dei cardinali
tutti bianchi e tutti di bianco vestiti.
Ma quello al centro era vistosamente di ceppo negroide,
era africano, era di colore.
La differenza non era un nero in mezzo al bianco, ma
un cardinale che, poco più sotto, sonnecchiava, dormiva.
Un post che considero geniale perchè pone l'accento
su una differenza più sottile rispetto a quella che risalta,
che appunto è differenza solo a (e di) pelle,
differenza spero per tutti qui inesistente su altri piani.
Io ho commentato quel post, dicendo che la differenza la notavo,
e non era il tizio che dormiva.
Per me la differenza era che il copricapo di un cardinale
aveva un simbolo celeste,
mentre tutti gli altri copricapi
erano completamente....bianchi.
Quel post ora è sparito, e anche il mio commento.
Forse si pensava di correre dei rischi?
Ma il post era chiaramente antirazzista!
O era il mio (unico) commento ad essere male interpretabile?
Bastava toglierlo, credo. Anche se il mio intento era
sottolineare l'assurdità della cosa ancora più sottilmente,
ma forse non ci sarò riuscito, ancora una volta
il mio umorismo non sarà stato compreso.
Ecco, a volte mi sento anche io fuoriposto.
E il cerchio, finalmente, si è chiuso.
(comunque, Fabrì, hai fatto male, per me,
a togliere quel post geniale!^^)